Raffaella Surian. Via Crucis
Raffaella Surian. Via Crucis, Museo Diocesano, Milano
Dal 11 Ottobre 2013 al 10 Novembre 2013
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Museo Diocesano
Indirizzo: corso di Porta Ticinese 95
Orari: da martedì a domenica 10-18
Curatori: Paolo Biscottini
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 89420019
E-Mail info: info@museodiocesano.it
Sito ufficiale: http://www.museodiocesano.it
Dall’11 ottobre al 10 novembre 2013, al Museo Diocesano di Milano, il nuovo appuntamento di MuDi Contemporanea ospita la Via Crucis di Raffaella Surian.
La mostra, curata da Paolo Biscottini, presenta le 14 stazioni, appositamente realizzate dall’artista padovana per questo appuntamento e accompagnate da testi, liberamente tratti dalla Via Crucis al Colosseo, presieduta da Giovanni Paolo II, il venerdì santo del 1991.
La tecnica realizzativa segue un iter molto preciso che riprende l’idea dell’artigianalità dell’arte, con l’autore non solo impegnato nel disegno a carboncino del soggetto, ma anche nella sua colorazione usando pigmenti creati per l’occasione, su un supporto di carta trattata con colle e resine.
In questo nuovo ciclo di opere, il tema del sacro, da sempre presente nei suoi lavori, risulta declinato in modo molto più radicale, coinvolgendo anche l’ambito linguistico. Raffaella Surian, infatti, abbandona l’astrazione che aveva caratterizzato la sua precedente cifra espressiva, collocandosi nell’alveo della pittura figurativa. Proprio il ricorso all’immagine rende la narrazione più calda e appassionata. L’artista, in questo modo, si cala nel dolore della Via Crucis e se ne appropria, interpretandolo di volto in volto, toccandolo con le mani mentre accartoccia la carta perché prenda forma e diventi scultura.
“Così nascono queste stazioni - scrive Paolo Biscottini, nel suo testo in catalogo -, immagini di una realtà che è nel cuore e nella memoria prima che nella carta. Del resto l’immagine ha sempre a che fare con la memoria e in questo senso ha una componente mentale, che vale a ricollegare la fase giovanile dell’arte di Raffaella Surian con questa più matura. Vedere è anche sapere e conoscere. E allora si comprende la dimensione sacrale di queste immagini dolorose, che non attingono la loro verità dalla cronaca o dall’immaginazione, ma dalla contemplazione di un dolore vissuto e accolto nel suo significato più profondo”.
Raffaella Surian, nata nel 1960 a Padova dove compie gli studi liceali, si stabilsce a Monza e frequenta la Nuova Accademia di Belle Arti in Milano, allieva di Tadini, Valentini, Isgrò e Veronesi. Diplomatasi nel 1983 diventa assistente ai corsi di tecniche dell’incisione di Valentini, Benedetti e Della Torre. Inizia una dinamica e impegnata attività nel campo della grafica d’arte, allestendo alcune personali culminate nella mostra di acqueforti alla Salone civico del Palazzo degli Studi con testi di P. Biscottini e W. Valentini.
Gravi vicissitudini personali hanno determinato abbandoni e riprese della sua attività artistica: nelle opere recenti il suo segno appare svincolato da passate soluzioni razionali, i colori eclatanti sono spalmati con libertà e vigore nella composizione dell’immagine che spesso si rapporta a una storia, un luogo, un testo poetico (Il Mercante di Stampe). Ritrova una creatività sostenuta da fortissima volontà e precisa tecnica, incoraggiata dai suoi maestri, spaziando dall’incisione al disegno in ampie opere su carta, dai libri illustrati in piccole preziose edizioni con poesie e acqueforti, alla pittura, con belle doti di sperimentatrice curiosa di innovazioni temperate da senso della misura e naturale eleganza.(Alberto Crespi).
La mostra, curata da Paolo Biscottini, presenta le 14 stazioni, appositamente realizzate dall’artista padovana per questo appuntamento e accompagnate da testi, liberamente tratti dalla Via Crucis al Colosseo, presieduta da Giovanni Paolo II, il venerdì santo del 1991.
