Gianfranco Morini. Il Moro mostra il mostro
Gianfranco Morini. Il Moro mostra il mostro, Corso Baccarini 15, Faenza
Dal 5 Settembre 2014 al 7 Settembre 2014
Faenza | Ravenna | Visualizza tutte le mostre a Ravenna
Luogo: Corso Baccarini 15
Indirizzo: corso Baccarini 15
Orari: 10-24
Enti promotori:
- Console svizzero onorario in Italia Francesco Andina
Telefono per informazioni: +39 335 301131 / 339 2486927
E-Mail info: moro@francomorini.it
Sito ufficiale: http://www.francomorini.it
Una selezione di suoi divertissement: galletti, galline e pecorelle di fattura grottesca, spesso squagliati su ingranaggi meccanici e impreziositi dallo scintillio di ori e bronzi. “Il Moro mostra il mostro” è il titolo della mostra che Gianfranco Morini, detto il Moro, inaugura, durante Argillà, venerdì 5 settembre, alle 18,30, in corso Baccarini 15, a Faenza.
Come sempre Morini gioca.
Gioca a ridurre il valore della sua opera e allo stesso tempo prende in giro i meccanismi dell'arte. L'operazione è la stessa delle false dichiarazioni di critici famosi pubblicate sul suo sito. Ricordiamo quella di Philippe Daverio: “Il Moro fuma, mangia, beve, chiacchiera, e intanto mi deve ancora 20 euro”.
In questa mostra espone una serie piccoli animali mostruosi che sembrano fare il verso, ma con raffinata ironia, a tanti souvenir zoomorfi presenti, probabilmente in grande quantità, sulle bancarelle di Argillà.
Gianfranco Morini è un provocatore. Le sue sculture sono un incontro e scontro con il linguaggio tradizionale della ceramica. Il Moro distrugge la bella forma, il bel disegno per generare significati diversi e allo stesso tempo per instaurare con la concretezza della materia e con lo spettatore un rapporto di gioco goliardico. Le sue opere spesso nascono da forme di argilla tradizionali come grandi vasi o piatti che poi vengono maltrattati, implosi, sbrecciati, intrappolati e fusi in cottura con catene o altri ingranaggi meccanici o impilati in file seriali.
All'interno della mostra Morini presenterà uno dei suoi ultimi lavori: una scultura installazione in ceramica e ferro di grandi dimensioni attraverso la quale recupera il piacere della serialità, quella del gesto e del movimento.
All'inaugurazione sarà presente il console svizzero onorario in Italia Francesco Andina, promotore della mostra.
Come sempre Morini gioca.
Gioca a ridurre il valore della sua opera e allo stesso tempo prende in giro i meccanismi dell'arte. L'operazione è la stessa delle false dichiarazioni di critici famosi pubblicate sul suo sito. Ricordiamo quella di Philippe Daverio: “Il Moro fuma, mangia, beve, chiacchiera, e intanto mi deve ancora 20 euro”.
In questa mostra espone una serie piccoli animali mostruosi che sembrano fare il verso, ma con raffinata ironia, a tanti souvenir zoomorfi presenti, probabilmente in grande quantità, sulle bancarelle di Argillà.
Gianfranco Morini è un provocatore. Le sue sculture sono un incontro e scontro con il linguaggio tradizionale della ceramica. Il Moro distrugge la bella forma, il bel disegno per generare significati diversi e allo stesso tempo per instaurare con la concretezza della materia e con lo spettatore un rapporto di gioco goliardico. Le sue opere spesso nascono da forme di argilla tradizionali come grandi vasi o piatti che poi vengono maltrattati, implosi, sbrecciati, intrappolati e fusi in cottura con catene o altri ingranaggi meccanici o impilati in file seriali.
All'interno della mostra Morini presenterà uno dei suoi ultimi lavori: una scultura installazione in ceramica e ferro di grandi dimensioni attraverso la quale recupera il piacere della serialità, quella del gesto e del movimento.
All'inaugurazione sarà presente il console svizzero onorario in Italia Francesco Andina, promotore della mostra.
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