Fino al 19 aprile alla Fondazione Beyeler
Senza fretta: da Monet a Rothko, l'arte che insegna a rallentare
CLAUDE MONET, NYMPHÉAS, 1916 – 1919 WATER LILLIES Oil on canvas, 200 x 180 cm Fondation Beyeler, Riehen/Basel Photo: Peter Schibli, Basel
Francesca Grego
14/02/2020
Mondo - Chi ha detto che moderno fa rima con frenetico? Se il mito futurista della velocità non fa per voi, sappiate che che siete in buona compagnia. Alla Fondation Beyeler va in scena un'altra storia, che rivela come l'accelerazione associata al progresso tecnologico porti con sé da più di un secolo un intenso desiderio di relax. Appena inaugurata a Basilea, fino al 19 aprile Silent Vision. Images of Calm and Quiet risale il corso della storia per mostrare come l'arte abbia interpretato la diffusa esigenza di rallentare, prendendosi il tempo per tirare anche più di un respiro e lasciare spazio a un vuoto foriero di novità.
Spaziando dall'Impressionismo a oggi, il progetto si nutre delle opere di Claude Monet, Paul Cézanne, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Hans Arp, Alberto Giacometti, Mark Rothko, Andy Warhol, Richard Serra, Gerhard Richter, Marlene Dumas, provenienti dalla collezione residente e da altre prestigiose raccolte private. E non può mancare il Buste de femme de profil (Femme écrivant) di Picasso, approdato di recente in casa Beyeler, mentre il corpus dell'intera mostra dialoga con i dipinti di Edward Hopper, inventore di silenzi e atmosfere sospese fino al 27 maggio protagonista di un grande evento espositivo presso la fondazione svizzera.
Il percorso si compone soprattutto di dipinti e di sculture, presentate in sezioni che esplorano il tema nelle sue differenti declinazioni: l'idillio della natura, la contemplazione, la quiete prima della tempesta, il vuoto, il sonno e il riposo eterno, la pace interiore, la solitudine e l'equilibrio compositivo, incrociando generi come la natura morta o il paesaggio. Un excursus tra estetiche, messaggi, forme e materiali anche molto distanti tra loro, da gustare, naturalmente, senza fretta.
Leggi anche:
• Da Hopper a Goya: il 2020 della Fondation Beyeler
Spaziando dall'Impressionismo a oggi, il progetto si nutre delle opere di Claude Monet, Paul Cézanne, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Hans Arp, Alberto Giacometti, Mark Rothko, Andy Warhol, Richard Serra, Gerhard Richter, Marlene Dumas, provenienti dalla collezione residente e da altre prestigiose raccolte private. E non può mancare il Buste de femme de profil (Femme écrivant) di Picasso, approdato di recente in casa Beyeler, mentre il corpus dell'intera mostra dialoga con i dipinti di Edward Hopper, inventore di silenzi e atmosfere sospese fino al 27 maggio protagonista di un grande evento espositivo presso la fondazione svizzera.
Il percorso si compone soprattutto di dipinti e di sculture, presentate in sezioni che esplorano il tema nelle sue differenti declinazioni: l'idillio della natura, la contemplazione, la quiete prima della tempesta, il vuoto, il sonno e il riposo eterno, la pace interiore, la solitudine e l'equilibrio compositivo, incrociando generi come la natura morta o il paesaggio. Un excursus tra estetiche, messaggi, forme e materiali anche molto distanti tra loro, da gustare, naturalmente, senza fretta.
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