• Passeggiare per il mercato del CAPO: luogo decisamente suggestivo che si trova dietro il teatro Massimo. Percorrendolo tutto, ci si ritrova davanti alla Cattedrale. E da lì è possibile visitare il Palazzo dei Normanni (e la Cappella Palatina all’interno) e vedere Porta Nuova. 
  • Il bel Palazzo Ganci-Valguarnera, integro nelle finiture e negli arredi, è dove Luchino Visconti ha ambientato la sua celebre trasposizione cinematografica del capolavoro di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo.
  • Palermo ha dato i natali al grande architetto modernista Ernesto Basile che ha lasciato in città numerose testimonianze del suo genio come il Teatro Massimo e Villa Igiea.
  • Ogni anno ha luogo il Festino di Santa Rosalia. Le celebrazioni in onore della Patrona della città si svolgono dal 10 al 15 luglio e costituiscono un appuntamento irrinunciabile, sia dal punto di vista religioso che da quello ludico. Palermo diventa il palcoscenico in cui si assiste al ”miracolo” della Santa. Si tratta di una delle più belle feste del folklore siciliano con l'uso di maestosi e barocchi carri storici.
  • Alla pasticceria Cappello ( Via Colonna Rotta, 68 ) è possibile acquistare la celebre torta Sette Veli, l’originale composta da sette strati di cioccolato.  (www.pasticceriacappello.it). Nel cuore del centro, invece, presso l’Antico Caffè Spinnato (via Principe di Belmonte 111) si può gustare uno dei migliori gelati della città, la famosa brioche.  (www.spinnato.it)
  • Oltre ai dolci, bisogna ricordare altri cibi tipici del palermitano: le crocchè (a base di patate) e le panelle (frittelle di farina di ceci), di origine araba. U pane ca' meusa è una focaccia preparata con un pane fragrante, imbottito di milza soffritta e strutto. E poi anche a’ quarume (da “caldume” e cioè calda), un misto di cartilagini ed interiora lessate, vendute per strada da venditori ambulanti. E naturalmente le celebri “arancine”: il Bar Alba ( Piazza Don Bosco 7/c)  offre un servizio molto interessante, “L’Arancina Taxi”, che permette di ricevere direttamente a casa non solo arancine, ma una serie di piatti in menu.
  • Il costo della vita a Palermo è inferiore rispetto a città come Roma o Venezia. Ovviamente più si resta vicino ai locali del centro, più potrebbero esserci delle sorprese. Tuttavia lo stesso centro riserva anche locali dove si può bere del buon vino e gustare cucina turca e africana, nei dintorni del Teatro Massimo (Zona Champagneria). 
  • l biglietto dell’autobus a Palermo costa 1 euro e 30 centesimi ed è valido 90 minuti. È possibile acquistare carnet di biglietti. Sono assicurati i trasporti notturni grazie a una serie di autobus N. La linea 806 collega perfettamente il centro di Palermo (Teatro Politeama) con il borgo marinaro di Mondello. 
  • Passeggiare da via Libertà fino al teatro Massimo (passando per Via Ruggiero VII),  vi permetterà di vedere decine e decine dei migliori negozi della città. Vale la pena perdersi nelle traverse di via Maqueda e della zona del teatro Massimo, dove è possibile imbattersi anche in negozi più tipici, in cui si possono trovare le famose coppole siciliane e altri prodotti del posto. 
  • Non ci sono grandi code a Palermo, il tempo di attesa può essere al massimo di 10 minuti. Presso il Duomo di Monreale è possibile visitare il tetto della cattedrale che dà sull’antico Chiostro medievale. L’orario di apertura è 9.30/12.00 - 15.30/17.30.
  • La lingua più usata a Palermo è il dialetto siciliano. Per immergersi completamente nell’atmosfera palermitana, è opportuno conoscere alcune parole in dialett  molto usate.
    Accattari (Comprare)
    Taliari (Guardare)
    Travagghiari (Lavorare)
    Manciari (Mangiare)
    Viviri (Bere)
    Babbiari (Scherzare)
    Tuppuliari (Bussare)
  • Pasta cu’ Sucu (pasta al pomodoro)
    Babbaluci (lumache)
    Pisci spata (pesce spada)
    Milinciane (Melanzane)