Visite guidate gratuite a una collezione di 260 opere
A Roma riaprono i depositi della Galleria Borghese
Depositi della Galleria Borghese, Roma. Courtesy Galleria Borghese
Francesca Grego
06/03/2019
Roma - Li immaginiamo spesso come luoghi bui e polverosi, solleticano la nostra curiosità con il loro fascino segreto e custodiscono veri e propri tesori da riscoprire: sono i depositi dei musei, non di rado depositari di patrimoni pari a quelli esposti nelle sale aperte al pubblico.
Pochi lo sanno, ma alla Galleria Borghese il mistero di questa collezione parallela si offre allo sguardo dei visitatori in una “seconda quadreria”, luminosa, dotata di ogni comfort, ordinata per temi e scuole di pittura.
Da pochi giorni i depositi del grande museo romano hanno riaperto i battenti, rendendo accessibili ben 260 dipinti rimasti fuori dall’esposizione ufficiale dopo la campagna di rinnovamento che il principe Marcantonio Borghese volle per la Villa nel tardo Settecento.
Ogni mercoledì e sabato visite guidate gratuite su prenotazione accoglieranno il pubblico svelando su due piani di spazio espositivo non solo opere di ingente valore artistico, ma anche la storia di una delle più ricche collezioni d’arte esistenti al mondo, l’evoluzione del prezioso edificio e le trasformazioni del gusto nel corso dei secoli.
Solo per dare un’idea delle bellezze di cui è costellato il percorso, quadri dei Carracci e dell’estroso Perin del Vaga sono in mostra nella sezione dedicata al Rinascimento e al Barocco, mentre nell’ambiente centrale domina nel suo grande formato la dea Minerva in atto di abbigliarsi, che il cardinale Scipione Borghese, iniziatore della “collezione più bella del mondo”, volle acquistare direttamente dall’autrice Lavinia Rinaldi. Salendo al piano superiore spicca il Cristo flagellato di Giovanni Baglione, biografo e rivale di Caravaggio, insieme a opere del paesaggista fiammingo Paul Bril, della pittrice bolognese Elisabetta Sirani, originale interprete delle tecniche seicentesche, e del Cavalier d’Arpino, che ebbe un importante ruolo nella formazione di Guido Reni e dello stesso Caravaggio.
Tra le iniziative di maggior rilievo nella Settimana dei Musei (5-10 marzo), alla Galleria Borghese la riapertura dei depositi si affianca a una serie di incontri ed esperienze che mirano a renderne il patrimonio sempre più accessibile: al centro delle attività, ragazzi italiani e stranieri, persone con disabilità, pazienti dei centri di salute mentale. Con lo stesso spirito il museo mette a disposizione gratuitamente una Piccola Guida concepita con linguaggio e grafica adatti ai bambini, al fine di migliorare l’esperienza di visita delle famiglie.
Pochi lo sanno, ma alla Galleria Borghese il mistero di questa collezione parallela si offre allo sguardo dei visitatori in una “seconda quadreria”, luminosa, dotata di ogni comfort, ordinata per temi e scuole di pittura.
Da pochi giorni i depositi del grande museo romano hanno riaperto i battenti, rendendo accessibili ben 260 dipinti rimasti fuori dall’esposizione ufficiale dopo la campagna di rinnovamento che il principe Marcantonio Borghese volle per la Villa nel tardo Settecento.
Ogni mercoledì e sabato visite guidate gratuite su prenotazione accoglieranno il pubblico svelando su due piani di spazio espositivo non solo opere di ingente valore artistico, ma anche la storia di una delle più ricche collezioni d’arte esistenti al mondo, l’evoluzione del prezioso edificio e le trasformazioni del gusto nel corso dei secoli.
Solo per dare un’idea delle bellezze di cui è costellato il percorso, quadri dei Carracci e dell’estroso Perin del Vaga sono in mostra nella sezione dedicata al Rinascimento e al Barocco, mentre nell’ambiente centrale domina nel suo grande formato la dea Minerva in atto di abbigliarsi, che il cardinale Scipione Borghese, iniziatore della “collezione più bella del mondo”, volle acquistare direttamente dall’autrice Lavinia Rinaldi. Salendo al piano superiore spicca il Cristo flagellato di Giovanni Baglione, biografo e rivale di Caravaggio, insieme a opere del paesaggista fiammingo Paul Bril, della pittrice bolognese Elisabetta Sirani, originale interprete delle tecniche seicentesche, e del Cavalier d’Arpino, che ebbe un importante ruolo nella formazione di Guido Reni e dello stesso Caravaggio.
Tra le iniziative di maggior rilievo nella Settimana dei Musei (5-10 marzo), alla Galleria Borghese la riapertura dei depositi si affianca a una serie di incontri ed esperienze che mirano a renderne il patrimonio sempre più accessibile: al centro delle attività, ragazzi italiani e stranieri, persone con disabilità, pazienti dei centri di salute mentale. Con lo stesso spirito il museo mette a disposizione gratuitamente una Piccola Guida concepita con linguaggio e grafica adatti ai bambini, al fine di migliorare l’esperienza di visita delle famiglie.
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