Italia giardino del mondo. Where Nature meets Art, Craft and Design
© Dario Fusaro / Archivio Grandi Giardini Italiani | Giardino del Castello Ruspoli, Vignanello (Viterbo), Lazio
Dal 15 Novembre 2024 al 22 Dicembre 2024
Treviso | Visualizza tutte le mostre a Treviso
Luogo: Fondazione Benetton
Indirizzo: Via Cornarotta 7
Orari: venerdì 15-19; sabato e domenica 10-13 / 15-19
Costo del biglietto: Ingresso libero
Inaugura venerdì 15 novembre alle ore 18, in Fondazione Benetton Studi Ricerche, nella sede di Palazzo Bomben a Treviso, l’esposizione fotografica Italia giardino del mondo. Where Nature meets Art, Craft and Design, prima tappa italiana della mostra itinerante dedicata al patrimonio dei giardini italiani, classici e contemporanei, concepita, insieme all’omonima pubblicazione, come progetto di promozione integrata dell’Italia, prodotto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
All’inaugurazione pubblica, dopo un saluto di Luigi Latini, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, interverrà, con una relazione introduttiva, Chiara Santini, professoressa ordinaria di Storia dei giardini e del paesaggismo all'Ecole nationale supérieure de paysage di Versailles, coordinatrice del comitato scientifico e curatoriale della mostra.
L’immagine e la cultura del “giardino italiano” sono al centro di un percorso espositivo prevalentemente iconografico, che descrive, in una prospettiva di lunga durata storica, dal Rinascimento ai nostri giorni,uno straordinario patrimonio di “monumenti viventi”, visto attraverso fotografie d’autore e documenti storici.
Ma anziché procedere cronologicamente, o per modelli formali o regionali, la mostra si propone di dar conto della ricchezza di questo patrimonio articolando il percorso espositivo attorno a sette chiavi tematiche che attraversano la storia del giardino italiano – il rapporto conil paesaggio; il disegno; l’acqua;la ricerca botanica; il dialogo con le arti;la dimensione sociale; il valore del mestiere –, per puntare l’obiettivo su quell’insieme di saperi e tecniche di cui i giardini italiani sono espressione attraverso il tempo,e che offrono uno sguardo su quel patrimonio di creatività tutta italiana, che è stato una delle matrici della cultura europea, non solo dell’arte dei giardini, ma anche del paesaggio e più in generale del rapporto uomo/natura.
Dal Rinascimento e dall’affermarsi del cosiddetto “Giardino all’italiana”, riferibile al modello dei giardini cinquecenteschi toscani e laziali, la mostra giunge ai giorni nostri, attraverso parchi pubblici e privati, ville storiche, giardini monumentali e richiami ai saperi e alle pratiche che, attraverso il tempo, hanno rivelato il “saper fare” italiano in questo campo. In tal senso, emergono da questo viaggio alcune delle figure protagoniste del progetto del giardino nell’Italia contemporanea. Primi fra tutti, Pietro Porcinai (1910-1986), paesaggista fiorentino cui dobbiamo il maggiore contributo al formarsi di un’idea di paesaggio italiano moderno, per la sua capacità di confrontarsi e intrepretare in chiave progettuale un’eredità ricchissima, riuscendo al tempo stesso a far dialogare storia e innovazione, evocando un ampio spettro di temi quali l’ecologia, la collaborazione tra le professioni, la missione sociale del paesaggio, allora del tutto estranei alla cultura italiana. E Maria Teresa Parpagliolo (1903-1974), capace di affermarsi, nel periodo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, in un campo professionale nuovo per l’Italia – quello dell’Architettura del Paesaggio – e sostenere l’importanza di un progetto sinergico tra parchi pubblici e giardini privati in cui conciliare funzione estetica e valori ambientali.
Accompagna la mostra una pubblicazione che raccoglie tutte le immagini esposte, le fotografie d’autore e il materiale iconografico storico, con saggi accademici per ogni sezione.
Inoltre, il percorso espositivo, in questa tappa italiana in Fondazione Benetton, sarà arricchito da una selezione, curata da Michele Tobia (architetto, borsista in Fondazione Benetton nel 2022), di libri e carte sul tema del Giardino italiano posseduti nelle sezioni e nei fondi speciali del patrimonio documentario della biblioteca della Fondazione Benetton Studi Ricerche.
Visitabile fino a domenica 22 dicembre, la mostra Italia giardino del mondo proseguirà poi il suo tour internazionale con il sostegno della rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura e sarà una vetrina itinerante di una bellezza e capacità inventiva italiana da valorizzare o ancora da scoprire, favorendo nuovi itinerari di turismo sostenibile e la diffusione di una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica.
