LIBERATORI – Il Brasile nella Campagna d’Italia (1944-1945)
LIBERATORI – Il Brasile nella Campagna d’Italia (1944-1945)
Dal 22 Febbraio 2021 al 19 Marzo 2021
Luogo: Palazzo Pamphilj – Galleria Candido Portinari
Indirizzo: Piazza Navona 10
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00
Enti promotori:
- Con il patrocinio della Rai
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06.68398.456
E-Mail info: cultural.roma@itamaraty.gov.br
Oltre 25.000 soldati hanno combattuto nella Forza di Spedizione Brasiliana (FEB) in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi, a 76 anni dalla partecipazione del Brasile nella vittoria alleata, il legame tra i due paesi è sempre più forte e l’Ambasciata del Brasile in Italia è lieta di celebrare questa pagina di storia reciproca con la mostra “LIBERATORI – Il Brasile nella Campagna d’Italia (1944-1945)”, in programma presso la Galleria Candido Portinari della sua sede di Palazzo Pamphjli a Roma, dal 22 febbraio al 19 marzo 2021, con il patrocinio della RAI per il valore culturale, civile, sociale e divulgativo dell’evento.
Era il 2 luglio 1944 quando un primo scaglione della FEB partì per l’Italia per poi in settembre entrare in combattimento nella valle del fiume Serchio, a nord della città di Lucca. La FEB ha combattuto a fianco degli Alleati fino alla fase finale dell’Offensiva di Primavera nel fronte italiano del 1945, contribuendo a liberare l’Italia dal regime nazifascista. Fotografie, oggetti e documenti rari testimoniano la vita e le gesta di questi soldati straordinari.
“I soldati brasiliani – commenta il ricercatore e storico Giovanni Sulla – erano armati delle migliori intenzioni e furono amati molto dalla popolazione italiana. Crearono forti legami di amicizia dovuti soprattutto al fatto che avevano una lingua vicina, comprensibile, e una religione altrettanto vicina, e anche per quel carattere latino che li accomunava. Ricordiamo che una parte di loro era di origine italiana (il Brasile possiede attualmente 30 milioni di oriundi italiani) e che il contingente brasiliano era una mescolanza di uomini di tante origini diverse: indigena, portoghese, africana, giapponese, tedesca, polacca, araba... Combatterono contro un nemico che aveva 6 anni di esperienza sul territorio durante uno degli inverni più rigidi della storia, con temperature che scesero fino a meno 20 gradi. Si sacrificarono con 477 morti e quasi 3.000 feriti, ma di tutte le truppe alleate in Italia sono quelli che hanno lasciato il ricordo più bello soprattutto per la loro bontà, donando sempre cibo, vestiario, un sorriso e una speranza alle popolazioni locali devastate”.
“La mostra illustra uno dei capitoli più importanti dei rapporti tra Brasile e Italia - afferma l’Ambasciatore del Brasile a Roma, Helio Ramos. - Il Brasile fu l’unico paese latino-americano ad aver inviato soldati nei campi di battaglia europei durante la Seconda Guerra Mondiale. Il lascito dei giovani brasiliani, uomini e donne, che parteciparono alla Campagna d’Italia si tradusse anche in competenza, coraggio e soprattutto umanità. La mostra ha lo scopo non solo di omaggiare la FEB e di divulgarne la sua storia – ancora poco conosciuta –, ma anche di ricordare lo spirito di fratellanza che da sempre contraddistingue il legame tra i due paesi.
Era il 2 luglio 1944 quando un primo scaglione della FEB partì per l’Italia per poi in settembre entrare in combattimento nella valle del fiume Serchio, a nord della città di Lucca. La FEB ha combattuto a fianco degli Alleati fino alla fase finale dell’Offensiva di Primavera nel fronte italiano del 1945, contribuendo a liberare l’Italia dal regime nazifascista. Fotografie, oggetti e documenti rari testimoniano la vita e le gesta di questi soldati straordinari.
“I soldati brasiliani – commenta il ricercatore e storico Giovanni Sulla – erano armati delle migliori intenzioni e furono amati molto dalla popolazione italiana. Crearono forti legami di amicizia dovuti soprattutto al fatto che avevano una lingua vicina, comprensibile, e una religione altrettanto vicina, e anche per quel carattere latino che li accomunava. Ricordiamo che una parte di loro era di origine italiana (il Brasile possiede attualmente 30 milioni di oriundi italiani) e che il contingente brasiliano era una mescolanza di uomini di tante origini diverse: indigena, portoghese, africana, giapponese, tedesca, polacca, araba... Combatterono contro un nemico che aveva 6 anni di esperienza sul territorio durante uno degli inverni più rigidi della storia, con temperature che scesero fino a meno 20 gradi. Si sacrificarono con 477 morti e quasi 3.000 feriti, ma di tutte le truppe alleate in Italia sono quelli che hanno lasciato il ricordo più bello soprattutto per la loro bontà, donando sempre cibo, vestiario, un sorriso e una speranza alle popolazioni locali devastate”.
“La mostra illustra uno dei capitoli più importanti dei rapporti tra Brasile e Italia - afferma l’Ambasciatore del Brasile a Roma, Helio Ramos. - Il Brasile fu l’unico paese latino-americano ad aver inviato soldati nei campi di battaglia europei durante la Seconda Guerra Mondiale. Il lascito dei giovani brasiliani, uomini e donne, che parteciparono alla Campagna d’Italia si tradusse anche in competenza, coraggio e soprattutto umanità. La mostra ha lo scopo non solo di omaggiare la FEB e di divulgarne la sua storia – ancora poco conosciuta –, ma anche di ricordare lo spirito di fratellanza che da sempre contraddistingue il legame tra i due paesi.
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