Retròvisioni. Fotografie di Alberto Dilillo
Retròvisioni. Fotografie di Alberto Dilillo
Dal 26 March 2015 al 17 May 2015
Torino
Luogo: Museo Nazionale dell'Automobile “Avv. Giovanni Agnelli”
Indirizzo: c.so Unità d'Italia 40
Orari: lunedì 10-14; martedì 14-19; mercoledì, giovedì e domenica 10-19; venerdì e sabato 10-21
Costo del biglietto: 12 € intero, 8 € ridotto, 2.50 € scuole. Ingresso gratuito per i possessori dell’abbonamento musei Torino Piemonte e della Torino + Piemonte card
E-Mail info: pr@museoauto.it
Sito ufficiale: http://www.museoauto.it/
Il Museo Nazionale dell'Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” è lieto di ospitare - da giovedì 26 marzo a domenica 17 maggio 2015 - la mostra RETRÒVISIONI. Fotografie di Alberto Dilillo.
Trentuno fotografie, scattate nel cimitero d’auto storiche di Kaufdorf, in Svizzera, pochi giorni prima del suo definitivo smantellamento. RETRÒVISIONI è un racconto per immagini, accompagnate da suggestive didascalie, aforismi e citazioni, una vera e propria Spoon River dell’auto: lo sguardo del fotografo, Alberto Dilillo, indugia sulle forme delle vetture d’epoca che conservano un fascino immutato nonostante la polvere e l’usura del tempo. La vegetazione cresce tra le carcasse inanimate delle vetture abbandonate, come tra gli scheletri di dinosauri estinti. RETRÒVISIONI significa anche guardare, oggi, ciò che è rimasto delle auto d’epoca e del loro fascino retrò. Ma anche, scrutare attraverso lo specchietto retrovisore perché quell’immagine della strada fatta sia stimolo e spunto per la strada ancora da fare.
È come se, ormai, non servisse più tanto sapere di quale oggetto in disfacimento si tratti, giacché completamente sprofondato nell’oblio ma, piuttosto, sentire quali riflessioni o emozioni possano affiorare (Dilillo). E alla considerazione estetica si accompagna una riflessione etica: oggetti da collezione, di grande valore e custoditi con cura per anni, diventano ben presto nient’altro che rifiuti, oggetti dimenticati.
Quale metamorfosi attende, allora, tutte quelle cose che l’uomo dissemina, gettandole, dopo averle così tanto immaginate, realizzate, desiderate e possedute? Del resto quelli erano solo oggetti usati, ormai privati di quelle cure, anche smaniose, che li conservavano (Dilillo).
Grazie alla collaborazione con Corrado Lopresto, che ha messo a disposizione del Museo alcuni pezzi unici della sua meravigliosa collezione, la mostra fotografica sarà corredata da un allestimento che racconta l’operazione di restauro di un’auto d’epoca: sulle pedane, ritrovamenti impolverati, vetture semilavorate e vetture finite aiutano a visualizzare le fasi di tale operazione di recupero, frutto di artigianalità differenti ma ugualmente preziose.
Responsabile del Centro Stile Lancia, Alberto Dilillo è un creativo a tuttotondo: laureato in architettura, ha poi frequentato una scuola d’arte in architettura della carrozzeria ed è diventato designer. Tra i progetti che gli hanno garantito visibilità internazionale ci sono la concept Lancia Fulvia Coupé del 2003, la Ypsilondello stesso anno, la Fiat Bravo del 2007, la Ypsilondel 2011.
Trentuno fotografie, scattate nel cimitero d’auto storiche di Kaufdorf, in Svizzera, pochi giorni prima del suo definitivo smantellamento. RETRÒVISIONI è un racconto per immagini, accompagnate da suggestive didascalie, aforismi e citazioni, una vera e propria Spoon River dell’auto: lo sguardo del fotografo, Alberto Dilillo, indugia sulle forme delle vetture d’epoca che conservano un fascino immutato nonostante la polvere e l’usura del tempo. La vegetazione cresce tra le carcasse inanimate delle vetture abbandonate, come tra gli scheletri di dinosauri estinti. RETRÒVISIONI significa anche guardare, oggi, ciò che è rimasto delle auto d’epoca e del loro fascino retrò. Ma anche, scrutare attraverso lo specchietto retrovisore perché quell’immagine della strada fatta sia stimolo e spunto per la strada ancora da fare.
È come se, ormai, non servisse più tanto sapere di quale oggetto in disfacimento si tratti, giacché completamente sprofondato nell’oblio ma, piuttosto, sentire quali riflessioni o emozioni possano affiorare (Dilillo). E alla considerazione estetica si accompagna una riflessione etica: oggetti da collezione, di grande valore e custoditi con cura per anni, diventano ben presto nient’altro che rifiuti, oggetti dimenticati.
Quale metamorfosi attende, allora, tutte quelle cose che l’uomo dissemina, gettandole, dopo averle così tanto immaginate, realizzate, desiderate e possedute? Del resto quelli erano solo oggetti usati, ormai privati di quelle cure, anche smaniose, che li conservavano (Dilillo).
Grazie alla collaborazione con Corrado Lopresto, che ha messo a disposizione del Museo alcuni pezzi unici della sua meravigliosa collezione, la mostra fotografica sarà corredata da un allestimento che racconta l’operazione di restauro di un’auto d’epoca: sulle pedane, ritrovamenti impolverati, vetture semilavorate e vetture finite aiutano a visualizzare le fasi di tale operazione di recupero, frutto di artigianalità differenti ma ugualmente preziose.
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