La tecnica realizzativa segue un iter molto preciso che riprende l’idea dell’artigianalità dell’arte, con l’autore non solo impegnato nel disegno a carboncino del soggetto, ma anche nella sua colorazione usando pigmenti creati per l’occasione, su un supporto di carta trattata con colle e resine.
In questo nuovo ciclo di opere, il tema del sacro, da sempre presente nei suoi lavori, risulta declinato in modo molto più radicale, coinvolgendo anche l’ambito linguistico. Raffaella Surian, infatti, abbandona l’astrazione che aveva caratterizzato la sua precedente cifra espressiva, collocandosi nell’alveo della pittura figurativa. Proprio il ricorso all’immagine rende la narrazione più calda e appassionata. L’artista, in questo modo, si cala nel dolore della Via Crucis e se ne appropria, interpretandolo di volto in volto, toccandolo con le mani mentre accartoccia la carta perché prenda forma e diventi scultura.
“Così nascono queste stazioni - scrive Paolo Biscottini, nel suo testo in catalogo -, immagini di una realtà che è nel cuore e nella memoria prima che nella carta. Del resto l’immagine ha sempre a che fare con la memoria e in questo senso ha una componente mentale, che vale a ricollegare la fase giovanile dell’arte di Raffaella Surian con questa più matura. Vedere è anche sapere e conoscere. E allora si comprende la dimensione sacrale di queste immagini dolorose, che non attingono la loro verità dalla cronaca o dall’immaginazione, ma dalla contemplazione di un dolore vissuto e accolto nel suo significato più profondo”.
Raffaella Surian, nata nel 1960 a Padova dove compie gli studi liceali, si stabilsce a Monza e frequenta la Nuova Accademia di Belle Arti in Milano, allieva di Tadini, Valentini, Isgrò e Veronesi. Diplomatasi nel 1983 diventa assistente ai corsi di tecniche dell’incisione di Valentini, Benedetti e Della Torre. Inizia una dinamica e impegnata attività nel campo della grafica d’arte, allestendo alcune personali culminate nella mostra di acqueforti alla Salone civico del Palazzo degli Studi con testi di P. Biscottini e W. Valentini.
Gravi vicissitudini personali hanno determinato abbandoni e riprese della sua attività artistica: nelle opere recenti il suo segno appare svincolato da passate soluzioni razionali, i colori eclatanti sono spalmati con libertà e vigore nella composizione dell’immagine che spesso si rapporta a una storia, un luogo, un testo poetico (Il Mercante di Stampe). Ritrova una creatività sostenuta da fortissima volontà e precisa tecnica, incoraggiata dai suoi maestri, spaziando dall’incisione al disegno in ampie opere su carta, dai libri illustrati in piccole preziose edizioni con poesie e acqueforti, alla pittura, con belle doti di sperimentatrice curiosa di innovazioni temperate da senso della misura e naturale eleganza.(Alberto Crespi).
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A MILANO
-
Dal 3 Dicembre 2013 al 31 Dicembre 2030
Pinacoteca di Brera
La Pinacoteca si rinnova: Mantegna e Bellini visti da Ermanno Olmi
-
Dal 20 Giugno 2023 al 20 Giugno 2028
Palazzo della Regione Lombardia / Università Bocconi
Marcello Morandini a Milano
Visualizza tutte le mostre a Milano
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 17 Aprile 2026 al 5 Luglio 2026
Roma | VIVE I Vittoriano e Palazzo Venezia
La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino
-
Dal 14 Aprile 2026 al 2 Agosto 2026
Firenze | Palazzo Strozzi
SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea
-
Dal 9 Aprile 2026 al 28 Settembre 2026
Milano | Fondazione Prada
Cao Fei. Dash
-
Dal 9 Aprile 2026 al 2 Giugno 2026
Torino | Sedi varie
EXPOSED. Torino Photo Festival - Mettersi a nudo
-
Dal 2 Aprile 2026 al 25 Agosto 2026
Firenze | Palazzo Medici Riccardi
Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti
-
Dal 2 Aprile 2026 al 1 Novembre 2026
Trieste | Scuderie del Castello di Miramare
Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna