L’arte dell’accoglienza. Migrazioni e corridoi umanitari
L’arte dell’accoglienza. Migrazioni e corridoi umanitari
Dal 6 Giugno 2017 al 6 Giugno 2017
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Complesso Museale Chiostri di Sant’Eustorgio
Indirizzo: piazza S. Eustorgio 3
Orari: h 18
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Martedì 6 giugno 2017, alle ore 18.00, la sala dell’Arciconfraternita del Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio” di Milano ospita l’incontro L’arte dell’accoglienza. Migrazioni e corridoi umanitari.
La serata, introdotta da Mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale, si tiene nell’ambito della personale di Adrian Paci, dal titolo The Guardians, in corso fino al 25 giugno 2017 al Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio” e vedrà gli interventi di Adrian Paci, Alessandro Zuccari, Paolo Morozzo della Rocca e Rasha Meish, la donna palestinese, giunta recentemente in Italia dalla Siria grazie ai corridoi umanitari e protagonista dell’omonimo video di Adrian Paci.
Al termine dell’incontro, il pubblico potrà ammirare il filmato ospitato proprio nella sala dell’Arciconfraternita
La mostra - la prima di un progetto organico che vedrà il complesso di Sant'Eustorgio ospitare l'arte contemporanea - è curata da Gabi Scardi, e coinvolge luoghi di particolare fascino e di straordinaria importanza storica, come il Cimitero Paleocristiano e la Cappella Portinari in sant’Eustorgio e la Sala dell’Arciconfraternita del Museo Diocesano.
Il percorso espositivo, che presenta un importante nucleo di opere, tra fotografie, video, sculture, mosaici in grado di analizzare i diversi periodi creativi dell’artista, prende il via con alcune opere in cui l’artista utilizza la fotografia, come il dittico The Line, o come The Encounter, e prosegue con il recente video My song in your kitchen. Tra i lavori esposti si troverà anche la scultura Home to go, in cui Paci si ritrae come una sorta di viandante, spoglio di tutto, che si carica sulle spalle il tetto di una casa.
La Cappella Portinari accoglie Klodi, video-ritratto di un uomo sradicato, costretto a vagare per anni, in un periplo drammatico e assurdo, la cui conclusione è ignota, e Brothers, un mosaico realizzato a partire dal frammento di un filmato d’archivio.
Nel Cimitero Paleocristiano verranno invece presentate due opere con cui Paci rilegge la storia del proprio paese evocando il dramma della dittatura, che serrò a lungo l’Albania rispetto all’esterno e tentò di soffocarla internamente mettendo al bando ogni libertà, comprese quelle di espressione e di fede.
Il percorso espositivo si estenderà negli spazi del Museo Diocesano “Carlo Maria Martini” con il video Rasha. Rasha è ripresa in primo piano mentre racconta la propria storia; la sua vicenda trova espressione sul suo volto prima ancora che nelle sue parole. Rasha è un'opera sulla complessità del racconto e su come l'esperienza vissuta possa essere trasmessa non solo verbalmente, ma anche attraverso il linguaggio del corpo.
Come afferma Gabi Scardi, “Per Adrian Paci l’arte è ricerca di senso indotta da necessità interiori, e un modo attivo di pensare la contemporaneità. Nel suo lavoro convivono l’osservazione per le dinamiche sociali del presente, l’attenzione per la densità simbolica dei gesti e un interesse per le possibilità interpretative delle immagini che nasce dalla profonda familiarità con la storia dell’arte”.
Si ringrazia la Galleria Kaufmann Repetto.
Adrian Paci (Scutari, Albania, 1969) ha frequentato i corsi di pittura all’Accademia d’arte di Tirana. Nel 1997 si è trasferito a Milano, dove vive e lavora. Nel corso della sua carriera ha tenuto numerose mostre personali in importanti musei italiani e internazionali come il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma (2015), il MAC - Musée d'Art Contemporain de Montréal (2014), il PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano (2014), il Jeu de Paume, Parigi (2013), la Kunsthaus Zurich, Zurigo (2010), il Bloomberg Space, Londra (2010), il CCA - The Center for Contemporary Art, Tel Aviv (2009), il MoMA PS1, New York (2006), il Contemporary Arts Museum, Houston (2005).
Adrian Paci ha inoltre partecipato alla XIV Biennale di Architettura di Venezia (2014), nella XLVIII e LI edizione della Biennale d’Arte di Venezia (1999 e 2005), nella XV Biennale di Sydney (2006) e nella Biennale di Lione (2009).
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