DIALOGHI CANOVIANI - Karen LaMonte. Nocturnes
Karen LaMonte, Reclining Nocturne 3, 2021, vetro fuso
Dal 23 Ottobre 2025 al 28 Febbraio 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Museo Correr
Indirizzo: San Marco 52
Sito ufficiale: http://correr.visitmuve.it
Karen LaMonte possiede la straordinaria capacità di indagare la figura per sottrazione: attraverso un lavoro analitico, focalizzato inizialmente sul contenitore-vestito, l’artista ripercorre manualmente, con ossessiva e scientifica precisione, ogni singola piega, modifica sin nel minimo dettaglio ogni filato.
È l’evocazione di un mondo al femminile quello che l’artista ci mette davanti: la fusione in vetro cristallizza questo suo processo creativo per consegnarlo in una trasparenza che appare ora sospesa nel tempo, ricca di immobili suggestioni e percorsa da echi lontani.
Nella recente serie di opere intitolata Nocturnes, l’artista alza ancora il tiro conducendoci in un percorso tra visioni notturne, popolato da sculture che sono ora immerse in un’atmosfera improntata su diverse tonalità del blu, come diverse sono appunto le velature cromatiche nel passaggio della sera nel suo scivolare nella notte. Tono su tono.
Il lavoro dell’artista non è estraneo all’arte classica e al neoclassicismo canoviano; ma se nel Canova la perfezione esecutiva serve a dare vita alla materia inerte, in Karen LaMonte la stessa perfezione serve, invece, ad evocare una possibile forma di vita. A creare le condizioni dalle quali quella vita possa emergere. Un confronto, questo, tra due visioni dell’arte apparentemente simili ma che in realtà sono opposte e che si potrebbe riassumere nel rapporto tra descrizione e deduzione.
Uno sguardo allo specchio.
Nelle sculture della LaMonte, non è il corpo femminile nella sua florida pienezza a dominare la scena bensì, come in un negativo fotografico, la sua assenza. Sulla superficie di questi suoi nuovi lavori spira leggera una brezza notturna che incanalandosi tra le pieghe, sembra rimodellarne i contorni: la trasparenza del vetro intinto nella notte, ci conduce lentamente oltre il consueto, oltre l’apparente, sino al lento affiorare dell’inaspettato.
È l’evocazione di un mondo al femminile quello che l’artista ci mette davanti: la fusione in vetro cristallizza questo suo processo creativo per consegnarlo in una trasparenza che appare ora sospesa nel tempo, ricca di immobili suggestioni e percorsa da echi lontani.
Nella recente serie di opere intitolata Nocturnes, l’artista alza ancora il tiro conducendoci in un percorso tra visioni notturne, popolato da sculture che sono ora immerse in un’atmosfera improntata su diverse tonalità del blu, come diverse sono appunto le velature cromatiche nel passaggio della sera nel suo scivolare nella notte. Tono su tono.
Il lavoro dell’artista non è estraneo all’arte classica e al neoclassicismo canoviano; ma se nel Canova la perfezione esecutiva serve a dare vita alla materia inerte, in Karen LaMonte la stessa perfezione serve, invece, ad evocare una possibile forma di vita. A creare le condizioni dalle quali quella vita possa emergere. Un confronto, questo, tra due visioni dell’arte apparentemente simili ma che in realtà sono opposte e che si potrebbe riassumere nel rapporto tra descrizione e deduzione.
Uno sguardo allo specchio.
Nelle sculture della LaMonte, non è il corpo femminile nella sua florida pienezza a dominare la scena bensì, come in un negativo fotografico, la sua assenza. Sulla superficie di questi suoi nuovi lavori spira leggera una brezza notturna che incanalandosi tra le pieghe, sembra rimodellarne i contorni: la trasparenza del vetro intinto nella notte, ci conduce lentamente oltre il consueto, oltre l’apparente, sino al lento affiorare dell’inaspettato.
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