Dal 12 febbraio al 2 giugno presso CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino
Oltre cento scatti di Edward Weston in arrivo a Torino
Edward Weston, Nude, 1936, Gelatin silver print, Center for Creative Photography, The University of Arizona. Gift of the Estate of A. Richard Diebold, Jr © Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents
Samantha De Martin
29/01/2026
Torino - Oltre quarant’anni di attività (dal 1903 al 1948) del grande fotografo statunitense Ed Weston si raccontano negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
Dalle prime prove segnate dal pittorialismo alla piena affermazione come figura centrale della straight photography, il periodo che corre dal 1903 al 1948 sará esplorato dalla mostra Edward Weston. La materia delle forme, attesa dal 12 febbraio al 2 giugno.
Il percorso, organizzato da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA, approda per la prima volta in Italia dopo aver fatto tappa a Madrid e a Barcellona. Una selezione di 171 immagini curata da Sérgio Mah restituisce un’ampia antologica che ripercorre tutte le fasi della produzione del fotografo che riusciva a cogliere la poesia della realtà applicata allo scatto, abbandonando lo stereotipo della fotografia concepita come arte o semplice "posa".
Quella di Weston fu una vita consacrata allo scatto, dal 1902, quando, a sedici anni, ricevette in dono la sua prima macchina fotografica che iniziò a usare nei parchi di Chicago, fino al 1958, anno della morte a Carmel, una piccola città della California.
Offrendo un punto di vista europeo sull’eredità di una delle figure di spicco della fotografia moderna nordamericana, il corpus si pone come un contrappunto estetico e concettuale al modernismo delle prime avanguardie fotografiche europee. ll progetto ambisce a esplorare il ruolo di Weston – cofondatore del Group f/64 e dei Camera Pictorialists of Los Angeles – nel consolidare la fotografia come linguaggio poetico e intellettuale, oltre che come strumento per interpretare lo stile di vita dell’America tra le due guerre. Con la sua fotocamera a grande formato come strumento privilegiato, Weston realizzó immagini in bianco e nero di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli.
Il rigore dei suoi lavori passa attraverso nature morte, nudi, paesaggi e ritratti oggi considerati iconici e che offrono una prospettiva unica sul processo di affermazione della fotografia e sul ruolo centrale assunto nella cultura visiva contemporanea.
Dalle prime prove segnate dal pittorialismo alla piena affermazione come figura centrale della straight photography, il periodo che corre dal 1903 al 1948 sará esplorato dalla mostra Edward Weston. La materia delle forme, attesa dal 12 febbraio al 2 giugno.
Il percorso, organizzato da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA, approda per la prima volta in Italia dopo aver fatto tappa a Madrid e a Barcellona. Una selezione di 171 immagini curata da Sérgio Mah restituisce un’ampia antologica che ripercorre tutte le fasi della produzione del fotografo che riusciva a cogliere la poesia della realtà applicata allo scatto, abbandonando lo stereotipo della fotografia concepita come arte o semplice "posa".
Quella di Weston fu una vita consacrata allo scatto, dal 1902, quando, a sedici anni, ricevette in dono la sua prima macchina fotografica che iniziò a usare nei parchi di Chicago, fino al 1958, anno della morte a Carmel, una piccola città della California.
Offrendo un punto di vista europeo sull’eredità di una delle figure di spicco della fotografia moderna nordamericana, il corpus si pone come un contrappunto estetico e concettuale al modernismo delle prime avanguardie fotografiche europee. ll progetto ambisce a esplorare il ruolo di Weston – cofondatore del Group f/64 e dei Camera Pictorialists of Los Angeles – nel consolidare la fotografia come linguaggio poetico e intellettuale, oltre che come strumento per interpretare lo stile di vita dell’America tra le due guerre. Con la sua fotocamera a grande formato come strumento privilegiato, Weston realizzó immagini in bianco e nero di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli.
Il rigore dei suoi lavori passa attraverso nature morte, nudi, paesaggi e ritratti oggi considerati iconici e che offrono una prospettiva unica sul processo di affermazione della fotografia e sul ruolo centrale assunto nella cultura visiva contemporanea.
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