A proposito di....Vincenzo Agnetti
Dal 19 Maggio 2013 al 14 Luglio 2013
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce
Indirizzo: via Jacopo Ruffini 3
Orari: da martedì a venerdi 9-18.30; sabato e domenica 10-18.30
Curatori: Vittoria Martini
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3
Telefono per informazioni: +39 010 580069/ 010 585772
E-Mail info: staffmostre@comune.genova.it
Sito ufficiale: http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique26
Prendendo spunto dall’opera della collezione, la mostra si concentra sulle opere prodotte dalla “Macchina drogata”, quindi sull’analisi del linguaggio, tema al centro della ricerca artistica di Agnetti. Attraverso la presentazione degli scritti, degli “Assiomi” e delle performance, la mostra propone un viaggio nell’opera di Agnetti.
Acuto osservatore della scena artistica contemporanea, Vincenzo Agnetti non è definibile semplicemente “artista”, perché fu “pittore, scultore, saggista, scrittore e teorico ma anche attore e soprattutto poeta”, come scrisse l’amico editore Vanni Scheiwiller.
Diplomatosi all’Accademia di Brera, alla fine degli anni ’50 decise di astenersi dalla produzione artistica per essere più presente nel contesto culturale e analizzarlo. I suoi testi critici sul lavoro di artisti d’avanguardia come Piero Manzoni e Enrico Castellani, restano fondamentali.
Dal 1962 al 1967 si trasferì in Argentina iniziando il cosiddetto periodo dell’ "arte-no", identificando l’arte nell’assenza di essa. Rientrato in Italia alla fine degli anni ‘60, Agnetti riprese l’attività artistica proponendo il fare arte come pura analisi di concetti, preposizioni e teoria operante.
E’ il rapporto tra significanti e significato il meccanismo che Agnetti è interessato a far saltare per mostrarne il funzionamento. Artista più mentale che visivo, Agnetti lavorò per sottrazione del significato, lasciandoci un corpus di opere difficile da definire, ma di grande coerenza. Il suo lavoro rigoroso e dichiaratamente poetico è mostrato nelle più importanti rassegne dell’epoca, dalla celebre Documenta del 1972 a due edizioni della Biennale di Venezia (1974, 1978).
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