Arte torna Arte. Un patrimonio restituito. Dal 3 agosto al 30 novembre.
In mostra il patrimonio confiscato ad un boss della ’ndrangheta
L.S.
31/07/2013
Reggio Calabria - A partire da sabato 3 agosto, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria riapre i battenti e presenta al pubblico la mostra “Arte torna Arte. Un patrimonio restituito” che raccoglie e ordina le opere sequestrate nel 2010 dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Reggio Calabria al boss reggino Gioacchino Campolo, re dei videopoker.
La collezione che spazia dal XVI al XX secolo, alterna lavori di artisti noti a chi frequenta le aste come Ligabue e Purificato a nomi come Fontana, Dalì e Guttuso e risponde ad un percorso organizzato in tre sezioni: “periodi”, “tecniche” e “capolavori”, secondo un progetto scientifico curato da Fabio De Chirico che insieme agli uffici tecnici della Soprintendenza BSAE della Calabria ha svolto indagini al fine di valutare la collezione dai punti di vista storico e artistico.
La mostra nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
La collezione che spazia dal XVI al XX secolo, alterna lavori di artisti noti a chi frequenta le aste come Ligabue e Purificato a nomi come Fontana, Dalì e Guttuso e risponde ad un percorso organizzato in tre sezioni: “periodi”, “tecniche” e “capolavori”, secondo un progetto scientifico curato da Fabio De Chirico che insieme agli uffici tecnici della Soprintendenza BSAE della Calabria ha svolto indagini al fine di valutare la collezione dai punti di vista storico e artistico.
La mostra nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
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