Alla Pinacoteca di Brera e all'Accademia Carrara dal 19 dicembre

Da Milano a Brescia, è il momento di Simone Peterzano

Simone Peterzano, Venere con Cupido e satiri in un paesaggio, 1570-1573. Pinacoteca di Brera
 

Francesca Grego

16/12/2019

Maestro di Caravaggio, discepolo di Tiziano e Paolo Veronese, Simone Peterzano occupa un posto speciale nel panorama della pittura italiana. Il suo astro, tuttavia, è rimasto stranamente in ombra fino ai primi anni del Novecento, forse oscurato dal prestigio degli artisti che ebbe intorno.
Due mostre provano ora a restituirgli la fama meritata. Si parte il 19 dicembre dalla Pinacoteca di Brera, che conserva una delle sue creazioni più ammirate, per allargare il campo a febbraio in un grande progetto espositivo dell'Accademia Carrara di Bergamo. Anticipa le iniziative un roadshow in nove tappe distribuite tra Lombardia, Veneto e Piemonte, ideato per presentare l'artista e l'inedito programma di cui è protagonista.

Venere, Cupido e... un ospite d'onore: Peterzano a Brera
Sensualità, bellezza e il fascino del mito sono al centro dell'allestimento raccolto e curato che la Pinacoteca di Brera dedica al pittore cinquecentesco. Qui a tenere banco sono due capolavori indiscussi: la Venere con Cupido e due satiri in un paesaggio, tra le opere più amate del museo milanese dal 1998, e la grande tela di Angelica e Medoro, in arrivo dalla Galerie Canesso di Parigi.
I caratteri principali dell'arte di Peterzano si delineano già in questo confronto: la predilezione per i temi amorosi e profani, l'interesse per il paesaggio, il gusto per il colore e la raffinata resa della luce appresi negli anni trascorsi a Venezia incontrano la schiettezza naturalistica della tradizione lombarda. Prima che la Controriforma faccia sentire la sua influenza, l'artista si muove nel solco della pittura erotica rinascimentale che trova nella Venere di Giorgione un primo, fortunato riferimento per la rappresentazione del nudo femminile.
Se il capolavoro di casa si nutre di maliziosi spunti mitologici, Angelica e Medoro si ispira a un grande successo della letteratura dell'epoca, l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Dal poema Peterzano ritaglia una scena cruciale, quella in cui la principessa Angelica cura le ferite del musulmano Medoro e se ne innamora, scatenando la follia del paladino Orlando. Sulla tela l'episodio si trasformerà in un'originale pietà profana, popolare al punto da meritare i versi dello scrittore milanese Giovan Paolo Lomazzo.

Tiziano e Caravaggio in Peterzano. Il progetto dell'Accademia Carrara
Dal 6 febbraio al 17 maggio gioielli di Tiziano, Tintoretto, Veronese e Caravaggio saranno riuniti a Brescia in un evento di respiro internazionale. I musici di Caravaggio del Metropolitan Museum di New York e Marte, Venere e Amore di Tiziano dal Kunsthistorisches Museum di Vienna faranno compagnia ai dipinti in arrivo dal Prado, dalla Galleria Borghese e dalla Pinacoteca di Brera, mettendo in luce quanto Peterzano condivise con i giganti del Rinascimento e del Barocco.
Il percorso dell'Accademia Carrara prende le mosse dagli esordi veneziani del pittore che, forse per motivi promozionali, continuò per lungo tempo a firmarsi con l'attributo di “Titiani Alumnus”. Qui l'attenzione è tutta per il colore e per una vena di sontuosa sensualità, che si declina in soggetti tratti dalla mitologia o dalla musica. Seguendo i passi dell'artista, ci spostiamo poi a Milano, per scoprire quel gusto per la rappresentazione naturalistica che Peterzano trasmetterà al giovane Caravaggio. A capo di una bottega di successo, l'ormai anziano maestro accolse il Merisi appena tredicenne e lo tenne con sé fino ai diciotto anni: oltre al contratto firmato dalla madre, a testimoniarlo è un nucleo di 100 disegni ritrovati di recente, tra cui interessanti ritratti reciproci maestro-allievo e gli esercizi sulla rappresentazione delle mani, particolarmente ostica per il genio in erba.

In attesa delle due mostre, è possibile ammirare le opere di Simone Peterzano nelle chiese dove lavorò: dagli affreschi di San Maurizio al Monastero Maggiore, prima commissione milanese, alle tele della chiesa di San Barnaba, fino alla Pietà di San Fedele, sempre a Milano, e alle imponenti pitture della Certosa di Garegnano, considerate tra i vertici della sua arte.

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