A Bologna dal 28 settembre al 10 febbraio 2019
In arrivo da Boston un Hiroshige mai visto
Utagawa Hiroshige, Awa I gorghi di Naruto, 247 x 355 mm, silografia policroma. Boston, Museum of Fine Arts - William Sturgis Bigelow Collection
Samantha De Martin
08/05/2018
Bologna - Dal Museum of Fine Arts di Boston la delicata arte del maestro Utagawa Hiroshige approda a Bologna per una mostra in sei sezioni, caratterizzata da oltre 200 opere esposte in Italia per la prima volta.
Nella seconda tappa della grande monografica dedicata a uno dei più influenti artisti giapponesi di metà Ottocento - che fa seguito al grande successo dell’esposizione in corso alle Scuderie del Quirinale fino al 29 luglio - la natura calma, rasserenante del “maestro della pioggia” e dell’arte del mondo fluttuante, colorerà il Museo Civico Archeologico attraverso le atmosfere oniriche dell’ukiyo-e.
Dal 28 settembre al 10 febbraio, nevi, piogge, nebbie, chiarori di luna - elementi che Hiroshige riuscì a far percepire in modo quasi tattile insieme alle diverse tipologie di pioggia che, per ogni stagione, rappresentò nelle sue centinaia di silografie policrome del Mondo Fluttuante - regaleranno ai visitatori un punto di vista alternativo, capace di esaltare la bellezza dei luoghi e la vivacità delle attività umane.
Hiroshige. Oltre l’onda, a cura di Rossella Menegazzo e Sarah E. Thompson, prosegue le iniziative avviate nel 2016 per il 150° anniversario delle relazioni bilaterali Italia-Giappone, ricorrenza che ha visto il comune di Bologna al centro di progetti culturali importanti come le mostre dedicate a Giorgio Morandi a Kobe, Tokyo e Iwate.
Dall’uso iniziale del formato orizzontale - portato alla massima espressione nella serie completa delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō - alla forma rotonda del ventaglio rigido e al formato verticale degli anni Cinquanta, che segnò un cambio epocale nel filone classico del paesaggio, l’artista descrisse con rara potenza gli elementi naturali e atmosferici, il trascorrere del tempo e un peculiare effetto della luce.
Accanto a silografie di prima tiratura, nelle quali i colori e la tecnica di sfumatura bokashi sono ancora visibili, intatti come di rado è possibile vedere, saranno esposti anche alcuni disegni preparatori (shitae) realizzati a pennello e inchiostro da Hiroshige per essere poi consegnati all’incisore, ma mai divenuti opere finite.
Per tutta la durata della mostra, un video realizzato dalla Adachi Foundation illustrerà agli ospiti il completo processo di stampa, facendo entrare i visitatori nell’universo di colui che, per la sua dedizione e serietà dedicata al tema del paesaggio, è stata una fonte di ispirazione importante per gli artisti europei, da Van Gogh a Monet, da Degas a Toulouse Lautrec.
Leggi anche:
• Dal mondo fluttuante di Kuniyoshi agli scatti di Araki, il Giappone in cinque mostre
• Viaggi d'arte - In Giappone sulle tracce di Hokusai
• L'onda di Hokusai travolge il grande schermo
Nella seconda tappa della grande monografica dedicata a uno dei più influenti artisti giapponesi di metà Ottocento - che fa seguito al grande successo dell’esposizione in corso alle Scuderie del Quirinale fino al 29 luglio - la natura calma, rasserenante del “maestro della pioggia” e dell’arte del mondo fluttuante, colorerà il Museo Civico Archeologico attraverso le atmosfere oniriche dell’ukiyo-e.
Dal 28 settembre al 10 febbraio, nevi, piogge, nebbie, chiarori di luna - elementi che Hiroshige riuscì a far percepire in modo quasi tattile insieme alle diverse tipologie di pioggia che, per ogni stagione, rappresentò nelle sue centinaia di silografie policrome del Mondo Fluttuante - regaleranno ai visitatori un punto di vista alternativo, capace di esaltare la bellezza dei luoghi e la vivacità delle attività umane.
Hiroshige. Oltre l’onda, a cura di Rossella Menegazzo e Sarah E. Thompson, prosegue le iniziative avviate nel 2016 per il 150° anniversario delle relazioni bilaterali Italia-Giappone, ricorrenza che ha visto il comune di Bologna al centro di progetti culturali importanti come le mostre dedicate a Giorgio Morandi a Kobe, Tokyo e Iwate.
Dall’uso iniziale del formato orizzontale - portato alla massima espressione nella serie completa delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō - alla forma rotonda del ventaglio rigido e al formato verticale degli anni Cinquanta, che segnò un cambio epocale nel filone classico del paesaggio, l’artista descrisse con rara potenza gli elementi naturali e atmosferici, il trascorrere del tempo e un peculiare effetto della luce.
Accanto a silografie di prima tiratura, nelle quali i colori e la tecnica di sfumatura bokashi sono ancora visibili, intatti come di rado è possibile vedere, saranno esposti anche alcuni disegni preparatori (shitae) realizzati a pennello e inchiostro da Hiroshige per essere poi consegnati all’incisore, ma mai divenuti opere finite.
Per tutta la durata della mostra, un video realizzato dalla Adachi Foundation illustrerà agli ospiti il completo processo di stampa, facendo entrare i visitatori nell’universo di colui che, per la sua dedizione e serietà dedicata al tema del paesaggio, è stata una fonte di ispirazione importante per gli artisti europei, da Van Gogh a Monet, da Degas a Toulouse Lautrec.
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