Professione: reporter
Florian Steiner, Jack Nicholson, foto di scena dal film Professione: reporter, regia di Michelangelo Antonioni, 1975 | Courtesy © Archivio Antonioni
Dal 22 Novembre 2025 al 25 Aprile 2026
Ferrara | Visualizza tutte le mostre a Ferrara
Luogo: Spazio Antonioni
Indirizzo: Corso Porta Mare, 5
Orari: Mar - Dom 10.00-13.00 e 15.00-18.30 | Lun chiuso
Enti promotori:
- Fondazione Ferrara Arte
- Comune di Ferrara
Costo del biglietto: € 6,00
E-Mail info: artemoderna@comune.fe.it
Sito ufficiale: http://www.museiferrara.it
Una selezione di fotografie di scena di Florian Steiner - provenienti dall’Archivio Antonioni - accompagna la visione della sequenza conclusiva, che è considerata un caposaldo della storia del cinema.
Interpretato da Jack Nicholson e Maria Schneider, Professione: reporter è uno dei film più ammirati, intensi e attuali del grande regista ferrarese, per la capacità di aprire una finestra su un mondo globalizzato, privo di punti di riferimento. Il reporter David Locke, impersonato da Nicholson, si scontra con l’impossibilità di attribuire un significato oggettivo agli eventi di cui è testimone. In una illusoria fuga da se stesso, il protagonista si sposta tra Africa ed Europa in compagnia di una studentessa di architettura (Schneider), incontrata lungo il cammino. Il vagabondaggio si conclude a Osuna, in Andalusia, con l’inevitabile resa dei conti.
Antonioni dedica a questo momento un magistrale piano sequenza di oltre 7 minuti che guida lo sguardo attraverso la stanza dell’Hotel de la Gloria, dove Locke attende la propria sorte, per poi uscire dalla finestra e osservare dall’esterno l’epilogo. Lo spettatore sperimenta, a sua volta, l’impossibilità di cogliere la sostanza della realtà.
Gli scatti di Steiner restituiscono frammenti del backstage di quello che Antonioni ha definito "la mia vera avventura", per il livello di complessità legato a location impervie come il deserto sahariano e per scelte di regia che hanno richiesto la messa a punto di dispositivi sofisticati. Il fotografo, amico del regista, accompagna con il suo obbiettivo le tappe salienti del film, dagli scenari africani dove il panorama si perde all’infinito suscitando un senso di vertigine, alle geometrie sinuose delle architetture di Antoni Gaudí che sembrano alludere ai tortuosi intrecci del destino, fino all’assolata e polverosa piazza andalusa, tra l’arena e l’hotel, dove il cerchio si chiude.
Interpretato da Jack Nicholson e Maria Schneider, Professione: reporter è uno dei film più ammirati, intensi e attuali del grande regista ferrarese, per la capacità di aprire una finestra su un mondo globalizzato, privo di punti di riferimento. Il reporter David Locke, impersonato da Nicholson, si scontra con l’impossibilità di attribuire un significato oggettivo agli eventi di cui è testimone. In una illusoria fuga da se stesso, il protagonista si sposta tra Africa ed Europa in compagnia di una studentessa di architettura (Schneider), incontrata lungo il cammino. Il vagabondaggio si conclude a Osuna, in Andalusia, con l’inevitabile resa dei conti.
Antonioni dedica a questo momento un magistrale piano sequenza di oltre 7 minuti che guida lo sguardo attraverso la stanza dell’Hotel de la Gloria, dove Locke attende la propria sorte, per poi uscire dalla finestra e osservare dall’esterno l’epilogo. Lo spettatore sperimenta, a sua volta, l’impossibilità di cogliere la sostanza della realtà.
Gli scatti di Steiner restituiscono frammenti del backstage di quello che Antonioni ha definito "la mia vera avventura", per il livello di complessità legato a location impervie come il deserto sahariano e per scelte di regia che hanno richiesto la messa a punto di dispositivi sofisticati. Il fotografo, amico del regista, accompagna con il suo obbiettivo le tappe salienti del film, dagli scenari africani dove il panorama si perde all’infinito suscitando un senso di vertigine, alle geometrie sinuose delle architetture di Antoni Gaudí che sembrano alludere ai tortuosi intrecci del destino, fino all’assolata e polverosa piazza andalusa, tra l’arena e l’hotel, dove il cerchio si chiude.
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