Un’esposizione racconta la storia della prima corrente pittorica originale d’America
Pollock e gli Irascibili inaugurano l’autunno americano a Milano
Number 27, Jackson Pollock
L.S.
22/09/2013
Milano - L’"autunno americano" milanese si apre con uno dei più importanti appuntamenti della stagione culturale nazionale: l’arrivo in città di "Jackson Pollock e gli Irascibili".
Dal 24 settembre al 16 febbraio, oltre sessanta capolavori provenienti dal Whitney Museum verranno esposti a Palazzo Reale per raccontare l’influenza dell’Espressionismo astratto e della celebre Scuola di New York sulla storia dell’arte.
L’ascesa delle dittature in Europa e l’esplosione del secondo conflitto mondiale spinsero diversi artisti a fuggire negli Stati Uniti che si ritrovarono così ad accogliere frammenti di diverse tendenze. Dalla scintilla di questo incontro nacque la prima originale corrente pittorica americana che radunò diverse personalità, ognuna con il proprio stile, unite da un’immagine di ribellione e indipendenza.
Dall’action painting di Pollock alle donne grottesche di Willem de Kooning fino ai blocchi di colore di Rothko, la mostra ripercorre il febbrile lavoro e l’imprevedibilità del movimento che segnò il periodo compreso tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta.
Tra i numerosi dipinti, i visitatori avranno l’occasione straordinaria di ammirare l’opera “Number 27” di Pollock, forse il suo lavoro più celebre, che per la fragilità e le dimensioni della tela raramente viene concesso in prestito.
Dal 24 settembre al 16 febbraio, oltre sessanta capolavori provenienti dal Whitney Museum verranno esposti a Palazzo Reale per raccontare l’influenza dell’Espressionismo astratto e della celebre Scuola di New York sulla storia dell’arte.
L’ascesa delle dittature in Europa e l’esplosione del secondo conflitto mondiale spinsero diversi artisti a fuggire negli Stati Uniti che si ritrovarono così ad accogliere frammenti di diverse tendenze. Dalla scintilla di questo incontro nacque la prima originale corrente pittorica americana che radunò diverse personalità, ognuna con il proprio stile, unite da un’immagine di ribellione e indipendenza.
Dall’action painting di Pollock alle donne grottesche di Willem de Kooning fino ai blocchi di colore di Rothko, la mostra ripercorre il febbrile lavoro e l’imprevedibilità del movimento che segnò il periodo compreso tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta.
Tra i numerosi dipinti, i visitatori avranno l’occasione straordinaria di ammirare l’opera “Number 27” di Pollock, forse il suo lavoro più celebre, che per la fragilità e le dimensioni della tela raramente viene concesso in prestito.
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