Il progetto è stato curato da Sabina Minutillo Turtur e Renato Fontana, prodotto dalla Bye Bye Silos con il contributo di un comitato scientifico curatoriale di accademici specializzati in storia del giardino e architettura del paesaggio: Chiara Santini (École nationale supérieure de paysage, Versailles), Paolo Cornaglia e Marco Ferrari (Politecnico di Torino), Luigi Latini, Andrés Holguín e Lorenza Gasparella (Università Iuav di Venezia).
Sono partner dell’iniziativa anche l’Associazione Parchi e Giardini Italiani, il Fondo per l’Ambiente Italiano e Grandi Giardini Italiani.
All’inaugurazione pubblica, dopo un saluto di Luigi Latini, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, interverrà, con una relazione introduttiva, Chiara Santini, professoressa ordinaria di Storia dei giardini e del paesaggismo all'Ecole nationale supérieure de paysage di Versailles, coordinatrice del comitato scientifico e curatoriale della mostra.
L’immagine e la cultura del “giardino italiano” sono al centro di un percorso espositivo prevalentemente iconografico, che descrive, in una prospettiva di lunga durata storica, dal Rinascimento ai nostri giorni,uno straordinario patrimonio di “monumenti viventi”, visto attraverso fotografie d’autore e documenti storici.
Ma anziché procedere cronologicamente, o per modelli formali o regionali, la mostra si propone di dar conto della ricchezza di questo patrimonio articolando il percorso espositivo attorno a sette chiavi tematiche che attraversano la storia del giardino italiano – il rapporto conil paesaggio; il disegno; l’acqua;la ricerca botanica; il dialogo con le arti;la dimensione sociale; il valore del mestiere –, per puntare l’obiettivo su quell’insieme di saperi e tecniche di cui i giardini italiani sono espressione attraverso il tempo,e che offrono uno sguardo su quel patrimonio di creatività tutta italiana, che è stato una delle matrici della cultura europea, non solo dell’arte dei giardini, ma anche del paesaggio e più in generale del rapporto uomo/natura.
Dal Rinascimento e dall’affermarsi del cosiddetto “Giardino all’italiana”, riferibile al modello dei giardini cinquecenteschi toscani e laziali, la mostra giunge ai giorni nostri, attraverso parchi pubblici e privati, ville storiche, giardini monumentali e richiami ai saperi e alle pratiche che, attraverso il tempo, hanno rivelato il “saper fare” italiano in questo campo. In tal senso, emergono da questo viaggio alcune delle figure protagoniste del progetto del giardino nell’Italia contemporanea. Primi fra tutti, Pietro Porcinai (1910-1986), paesaggista fiorentino cui dobbiamo il maggiore contributo al formarsi di un’idea di paesaggio italiano moderno, per la sua capacità di confrontarsi e intrepretare in chiave progettuale un’eredità ricchissima, riuscendo al tempo stesso a far dialogare storia e innovazione, evocando un ampio spettro di temi quali l’ecologia, la collaborazione tra le professioni, la missione sociale del paesaggio, allora del tutto estranei alla cultura italiana. E Maria Teresa Parpagliolo (1903-1974), capace di affermarsi, nel periodo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, in un campo professionale nuovo per l’Italia – quello dell’Architettura del Paesaggio – e sostenere l’importanza di un progetto sinergico tra parchi pubblici e giardini privati in cui conciliare funzione estetica e valori ambientali.
Accompagna la mostra una pubblicazione che raccoglie tutte le immagini esposte, le fotografie d’autore e il materiale iconografico storico, con saggi accademici per ogni sezione.
Inoltre, il percorso espositivo, in questa tappa italiana in Fondazione Benetton, sarà arricchito da una selezione, curata da Michele Tobia (architetto, borsista in Fondazione Benetton nel 2022), di libri e carte sul tema del Giardino italiano posseduti nelle sezioni e nei fondi speciali del patrimonio documentario della biblioteca della Fondazione Benetton Studi Ricerche.
Visitabile fino a domenica 22 dicembre, la mostra Italia giardino del mondo proseguirà poi il suo tour internazionale con il sostegno della rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura e sarà una vetrina itinerante di una bellezza e capacità inventiva italiana da valorizzare o ancora da scoprire, favorendo nuovi itinerari di turismo sostenibile e la diffusione di una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica.
Il progetto è stato curato da Sabina Minutillo Turtur e Renato Fontana, prodotto dalla Bye Bye Silos con il contributo di un comitato scientifico curatoriale di accademici specializzati in storia del giardino e architettura del paesaggio: Chiara Santini (École nationale supérieure de paysage, Versailles), Paolo Cornaglia e Marco Ferrari (Politecnico di Torino), Luigi Latini, Andrés Holguín e Lorenza Gasparella (Università Iuav di Venezia).
Sono partner dell’iniziativa anche l’Associazione Parchi e Giardini Italiani, il Fondo per l’Ambiente Italiano e Grandi Giardini Italiani.
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