ANTIFRAGILE - Biennale Arte Venezia 2026
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Giardini - Padiglione Uruguay
Indirizzo: Viale Giardini Pubblici
Orari: Mar - Dom (da Maggio a Settembre) 11.00 - 19.00 (Sab - Dom, solo Arsenale fino alle ore 20.00) | Mar - Dom (da Ottobre a Novembre) 10.00 - 18.00 | Lunedì chiuso (eccetto lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)
Curatori: Martín Craciun (commissioner) Patricia Betancourt (curator)
Enti promotori:
- National Institute of Visual Arts
- National Directorate of Culture
- Ministry of Education and Culture of Uruguay
Costo del biglietto: € 30 (giornaliero) | € 40 (tre giorni)
Sito ufficiale: http://uruguay-bienal-venecia.mec.gub.uy/exposiciones.php?c=2&e=Antifragil
I resti che ci definiscono come partecipanti attivi in sistemi ultra-capitalisti vengono spogliati del loro valore, e l'umano coesiste con tutto ciò che non definiamo umano. Da questo concetto multinaturalistico, le operazioni di Whyte possono essere interpretate attraverso tre vettori teorici complementari che enfatizzano: la dimensione politica della pratica tessile, la metafora dell'intreccio e un'ecologia di materiali e reti. La politica della rappresentazione determina una politica dello sguardo.
Se consideriamo la pratica tessile contemporanea come un campo che riarticola tecniche ancestrali, lavoro di cura e circolazione industriale, sfumando le gerarchie tra arte e design, possiamo cogliere la complessità concettuale dell'installazione Antifragile. Il concetto di antifragilità, sviluppato da Nassim Taleb, descrive sistemi che non solo resistono al disordine e all'instabilità, ma ne vengono rafforzati e trasformati. In contrasto con il fragile, che si spezza sotto pressione, e il robusto, che a malapena resiste alle alterazioni, l'antifragile trova, nella vulnerabilità e nell'esposizione al rischio, la fonte stessa della sua forza. Questo quadro concettuale si rivela particolarmente fertile per la riflessione su pratiche artistiche e curatoriali che rifuggono il monumentale e lo stabile, e che si costituiscono nell'accumulo di tensioni, contingenze e temporalità estese, dove il valore emerge dall'intreccio di fragilità che sostengono ed espandono l'opera anziché indebolirla.
Pertanto, Margaret Whyte ha realizzato un corpus di opere pionieristico, sia nelle sue strategie concettuali che nella sua formalizzazione.
Concentrandosi su tematiche sociali e di genere, il suo ampio lavoro nello spazio utilizza volumi e sculture morbide che sono al contempo emblematiche e uniche. La sua produzione resiste a qualsiasi limitazione o semplificazione e occupa un capitolo essenziale per l'analisi e la costruzione della storia dell'arte sudamericana, eliminando la nozione di un'unica genealogia.
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