Le artiste parlano del loro lavoro nell’ambito del progetto Three Gates of In-Perfection
Goldschmied & Chiari: lungo la Francigena il nostro invito alla relazione e alla ricerca spirituale
Goldshmied + Chiari | Foto: © Toni Thorimbert
Samantha De Martin
15/12/2018
Roma - La loro relazione, aspetto cruciale del lavoro a due nella fucina dell’arte, è talmente forte da superare la distanza. Nemmeno il telefono riesce a dividere Sara da Eleonora e così l’interlocutore, dall’altra parte del filo è Goldshmied & Chiari, un unico linguaggio modulato da voci diverse che si completano a vicenda, da un dialogo continuo, da una ricerca concettuale portata avanti attraverso un confronto costante.
Da Milano, dove vivono, Sara ed Eleonora presentano l’opera che hanno immaginato lungo la Via Francigena nell’ambito di Three Gates of In-Perfection, il progetto a cura di Angelo Cricchi con le opere di Davide Dormino e Giancarlo Neri, ideato e promosso da ARTE.it.
In questo progetto ecosostenibile e volto alla valorizzazione del territorio attraverso la realizzazione di 3 + 1 opere d’arte che insistono lungo la Via Francigena tra i Comuni di Campagnano e di Formello e il Parco di Veio, l’opera di Goldshmied & Chiari dialogherà con quelle degli altri artisti.
Una panchina con un lampione e una frase di San Francesco. Che significato ha la vostra opera e dove verrà posta?
«Abbiamo deciso di chiamare l’opera con una frase di San Francesco: “Un solo raggio di sole è sufficiente per cancellare milioni di ombre”. Si tratta di una seduta circolare in legno dove sarà intagliata l’intera frase. Un lampione, sempre in legno, sovrasterà la panca con una piccola luce a intermittenza... come fosse un lucciola nella notte - continua Eleonora -. L’opera sarà collocata in uno slargo, quasi alla fine del cammino della Francigena, dove sorge la Chiesa della Madonna del Sorbo. La abbiamo pensata come un punto di meditazione, condivisione, ristoro. Al momento siamo alla ricerca del legno, da lavorare insieme all’artigiano in loco, magari che sia disponibile in zona. Pensavamo a un faggio».
L’illuminazione sarà data da un unico led a basso consumo alimentato da un pannello solare, in modo da essere autosufficiente energeticamente.
In che modo si relaziona il vostro lavoro con il visitatore e con il paesaggio?
«L’interazione primaria è l’accoglienza del visitatore, invitato a entrare in comunicazione, a riflettere sull’idea di luce come momento di ricerca spirituale-personale. Il viaggiatore non sarà per forza solo. La panchina avrà lo spazio sufficiente per consentire a più persone di fermarsi, riflettere, ma anche interagire, chiacchierare, mangiare. Abbiamo pensato alla panchina come a un momento di ricerca spirituale. L’opera avvolge il visitatore come in un abbraccio circolare, nel quale ci si potrà immergere entrando attraverso un ingresso».
L’intaglio è una costante nel vostro lavoro..
«L’intaglio è presente ad esempio in tutti i lavori degli alberi delle genealogie di damnatio memoriae. Abbiamo pensato di riusare questa pratica attraverso nuove sperimentazioni».
Com’è nata l’idea della panca?
«Quando ci hanno proposto il progetto abbiamo subito fatto delle ricerche. In realtà l’idea della seduta è nata prima che facessimo il sopralluogo. Avevamo già in testa cosa rappresentare, cercavamo solo il posto giusto. Durante la nostra visita abbiamo avuto modo di confrontarci direttamente con un team fantastico. Abbiamo lavorato tutti a stretto contatto, in grande sintonia».
Quanto è difficile lavorare in due?
