Tante mostre e nuove sezioni nel biennio 2019-2020 del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Da Canova agli Assiri, il 2019 del MANN

Napoli, Museo Archeologico Nazionale. Galleria intorno al cortile occidentale. Strutture originarie dell'edificio della Cavallerizza e ristrutturazioni di Giulio Cesare Fontana.
 

Samantha De Martin

16/01/2019

Napoli - «Nel 2020 Napoli avrà un museo archeologico come le ultime generazioni non l’hanno mai visto». Parola di Paolo Giulierini, direttore del MANN, “il Museo che cresce” e che oggi sfodera tutti gli appuntamenti e le novità in programma per il biennio 2019-2020.
Ma nella ricca agenda di “Mann at work” non ci sarà spazio soltanto per le grandi mostre, da Canova agli Etruschi, dagli Assiri al percorso dedicato all’archeologia proveniente dai mari della Magna Grecia, fino ad arrivare ai gladiatori e ai Biziantini. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli si appresta infatti ad accogliere i visitatori con l' apertura delle sezioni dedicate alla collezione Magna Grecia, con un restyling della sezione dedicata alla Preistoria e con la riapertura del giardino della Vanella.
Sarà inoltre restaurata la fontana voluta da Amedeo Maiuri e posta al centro del giardino. Mentre un ulteriore intervento interesserà l’Ipogeo di Caivano, una tomba gentilizia romana databile tra il I e il II sec. d.C., affrescata con scene di paesaggi idillico-sacrali. Resterà quasi completamente interrata e sarà accessibile ai visitatori solo attraverso una scalinata.

«Un discorso a parte - ha commentato Giulierini - merita l'immensa opera di riordino e razionalizzazione, mai fatta sin ora, dei depositi MANN, il nostro 'tesoro'. Già avviata nel 2018, ne presenteremo a breve i primi risultati. Alla massima fruibilità degli spazi espositivi (basti pensare alle splendide sale con colonne dell'ala occidentale, chiuse da 50 anni, che ospiteranno la statuaria campana) si affiancheranno servizi moderni che porranno il MANN all'avanguardia tra i grandi siti mondiali consentendoci, ad esempio, di ospitare eventi in un auditorium di 300 posti».

A conclusione di un anno entusiasmante che ha registarto il record di oltre 613mila visitatori (il 15,8% in più rispetto al 2017) e le mostre in tournée in Cina, il MANN si caratterizza sempre più come un ambasciatore illustre della cultura italiana nel mondo.

Nel vulcano. Cai Guo-Qiang a Napoli e Pompei

Il MANN porta avanti il proprio percorso di indagine sulla cultura orientale ospitando, a partire dal prossimo 22 febbraio, le suggestioni delle opere di Cai Guo Qiang. L’artista cinese, insignito del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999 e noto per le sue performance con il fuoco, esporrà al Museo una selezione di lavori frutto della sua “officina dell’esplosione”.
Le opere, create dopo un evento con fuochi d’artificio, dialogheranno con le collezioni permanenti, in un gioco di assonanze e dissonanze tematiche, mentre mosaici ed affreschi antichi accompagneranno il visitatore in un labirintico viaggio di scoperta tra passato e presente.

Canova e l’antico

A partire dal 28 marzo, nell’ambito di una inedita mostra su Antonio Canova, giungeranno a Napoli prestiti eccezionali dal Museo di San Pietroburgo che conserva il maggior numero dei capolavori in marmo del maestro. L’evento, reso possibile grazie a una serie di collaborazioni avviate nel 2017 con il Museo Statale Ermitage, metterà in relazione, per la prima volta, l’arte sublime dello scultore con l’arte antica e con i modelli che lo seppero ispirare.
Il percorso espositivo - a cura di Giuseppe Pavanello, affiancato da autorevoli studiosi e dalla direzione dei due musei promotori - accompagnerà gli ospiti tra marmi e gessi di Canova, bozzetti, disegni e tempere del grande artista, in prestito da musei internazionali.
In sinergia con l’Ermitage, dal 5 aprile 2019 San Pietroburgo accoglierà la mostra Pompei. Uomini, dei ed eroi, con importanti reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei.

Pompei e gli Etruschi

La presenza etrusca in Campania tra l’VIII ed il V secolo a.C., con bronzi, epigrafi, ceramiche, armi, oggetti d’uso e d’ornamento che hanno introdotto nelle collezioni del Museo materiali chiaramente afferenti al mondo Etrusco, saranno al centro di due grandi mostre, nella Palestra Grande dell’antica città vesuviana distrutta nel 79 d.C. ed al MANN.
Dal 30 maggio il suggestivo passaggio dedicato all’Etruria campana riscoprirà non soltanto le opere possedute dai maggiori musei della regione, ma anche i reperti conservati oggi al British Museum, a Berlino e a Monaco, al Petit Palais.

Gli Assiri all’ombra del Vesuvio

Raccontare i tratti più significativi di una grande civiltà del passato, creando un percorso divulgativo accessibile anche grazie alle nuove tecnologie della comunicazione, mettendo in evidenza la straordinaria dimensione del laboratorio culturale partenopeo a fine Ottocento. Sarà questo l’obiettivo del percorso Gli Assiri all’ombra del Vesuvio, in programma dal 6 giugno al MANN.
Il patrimonio del Museo vanta infatti tredici calchi in gesso di rilievi neoassiri da Ninive e Nimrud, esposti nel cosiddetto Assyrian Basement e i cui originali appartengono alle collezioni del British Museum di Londra.
L’esposizione accoglierà anche ventotto reperti in prestito dal British Museum e undici pezzi dell’Ashmolean Museum.

Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia

A partire dal 25 settembre il MANN si fa scrigno di cultura euromediterranea tracciando i percorsi che hanno fatto grande la nostra storia. Protagonista della mostra Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia sarà il Mare nostrum, da sempre spazio di integrazione e di confronto, in esposizione con preziosi reperti di archeologia subacquea provenienti da importanti istituzioni museali internazionali.

Nel 2020 al MANN gladiatori e Biziantini

Tra settembre 2019 e marzo 2020 una mostra permetterà di presentare al pubblico la collezione delle armi gladiatorie del MANN, preannunciando una sua ricollocazione permanente negli spazi museali.
A questa si affiancherà, a partire da dicembre 2020, la retrospettiva dedicata ai Bizantini, finalizzata a mettere in luce l’influsso che questa popolazione ha avuto in tutto il sud Italia.

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