Dopo Bergamo, l’America scopre le due tavole riunite
Botticelli vola a Boston con le Storie di Lucrezia e di Virginia
Sandro Botticelli, Storia di Virginia, 1505 ca, tempera e oro in conchiglia su tavola, cm 83,3 x 165,5, Bergamo, Accademia Carrara, collezione Morelli, 1891
Francesca Grego
30/01/2019
Mondo - Dipinte da Sandro Botticelli per lo stesso palazzo, la Storia di Lucrezia e la Storia di Virginia erano state separate già nell’Ottocento. A riunirle per la prima volta entusiasmando pubblico e critica è stata la mostra Le Storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo, allestita all’Accademia Carrara fino allo scorso 28 gennaio.
Ora si preparano incantare insieme gli Stati Uniti, attorniate da una selezione di capolavori provenienti da grandi musei europei e americani. Botticelli: Heroines + Heroes titola l’evento in programma presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston dal 14 febbraio al 19 maggio, mettendo l’accento sulla capacità del maestro fiorentino di trasformare due antiche storie di violenza e sensualità in parabole di un Rinascimento a tinte forti.
Ma l’esposizione assume un significato speciale perché allestita nel museo che ospita le collezioni della prima collezionista americana di Botticelli. Risale infatti al 1894 l’acquisto della Storia di Lucrezia da parte di Isabella Stewart Gardner, mecenate curiosa e dinamica che coltivò la passione per il Rinascimento italiano fin dall’adolescenza, quando durante un viaggio a Milano restò folgorata dalle raccolte di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Fu il grande storico dell’arte Bernard Berenson a proporle l’acquisto, che resta tuttora l’unica opera di Botticelli di soggetto non religioso conservata negli Stati Uniti.
Accanto al dipinto gemello, insieme al quale fu concepito, la tavola schiude al visitatore un racconto su più livelli: dalla Firenze insanguinata da congiure e colpi di stato ai rapporti tra il maestro della Primavera e Leonardo, che in quegli anni lavorava all’incompiuta Battaglia d’Anghiari in Palazzo Vecchio: l’influenza di quest’opera è ben visibile nella Storia di Virginia.
In primo piano tuttavia c’è la potente vena narrativa di Botticelli, che balza all’occhio nel dialogo delle due tavole con l’Adorazione dei Magi degli Uffizi, le Scene dalla giovinezza di Zenobio della National Gallery di Londra e i Tre Miracoli di Zenobio provenienti dal Metropolitan Museum di New York.
A confermarne il carisma instaurando inedite connessioni tra passato e presente arrivano infine i lavori di Karl Stevens, pittore e graphic novelist contemporaneo di talento riconosciuto, che reinterpreta l’opera di Botticelli mettendone in luce l’attualissima eredità.
Leggi anche:
• Un inedito Botticelli, pittore del suo tempo. Alla Carrara le Storie di Lucrezia e di Virginia
Ora si preparano incantare insieme gli Stati Uniti, attorniate da una selezione di capolavori provenienti da grandi musei europei e americani. Botticelli: Heroines + Heroes titola l’evento in programma presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston dal 14 febbraio al 19 maggio, mettendo l’accento sulla capacità del maestro fiorentino di trasformare due antiche storie di violenza e sensualità in parabole di un Rinascimento a tinte forti.
Ma l’esposizione assume un significato speciale perché allestita nel museo che ospita le collezioni della prima collezionista americana di Botticelli. Risale infatti al 1894 l’acquisto della Storia di Lucrezia da parte di Isabella Stewart Gardner, mecenate curiosa e dinamica che coltivò la passione per il Rinascimento italiano fin dall’adolescenza, quando durante un viaggio a Milano restò folgorata dalle raccolte di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Fu il grande storico dell’arte Bernard Berenson a proporle l’acquisto, che resta tuttora l’unica opera di Botticelli di soggetto non religioso conservata negli Stati Uniti.
Accanto al dipinto gemello, insieme al quale fu concepito, la tavola schiude al visitatore un racconto su più livelli: dalla Firenze insanguinata da congiure e colpi di stato ai rapporti tra il maestro della Primavera e Leonardo, che in quegli anni lavorava all’incompiuta Battaglia d’Anghiari in Palazzo Vecchio: l’influenza di quest’opera è ben visibile nella Storia di Virginia.
In primo piano tuttavia c’è la potente vena narrativa di Botticelli, che balza all’occhio nel dialogo delle due tavole con l’Adorazione dei Magi degli Uffizi, le Scene dalla giovinezza di Zenobio della National Gallery di Londra e i Tre Miracoli di Zenobio provenienti dal Metropolitan Museum di New York.
A confermarne il carisma instaurando inedite connessioni tra passato e presente arrivano infine i lavori di Karl Stevens, pittore e graphic novelist contemporaneo di talento riconosciuto, che reinterpreta l’opera di Botticelli mettendone in luce l’attualissima eredità.
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