«Lavoriamo insieme dal 2001 e ci conosciamo da 20 anni. Abbiamo maturato un linguaggio comune, una ricerca concettuale caratterizzata da mezzi diversi. Il nostro lavoro è frutto di continue conversazioni e scambi. Piano piano si costruisce l’idea che si vuole realizzare, una combinazione di diversi punti di vista all’interno di uno spazio di creatività comune. La relazione e il dialogo sono gli aspetti cruciali della nostra collaborazione».
Parlando con Goldshmied & Chiari il pensiero non può non andare alla loro performance creata per la Casa atelier di Museion a Bolzano, che ebbe una parabola mediatica internazionale dopo che un'addetta alle pulizie spazzò letteralmente via la loro opera d’arte, credendo si trattasse realmente degli avanzi di una festa. Si chiamava Dove andiamo a ballare stasera e rappresentava la metafora degli anni Ottanta proposta attraverso la messa in scena di una festa finita, gli avanzi di un ricco banchetto: le macerie della cuccagna. Un’opera gioiosa e al contempo decadente dietro la significativa scritta “Tutti assolti”.
«Siamo molto felici che quest’opera verrà riproposta a settembre 2019 in Finlandia, al Serlachius museum di Mänttä». Poi, tra gli appuntamenti futuri Sara ed Eleonora parlano della loro prossima personale, in primavera, al Museo Novecento di Firenze, a cura di Gaspare Luigi Marcone. Alla domanda relativa a cosa rappresenti l’arte e se goda ancora di buona salute, le voci delle artiste, al telefono, viaggiano nuovamente all’unisono.
«Rappresenta la vita. La grande forza dell’arte è soprattutto la capacità di far cambiare la prospettiva allo spettatore, anche al più inconsapevole grazie alla sua potenza comunicativa rivoluzionaria. Arte è relazione, è relazionarsi con la diversità, la differenza».
E quella seduta che stringe in un abbraccio i viandanti lungo la Via Francigena, illuminadoli con la sua perpetua lanterna, è indubbiamente un invito ad assaporare questa relazione e a godere della sua bellezza.
Da Milano, dove vivono, Sara ed Eleonora presentano l’opera che hanno immaginato lungo la Via Francigena nell’ambito di Three Gates of In-Perfection, il progetto a cura di Angelo Cricchi con le opere di Davide Dormino e Giancarlo Neri, ideato e promosso da ARTE.it.
In questo progetto ecosostenibile e volto alla valorizzazione del territorio attraverso la realizzazione di 3 + 1 opere d’arte che insistono lungo la Via Francigena tra i Comuni di Campagnano e di Formello e il Parco di Veio, l’opera di Goldshmied & Chiari dialogherà con quelle degli altri artisti.
Una panchina con un lampione e una frase di San Francesco. Che significato ha la vostra opera e dove verrà posta?
«Abbiamo deciso di chiamare l’opera con una frase di San Francesco: “Un solo raggio di sole è sufficiente per cancellare milioni di ombre”. Si tratta di una seduta circolare in legno dove sarà intagliata l’intera frase. Un lampione, sempre in legno, sovrasterà la panca con una piccola luce a intermittenza... come fosse un lucciola nella notte - continua Eleonora -. L’opera sarà collocata in uno slargo, quasi alla fine del cammino della Francigena, dove sorge la Chiesa della Madonna del Sorbo. La abbiamo pensata come un punto di meditazione, condivisione, ristoro. Al momento siamo alla ricerca del legno, da lavorare insieme all’artigiano in loco, magari che sia disponibile in zona. Pensavamo a un faggio».
L’illuminazione sarà data da un unico led a basso consumo alimentato da un pannello solare, in modo da essere autosufficiente energeticamente.
In che modo si relaziona il vostro lavoro con il visitatore e con il paesaggio?
«L’interazione primaria è l’accoglienza del visitatore, invitato a entrare in comunicazione, a riflettere sull’idea di luce come momento di ricerca spirituale-personale. Il viaggiatore non sarà per forza solo. La panchina avrà lo spazio sufficiente per consentire a più persone di fermarsi, riflettere, ma anche interagire, chiacchierare, mangiare. Abbiamo pensato alla panchina come a un momento di ricerca spirituale. L’opera avvolge il visitatore come in un abbraccio circolare, nel quale ci si potrà immergere entrando attraverso un ingresso».
