Santi Moix. Brooklyn Studio
Santi Moix, Puses, 2014, olio su tela, 25x34 cm
Dal 20 Ottobre 2014 al 31 Gennaio 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: M77 Gallery
Indirizzo: via Mecenate 77
Orari: da martedì a sabato 11-19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 84571243
E-Mail info: info@m77gallery.com
Sito ufficiale: http://www.m77gallery.com/
Dopo l’evento inaugurale dedicato alle opere su carta di Luca Pignatelli, M77 Gallery, il nuovo spazio espositivo milanese per l’arte contemporanea italiana e internazionale, presenta un evento dedicato a Santi Moix, una delle personalità più interessanti dell’ambiente artistico newyorkese.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con Paul Kasmin Gallery, dal titolo Brooklyn Studio, curata da Luca Beatrice, propone 40 lavori inediti, tra dipinti e acquerelli, e una grande installazione site specific, pensata appositamente per gli spazi della galleria.
Catalano di nascita (Barcellona, 1960), Santi Moix ha attinto dai frequenti viaggi e dai soggiorni di studio (Francia, Italia, Giappone, Africa) la linfa vitale per nutrire la sua creatività, fino a trovare nella metropoli americana un sicuro approdo dove sviluppare la sua arte.
Influenzato da maestri quali Delacroix, Velàzquez, El Greco, Picasso, Mirò, Pollock, Moix ha avuto e continua ad avere, dal mondo della letteratura una altrettanto importante fonte d’ispirazione. L’immaginario letterario costituisce davvero un considerevole bagaglio di informazioni per la sua pittura. Non è un caso che la sua più recente personale in terra catalana ruotava attorno alle avventure di Huckleberry Finn, l’immortale personaggio di Mark Twain, con un’installazione di disegni e un grande wall drawing.
“Ciò che cerco di fare, ogni giorno - afferma Santi Moix - è ribellarmi al passato e ai codici, che la mia opera non si capisca a prima vista, tentare che l’opera diventi intelligente da sola. Mi piacciono i quadri che sembrano idioti. Lottare contro gli istinti che conducono a certi automatismi, mi piace pensare che le foreste frondose siano grandi orecchie. Penso a Ramon Llull (scrittore e filosofo di Majorca) che diceva: captare sempre nell’ambiente le idee e proiettarle finché si convertono in sostanza propria. Veniamo da una grande esplosione, l’idea che questa stessa esplosione uscirà sulla tela e si perderà per sempre. La mia funzione, come artista, è quella di congelare l’istante”.
Accompagna la mostra un catalogo M77 con un testo di Luca Beatrice.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con Paul Kasmin Gallery, dal titolo Brooklyn Studio, curata da Luca Beatrice, propone 40 lavori inediti, tra dipinti e acquerelli, e una grande installazione site specific, pensata appositamente per gli spazi della galleria.
Catalano di nascita (Barcellona, 1960), Santi Moix ha attinto dai frequenti viaggi e dai soggiorni di studio (Francia, Italia, Giappone, Africa) la linfa vitale per nutrire la sua creatività, fino a trovare nella metropoli americana un sicuro approdo dove sviluppare la sua arte.
Influenzato da maestri quali Delacroix, Velàzquez, El Greco, Picasso, Mirò, Pollock, Moix ha avuto e continua ad avere, dal mondo della letteratura una altrettanto importante fonte d’ispirazione. L’immaginario letterario costituisce davvero un considerevole bagaglio di informazioni per la sua pittura. Non è un caso che la sua più recente personale in terra catalana ruotava attorno alle avventure di Huckleberry Finn, l’immortale personaggio di Mark Twain, con un’installazione di disegni e un grande wall drawing.
“Ciò che cerco di fare, ogni giorno - afferma Santi Moix - è ribellarmi al passato e ai codici, che la mia opera non si capisca a prima vista, tentare che l’opera diventi intelligente da sola. Mi piacciono i quadri che sembrano idioti. Lottare contro gli istinti che conducono a certi automatismi, mi piace pensare che le foreste frondose siano grandi orecchie. Penso a Ramon Llull (scrittore e filosofo di Majorca) che diceva: captare sempre nell’ambiente le idee e proiettarle finché si convertono in sostanza propria. Veniamo da una grande esplosione, l’idea che questa stessa esplosione uscirà sulla tela e si perderà per sempre. La mia funzione, come artista, è quella di congelare l’istante”.
Accompagna la mostra un catalogo M77 con un testo di Luca Beatrice.
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