London Design Biennale 2016 - White Flag
Dal 7 Settembre 2016 al 27 Settembre 2016
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Triennale di Milano
Indirizzo: viale Alemagna 6
Curatori: Silvana Annicchiarico, Giorgio Camuffo
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.londondesignbiennale.com/
Triennale Design Museum rappresenta l’Italia nell’ambito della London Design Biennale 2016 con l’installazione White Flag, a cura di Silvana Annicchiarico e Giorgio Camuffo.
Il tema della prima edizione della London Design Biennale è Utopia by Design e vuole celebrare il 500° anniversario dalla pubblicazione di classico di Thomas More Utopia (1516).
I curatori hanno selezionato 20 designer italiani. 20 come i giorni di durata della London Design Biennale. A ogni designer è stato chiesto di disegnare una bandiera bianca, caricandola di segno, senso, significato per comunicare il valore della tregua, della resa, individuata dai curatori come contemporanea metafora dell’utopia, intesa non più come gesto di costruzione, ma come atto di decostruzione.
Il primo giorno le 20 bandiere saranno piantate su una mappa geografica del mondo opportunamente ridisegnata: bandiere che sventolano, bandiere che si muovono.
Ma anche questa tregua, come tutte le altre, è sottile, fragile, ha un tempo limitato. Per questo ogni giorno una bandiera scomparirà, e in luogo della bandiera apparirà un oggetto scelto o disegnato dallo stesso designer. Un oggetto come sorta di offerta, di dono, di scambio simbolico. A indicare una via, a testimonianza che ci si fa carico in forma concreta di una restituzione e di una indicazione verso il mondo e verso il design. Un’installazione in divenire.
Alla fine, l’ultimo giorno, non ci saranno più bandiere ma un paesaggio oggettuale. Una sorta di offertorio generato nel tempo della tregua. Così Silvana Annicchiarico e Giorgio Camuffo raccontano le premesse concettuali dell’installazione: “Nel corso della storia le utopie hanno quasi sempre cercato di costruire mondi. Di imporre modelli. Di saturare lo spazio ognuna con la pretesa della propria unicità e della propria presunta perfezione. Il risultato è che il mondo è saturo di modelli che si soffocano a vicenda. Che si escludono a vicenda. Che pretendono ognuno di escludere gli altri per affermare solo se stesso.
Forse è venuto il momento di pensare all’utopia non più come gesto di costruzione, ma come atto di decostruzione. Come momento di resa. L’idea è questa: un mondo che si arrende. Che alza bandiera bianca. Che fa un passo indietro. Che chiede una tregua. Che depone le armi. Che non si impone, ma si mette a disposizione. Che cessa l’incessante soliloquio tipico di ogni dispositivo utopistico per arrendersi alla necessità del dialogo. Cioè del confronto con l’altro, con l’imperfetto, con chi è fuori canone, fuori standard, fuori norma. Con chi crede in un altro modello, un altro sogno, un altro dio.
La bandiera bianca è il simbolo della resa. Parla la stessa lingua a tutti. Il suo significato è universale. La sua apparizione implica il cessate il fuoco: sotto la protezione della bandiera bianca e dello spazio di dialogo che questa crea, le diverse posizioni possono trovare delle modalità di convivenza dove l’esistenza di una parte non comporta la sottomissione o l’estinzione dell’altra. Come tutte le utopie, anche quella del mondo ‘arreso’ anela a qualcosa di irrealizzabile. È una tensione verso. È una visione che porta dentro di sé il germe della sua negazione. Non appena viene aperto, lo spazio/tempo dell’utopia si manifesta in tutta la sua precarietà e fragilità. Il tempo dell’utopia e del dialogo è un tempo che va spegnendosi già nel momento della sua apparizione”.
I designer
Antonio Aricò; Associato Misto; Marco Campardo and Lorenzo Mason; Cristina Celestino; Matteo Cibic; CTRLZAK Studio; Francesco D’Abbraccio (Studio Frames); Folder; Alessandro Gnocchi; Francesca Lanzavecchia (Lanzavecchia + Wai); Lucia Massari; Giacomo Moor; Eugenia Morpurgo; Rio Grande (Lorenzo Cianchi, Natascia Fenoglio, Francesco Valtolina); Sovrappensiero Design Studio; Alessandro Stabile; Studio Gionata Gatto; Studio Zanellato/Bortotto; Gio Tirotto; 4P1B Design Studio.
London Design Biennale
La prima edizione della London Design Biennale si terrà alla Somerset House dal 7 al 27 settembre 2016 e porterà le installazioni e le mostre di design di oltre trenta paesi fino al cuore della capitale.
La Biennale rappresenta una straordinaria opportunità per paesi e città di affrontare dal punto di vista della disciplina del design il tema dell’edizione del 2016 Utopia by Design. London Design Biennale rappresenterà un prestigioso palcoscenico globale per il design e per l’innovazione, la creatività e la ricerca legate alla disciplina. La Biennale occuperà la totalità della Somerset House, tra cui la famosa Edmond J. Safra Fountain Court. Situato sulle rive del Tamigi, nel cuore di Londra, l'ex palazzo reale è un centro culturale di fama mondiale ed è una delle attrazioni più visitate di Londra con più di 3,2 milioni di visitatori nel 2015. La Biennale si svolgerà in collaborazione con Somerset House ed è sostenuta dal Sindaco di Londra. Un Comitato consultivo e una Giuria internazionale composta da personalità di spicco provenienti dal mondo del design sono stati nominati e premieranno i contributi nazionali più significativi.
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