L’intaglio è una costante nel vostro lavoro..
«L’intaglio è presente ad esempio in tutti i lavori degli alberi delle genealogie di damnatio memoriae. Abbiamo pensato di riusare questa pratica attraverso nuove sperimentazioni».
Com’è nata l’idea della panca?
«Quando ci hanno proposto il progetto abbiamo subito fatto delle ricerche. In realtà l’idea della seduta è nata prima che facessimo il sopralluogo. Avevamo già in testa cosa rappresentare, cercavamo solo il posto giusto. Durante la nostra visita abbiamo avuto modo di confrontarci direttamente con un team fantastico. Abbiamo lavorato tutti a stretto contatto, in grande sintonia».
Quanto è difficile lavorare in due?
«Lavoriamo insieme dal 2001 e ci conosciamo da 20 anni. Abbiamo maturato un linguaggio comune, una ricerca concettuale caratterizzata da mezzi diversi. Il nostro lavoro è frutto di continue conversazioni e scambi. Piano piano si costruisce l’idea che si vuole realizzare, una combinazione di diversi punti di vista all’interno di uno spazio di creatività comune. La relazione e il dialogo sono gli aspetti cruciali della nostra collaborazione».
Parlando con Goldshmied & Chiari il pensiero non può non andare alla loro performance creata per la Casa atelier di Museion a Bolzano, che ebbe una parabola mediatica internazionale dopo che un'addetta alle pulizie spazzò letteralmente via la loro opera d’arte, credendo si trattasse realmente degli avanzi di una festa. Si chiamava Dove andiamo a ballare stasera e rappresentava la metafora degli anni Ottanta proposta attraverso la messa in scena di una festa finita, gli avanzi di un ricco banchetto: le macerie della cuccagna. Un’opera gioiosa e al contempo decadente dietro la significativa scritta “Tutti assolti”.
«Siamo molto felici che quest’opera verrà riproposta a settembre 2019 in Finlandia, al Serlachius museum di Mänttä». Poi, tra gli appuntamenti futuri Sara ed Eleonora parlano della loro prossima personale, in primavera, al Museo Novecento di Firenze, a cura di Gaspare Luigi Marcone. Alla domanda relativa a cosa rappresenti l’arte e se goda ancora di buona salute, le voci delle artiste, al telefono, viaggiano nuovamente all’unisono.
«Rappresenta la vita. La grande forza dell’arte è soprattutto la capacità di far cambiare la prospettiva allo spettatore, anche al più inconsapevole grazie alla sua potenza comunicativa rivoluzionaria. Arte è relazione, è relazionarsi con la diversità, la differenza».
E quella seduta che stringe in un abbraccio i viandanti lungo la Via Francigena, illuminadoli con la sua perpetua lanterna, è indubbiamente un invito ad assaporare questa relazione e a godere della sua bellezza.
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Mondo | Al Musée d’Art Moderne de Paris fino al 9 febbraio 2025
L’Age Atomique o la Coscienza dell’Arte dinnanzi alla Storia
-
Roma | Gli eventi e i progetti da non perdere
L’arte per il Giubileo 2025, un anno nel segno della speranza
-
Mondo | Le mostre in attesa del grande appuntamento di CAMERA nel 2026
Da Santiago del Cile a Torino, la fotografia di Letizia Battaglia in quattro appuntamenti
-
Milano | A Milano fino al 26 gennaio
Dalle confische alle collezioni pubbliche: l'arte salvata in mostra a Palazzo Reale
-
Sul piccolo schermo dal 23 al 29 dicembre
La settimana di Natale in tv, da Raffaello al viaggio notturno di Alberto Angela tra i gioielli di Roma
-
Roma | Torna fruibile il passaggio fortificato tra Vaticano e Castel Sant’Angelo
Da fortezza a luogo di scoperta. Il passetto di Borgo riapre al pubblico