Il 16 ottobre
Bentornata Teodolinda
Duomo di Monza, la Cappella di Teodolinda.
Ludovica Sanfelice
15/10/2015
Milano - Il 16 ottobre, alla città di Monza verrà ufficialmente restituita senza ponteggi la restaurata cappella del Duomo, intitolata alla regina longobarda Teodolinda, le cui vicende sono descritte negli affreschi realizzati dalla bottega degli Zavattari.
Il monumentale ciclo composto da 45 scene, che costituisce l’esemplare più esteso di serie pittorica italiana in stile gotico e non per caso è soprannominata “La Cappella Sistina del Nord”, mostrava segni di usura e logoramento dovuti all’accumulo dei secoli, all’esposizione all’umidità e ad incauti restauri precedenti.
Per restituire i preziosi colori originali alle vesti, e la definizione ai personaggi ritratti sono serviti quasi tre milioni di euro e sette anni di lavori che a tecniche tradizionali hanno combinato tecnologie appositamente studiate ed allineate ad ogni fase del solido progetto di restauro messo a punto dalla Fondazione Gaiani che si è avvalsa degli apporti della Regione Lombardia in concorso con la Fondazione Cariplo, il World Monuments Fund, la Marignoli Foundation, con la tutela delle competenti Soprintendenze e il coordinamento dell’Opificio delle Pietre Dure..
Oltre a poter fruire nuovamente di meraviglie prossime a smarrirsi, alla comunità rimarrà un modello brillante di mecenatismo privato che senza risparmio ha dato casa a pratiche scientifiche di analisi diagnostiche e ricerche d’indiscussa avanguardia nel campo della conservazione e della valorizzazione.
La cerimonia di restituzione sarà preceduta dai saluti istituzionali resi dall’arciprete del Duomo, mons. Silvano Provasi, da Franco Gaiani, Presidente della Fondazione Gaiani, da Bertrand du Vignaud, Presidente del World Monuments Fund, da Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, da Mario Romano Negri per la Fondazione Cariplo e da Antonella Ranaldi, della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio.
Consulta anche:
Torna a risplendere la Cappella di Teodolinda
Il monumentale ciclo composto da 45 scene, che costituisce l’esemplare più esteso di serie pittorica italiana in stile gotico e non per caso è soprannominata “La Cappella Sistina del Nord”, mostrava segni di usura e logoramento dovuti all’accumulo dei secoli, all’esposizione all’umidità e ad incauti restauri precedenti.
Per restituire i preziosi colori originali alle vesti, e la definizione ai personaggi ritratti sono serviti quasi tre milioni di euro e sette anni di lavori che a tecniche tradizionali hanno combinato tecnologie appositamente studiate ed allineate ad ogni fase del solido progetto di restauro messo a punto dalla Fondazione Gaiani che si è avvalsa degli apporti della Regione Lombardia in concorso con la Fondazione Cariplo, il World Monuments Fund, la Marignoli Foundation, con la tutela delle competenti Soprintendenze e il coordinamento dell’Opificio delle Pietre Dure..
Oltre a poter fruire nuovamente di meraviglie prossime a smarrirsi, alla comunità rimarrà un modello brillante di mecenatismo privato che senza risparmio ha dato casa a pratiche scientifiche di analisi diagnostiche e ricerche d’indiscussa avanguardia nel campo della conservazione e della valorizzazione.
La cerimonia di restituzione sarà preceduta dai saluti istituzionali resi dall’arciprete del Duomo, mons. Silvano Provasi, da Franco Gaiani, Presidente della Fondazione Gaiani, da Bertrand du Vignaud, Presidente del World Monuments Fund, da Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, da Mario Romano Negri per la Fondazione Cariplo e da Antonella Ranaldi, della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio.
Consulta anche:
Torna a risplendere la Cappella di Teodolinda
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Parma | Dal 14 marzo al 28 giugno 2026
Alla Magnani Rocca il Simbolismo italiano in 140 opere
-
Mondo | A Madrid dal 26 maggio
Alla maniera italiana. Il Prado racconta la nascita del Gotico mediterraneo
-
Presto in mostra a Venezia
Etruschi e Veneti, il racconto delle acque sacre
-
Roma | A Roma dal 15 gennaio al 12 aprile
Affrettati lentamente. Alla Fondazione Memmo cinque artisti si confrontano con il tempo
-
Lecce | Alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS dal 14 febbraio al 10 maggio
A Lecce arrivano Filippo de Pisis e les Italiens de Paris