Punto di fusione
Un'opera di Peter Flaccus
08/06/2004
Poco dopo il suo arrivo in Italia, Flaccus abbandona la pittura ad olio e inizia ad usare l’encausto per creare il suo immaginario gesturale sul legno. Ben presto arriva alla consapevolezza che avrebbe potuto più facilmente manipolare, graffiare, o dipingere il pigmento di cera in forme strutturali, di conseguenza inizia ad elaborare metodi quali l’incisione e il riempimento per aggiungere forme distinte, strati, e profondità alle sue composizioni.
Sebbene Flaccus descriva il suo nuovo lavoro come un’evoluzione naturale, visivamente esso appare come partenza autonoma dalla tavolozza chiara e delicata dei suoi precedenti esperimenti con l’incausto, con la trasparenza e l’opacità, e i naturali toni della cera e del legno.
Le elaborazioni attuali dell’artista sono più dinamiche nella combinazione del colore, inoltre il metodo di maneggiare l’incausto è completamente differente, appaiono come silenziose esplosioni di sfere celestiali dagli aloni delicati.
Più che applicare la cera con le mani, egli versa i suoi colori scaldati tutti insieme nel legno, apettando che si espandano dal centro di un freddo nembo alonato. Altri lavori hanno forme circolari con auree piumate e delicate che sono unite naturalmente su una superficie di un profondo o di un contrastante brillante colore di sfondo. C’è un componente accidentale nella creazione delle opere, se il risultato non è soddisfacente, il lavoro viene scartato. In contrasto con la precedente produzione di Flaccus, costituita da superfici altamente strutturate, la parte superiore è incisa quasi completamente dalle mani quasi a creare un’impossibile e sensuale superficie liscia.
L’esposizione è costituita da una moltitudine di piccoli dipinti accompagnati da 4,6,o 9 pannelli giganti. Le ampie composizioni formate da singole sezioni sono molto ardue da eseguire, ciascuna parte infatti deve essere delimitata e riempita dal colore versato. Le immagini multiple creano insieme un’impressione di movimento, e le combinazioni di sorprendenti e vibranti colori sollevano spiritualmente - stimolanti perché tranquille – dando vita ad un inatteso efelice esito di forme lievi naturali unite all’accostamento innaturale di colori vividi.
Il pittore americano risiede a Roma da undici anni; la mostra alla Galleria A.A.M., è la sua prima personale negli ultimi due anni. Un secondo appuntamento con un’esposizione più ridotta della stessa serie di opere sarà inaugurato dal 19 luglio a New York nelle sale della Zabriskie Gallery.
Peter Flaccus – Point of Fusion
Fino al 12 luglio
Galleria A.A.M. Via dei Banchi Vecchi, 61, 00186, Roma,
tel. 06 68 30 75 37.
Orario di apertura, tutti i giorni ore 16-20, sabato e domenica orario continuato 14.00 - 20.30.
Dal 19 luglio
Zabriskie Gallery
41 E. 57th St. New York
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