Nasce Aristaios: il museo archeologico che accoglie la collezione del Maestro Sinopoli
Museo Aristaios
12/12/2012
Roma - La collezione archeologica del Maestro Giuseppe Sinopoli (Venezia, 2 novembre 1946 – Berlino, 20 aprile 2001), direttore d'orchestra, compositore e saggista italiano, acquisita dal Ministero per i Beni Culturali, ha ora un suo museo all’interno dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il museo è stato intitolato Aristaios e realizzato con fondi Mibac e con il contributo della Camera di Commercio. Da oggi è aperto al pubblico ad ingresso gratuito.
In esposizione 161 reperti che interessano un arco temporale che va dalla ceramica minoica del 3200 a.C. ad opere d’arte provenienti dalla Magna Grecia del 300 a.C.
In esposizione ci saranno, quindi, esemplari della produzione minoica, micenea, geometrica, corinzia, laconica, greco - orientale, attica a figure nere e rosse, italiota a figure rosse e produzioni ceramiche indigene della Daunia (Apulia). Inoltre, anche un vaso in marmo di produzione cicladica (3200-2700 a.C.), vasellame in bronzo etrusco e magno-greco e una serie cospicua di statuette prevalentemente votive, raffiguranti divinità e devoti, ma anche animali.
Di qualità eccezionale i reperti riferibili alla produzione attica: sono presenti, infatti, opere dei principali pittori a figure nere, tra cui Lydos, il Pittore di Lysippides, esponenti della cerchia di Nikostenes, e dei pittori attici a figure rosse, come il Pittore di Syleus e di Eretria. Insoliti, inoltre, alcuni reperti come un cubo di terracotta dipinta a lati concavi di incerta destinazione d’uso, forse un gioco per bambini o una brocchetta di impasto con beccuccio, da identificare probabilmente con un poppatoio.
Ad accoglierli è la Sala del Peduncolo, uno spazio di oltre 300 mq riqualificato ed allestito su progetto dello studio Alvisi Kirimoto.
In esposizione 161 reperti che interessano un arco temporale che va dalla ceramica minoica del 3200 a.C. ad opere d’arte provenienti dalla Magna Grecia del 300 a.C.
In esposizione ci saranno, quindi, esemplari della produzione minoica, micenea, geometrica, corinzia, laconica, greco - orientale, attica a figure nere e rosse, italiota a figure rosse e produzioni ceramiche indigene della Daunia (Apulia). Inoltre, anche un vaso in marmo di produzione cicladica (3200-2700 a.C.), vasellame in bronzo etrusco e magno-greco e una serie cospicua di statuette prevalentemente votive, raffiguranti divinità e devoti, ma anche animali.
Di qualità eccezionale i reperti riferibili alla produzione attica: sono presenti, infatti, opere dei principali pittori a figure nere, tra cui Lydos, il Pittore di Lysippides, esponenti della cerchia di Nikostenes, e dei pittori attici a figure rosse, come il Pittore di Syleus e di Eretria. Insoliti, inoltre, alcuni reperti come un cubo di terracotta dipinta a lati concavi di incerta destinazione d’uso, forse un gioco per bambini o una brocchetta di impasto con beccuccio, da identificare probabilmente con un poppatoio.
Ad accoglierli è la Sala del Peduncolo, uno spazio di oltre 300 mq riqualificato ed allestito su progetto dello studio Alvisi Kirimoto.
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