Dal 21 settembre 2016 al 19 febbraio 2017
I Brueghel conquistano la Reggia di Venaria
Marten van Cleve, Paesaggio invernale con la Strage degli innocenti, 1570 ca., Olio su tavola, 106.5x74 cm, Collezione privata, Belgio
Ludovica Sanfelice
19/09/2016
Torino - Tra le mostre da non perdere della nuova stagione culturale, un posto d'onore spetta a Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga che dopo il fortunato esordio a Bologna, trova un ambiente persino più confacente al proprio rango nella Reggia di Venaria.

Nella Sala delle Arti della monumentale residenza sabauda, dal 21 settembre al 19 febbraio, l'ospite d'onore sarà lo spirito della rivoluzione realista incarnato dalle cinque generazioni di artisti delle Fiandre che per quasi due secoli stabilirono un eccellente modello stilistico di riferimento. Una vera e propria lezione pittorica che condizionò in maniera permanente la storia dell'arte.
Dai capolavori del capostipite Pieter Brughel il Vecchio alle nature morte del pronipote Abraham Brueghel, il percorso attraverserà dunque il Seicento sulla scia luminosa del genio visionario e della perizia artigianale che miracolosamente si trasmisero di padre in figlio, in linea dinastica.
Ma il gusto raffinato per la composizione, la radicale cura per il dettaglio, lo sguardo chirurgicamente orientato a vivisezionare la natura umana e non per studiare il brulicante movimento della vita al suo interno divennero presto un marchio di fabbrica in grado di trascendere i legami familiari e contagiare una cerchia di maestri come Frans de Momper e Frans Francken, Hendrick van Balen e Joos de Momper che assieme ai Brueghel diedero corpo al secolo d'oro della pittura fiamminga sprigionando una ricchezza visiva che illuminò a giorno le arti figurative in Europa.
Consulta anche:
• Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga
• FOTO: La saga dei Brueghel alla Venaria Reale di Torino
• Guida d'arte di Torino

Nella Sala delle Arti della monumentale residenza sabauda, dal 21 settembre al 19 febbraio, l'ospite d'onore sarà lo spirito della rivoluzione realista incarnato dalle cinque generazioni di artisti delle Fiandre che per quasi due secoli stabilirono un eccellente modello stilistico di riferimento. Una vera e propria lezione pittorica che condizionò in maniera permanente la storia dell'arte.
Dai capolavori del capostipite Pieter Brughel il Vecchio alle nature morte del pronipote Abraham Brueghel, il percorso attraverserà dunque il Seicento sulla scia luminosa del genio visionario e della perizia artigianale che miracolosamente si trasmisero di padre in figlio, in linea dinastica.
Ma il gusto raffinato per la composizione, la radicale cura per il dettaglio, lo sguardo chirurgicamente orientato a vivisezionare la natura umana e non per studiare il brulicante movimento della vita al suo interno divennero presto un marchio di fabbrica in grado di trascendere i legami familiari e contagiare una cerchia di maestri come Frans de Momper e Frans Francken, Hendrick van Balen e Joos de Momper che assieme ai Brueghel diedero corpo al secolo d'oro della pittura fiamminga sprigionando una ricchezza visiva che illuminò a giorno le arti figurative in Europa.
Consulta anche:
• Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga
• FOTO: La saga dei Brueghel alla Venaria Reale di Torino
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