A Lucca dal 29 luglio al 10 settembre
L'universo magico di Mimmo Paladino in mostra a Pietrasanta
Mimmo Paladino, K488 Concerto, 2014, tecnica mista su carta, 103 x 72cm
Samantha De Martin
17/07/2017
Lucca - Simbolismo, mistero, magia. È questo il fil rouge che cuce teste e mani, stelle e numeri, case e figure geometriche realizzate da Mimmo Paladino ed esposte nella nuova sede della Galleria Giovanni Bonelli di Pietrasanta.
Dal 29 luglio al 10 settembre quindici tecniche miste su cartone dell'artista campano saranno al centro del percorso Opere scelte, che sarà presentato al pubblico in quel suggestivo linguaggio che coniuga spazio e tempo e che ammicca ad un universo primitivo, arcano, che si svela esplorato e rivisitato dallo sguardo contemporaneo.
È intriso di quella cultura mediterranea, arcaica, che affonda le proprie radici figurative nell'arte italiana del Quattrocento e del Cinquecento - da Paolo Uccello a Piero della Francesca - l'alfabeto costruito da Paladino, esponente di punta della Transavanguardia, il movimento fondato da Achille Bonito Oliva nel 1980 e che celebra il ritorno alla pittura.
I lavori dell'artista di Paduli - carichi di significati universali fortemente congiunti alla storia di ognuno - si presentano al visitatore in tutta la loro complessità, frutto di quella formazione concettuale e analitica dalla quale scaturisce una creazione pittorica mai casuale, che spazia tra le istanze della tradizione e quelle delle avanguardie.
Come partorite da un universo simbolico e figurativo, fortemente influenzato da culture arcaiche ed extraeuropee, le opere di Paladino parlano un linuaggio magico e sciamanico, evocano significati, trasmettono contenuti senza mai svelarne l'origine, ma solo accennandone l'ombra o la traccia archetipica.
Nelle sale della nuova sede della Galleria Bonelli, la seconda del capoluogo versiliano, geometrie musicali e riflessioni poetiche sulla condizione umana incontrano rappresentazioni di pianeti, un Circo povero, Pezzi di saio e Polvere di stelle, avvolgendo il visitatore in un mondo misterioso, che rappresenta soprattutto un'interessante, avvincente panoramica del lavoro dell'artista.
Leggi anche:
• Mimmo Paladino. Ouverture
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È intriso di quella cultura mediterranea, arcaica, che affonda le proprie radici figurative nell'arte italiana del Quattrocento e del Cinquecento - da Paolo Uccello a Piero della Francesca - l'alfabeto costruito da Paladino, esponente di punta della Transavanguardia, il movimento fondato da Achille Bonito Oliva nel 1980 e che celebra il ritorno alla pittura.
I lavori dell'artista di Paduli - carichi di significati universali fortemente congiunti alla storia di ognuno - si presentano al visitatore in tutta la loro complessità, frutto di quella formazione concettuale e analitica dalla quale scaturisce una creazione pittorica mai casuale, che spazia tra le istanze della tradizione e quelle delle avanguardie.
Come partorite da un universo simbolico e figurativo, fortemente influenzato da culture arcaiche ed extraeuropee, le opere di Paladino parlano un linuaggio magico e sciamanico, evocano significati, trasmettono contenuti senza mai svelarne l'origine, ma solo accennandone l'ombra o la traccia archetipica.
Nelle sale della nuova sede della Galleria Bonelli, la seconda del capoluogo versiliano, geometrie musicali e riflessioni poetiche sulla condizione umana incontrano rappresentazioni di pianeti, un Circo povero, Pezzi di saio e Polvere di stelle, avvolgendo il visitatore in un mondo misterioso, che rappresenta soprattutto un'interessante, avvincente panoramica del lavoro dell'artista.
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