Tre grandi mostre a partire dall’estate

Da Dürer a Poussin, il 2021 della National Gallery

Albrecht Dürer, Autoritratto con guanti, 1498, Museo Nacional del Prado, Madrid
 

Francesca Grego

05/02/2021

Mondo - Mentre strepitosi Botticelli, Rembrandt e Van Gogh viaggiano dal Giappone all’Australia con la mostra Masterpiece from the National Gallery,  il museo britannico annuncia i grandi appuntamenti del 2021 nella sua sede londinese. Oltre la Manica la campagna vaccinale procede spedita, ma la pandemia non allenta la morsa: per sicurezza, dunque, a Trafalgar Square il nuovo anno inizierà ufficialmente la prossima estate, quando anche il pubblico internazionale potrà probabilmente tornare nel Regno Unito senza remore. 


Albrecht Dürer, Gesù tra i Dottori, 1506, Olio su tela, 80.3 x 64.3 cm, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza | © 2018  Museo Thyssen-Bornemisza / Scala, Florence

La prima a inaugurare dopo una lunga attesa sarà la Credit Suisse Exhibition, che avrà al centro il maestro rinascimentale Albrecht Dürer e i suoi viaggi attraverso l’Europa. Fu la peste a spingere per la prima volta Dürer lontano dalla sua Norimberga. Al seguito di un mercante tedesco, il giovane pittore e incisore raggiunse Venezia, che lo abbagliò con la sua abbondanza di opere d’arte. In Laguna Dürer scoprì una nuova concezione dello spazio e del corpo umano, l’esoterismo e la pittura mitologica, ma anche il prestigio che circondava gli artisti, in Germania considerati ancora semplici artigiani. Questo dà la misura dell’importanza del viaggio nella carriera del maestro, che ha il merito di aver portato nella tradizione nordica le novità del Rinascimento italiano in una sintesi originale e ricca di fascino. A Londra lo scopriremo attraverso prestiti importanti come il Cristo tra i dottori del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Ritratto di uomo del 1521 del Prado, il San Girolamo del Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona e una Madonna con Bambino dipinta anche sul retro in arrivo dalla National Gallery di Washington. In mostra anche che una nutrita selezione di disegni dell’Albertina di Vienna, prestigiosi ritratti appartenenti alle collezioni della Corona britannica e una strepitosa sfilata di dipinti conservati proprio a Trafalgar Square. 

“L'arte di Dürer non conosceva confini, né territoriali né intellettuali”, ha spiegato la curatrice della mostra e vice direttrice della National Gallery Susan Foister: “Attraverso i suoi viaggi è entrato in contatto con artisti, persone e luoghi in modi che hanno alimentato la sua curiosità e creatività, e che hanno aumentato la sua fama e influenza. La reputazione di incisore più innovativo del suo tempo lo ha preceduto ovunque. La sua costante e ricercata curiosità intellettuale ha aperto proficui scambi con artisti del Nord e del Sud dell'Europa. Unico nella sua epoca, Dürer ha registrato aspetti della propria vita non solo nell’arte, ma anche in lettere e diari. La sua voce risuona attraverso cinque secoli per parlarci oggi”. 
Dürer's Journeys - Travels of a Renaissance Artist sarà visitabile alla National Gallery dal 18 luglio al 24 ottobre, per celebrare il cinquecentesimo anniversario dei viaggi del maestro.  


Jan Matejko, The Astronomer Copernicus. Conversations with God, 1873, The Jagiellonian University Museum, Kraków I Courtesy of The National Gallery, London I © Photo by Grzegorz Zygier

La seconda mostra in programma ci porta ancora più lontano, e precisamente in Polonia, paese d’origine di un iconico ritratto di Niccolò Copernico dipinto nel 1873 da Jan Matejko. La tela, che raramente esce dalla Camera del Senato dell’Università Jagellonica di Cracovia, raggiunse una popolarità quasi istantanea quando apparve per la prima volta in pubblico, poco dopo la sua realizzazione. A quell’epoca la Polonia era ancora divisa e il dibattito sulla nazionalità del grande astronomo infuriava tra la Germania e lo Stato dell’Europa orientale. Il monumentale quadro di Matejko, dove Copernico è rappresentato contro il cielo stellato sulla Torre di Frombork, presso Cracovia, divenne così un simbolo dell’identità culturale polacca e si diffuse nel Paese attraverso migliaia di riproduzioni. Alla National Gallery sarà circondato da antichi strumenti astronomici, opere d’arte e da una copia cinquecentesca del De revolutionibus orbium coelestium di Copernico, una pietra miliare nel cammino dell’umanità verso la comprensione dell’universo. Conversations with God: Jan Matejko’s Copernicus - questo il titolo della mostra - sarà anche l’occasione per incontrare un artista di grande personalità, che in Polonia è considerato un gigante della pittura, ma che per qualche strano motivo non ha mai raggiunto le ribalte internazionali. 


Nicolas Poussin, A Bacchanalian Rever before a Term, 1632-1633 I © The National Gallery, London

L’autunno della National Gallery celebrerà la gioia  di vivere con una mostra dedicata a Nicolas Poussin. Al centro del progetto, le leggiadre immagini di danza e di festa che il pittore francese ha fissato sui supporti più disparati nella prima parte della sua carriera. Da Jacques-Louis David a Paul Cézanne, da Pablo Picasso a Francis Bacon, molti artisti hanno trovato ispirazione nell’opera di Poussin. Eppure il pubblico trova spesso i suoi dipinti freddi o difficili da comprendere. L’esposizione londinese mira a ribaltare questa percezione concentrandosi su un aspetto mai indagato prima in una mostra. Dipinti e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo metteranno in luce il lato più fresco e selvaggio dell’opera di Poussin, nel confronto tra le fonti classiche e rinascimentali - dalla scultura antica alle pitture di Raffaello e Tiziano - che catturarono l’attenzione dell’artista durante il suo lungo e appassionato soggiorno romano. Poussin and the Dance debutterà alla National Gallery il 9 ottobre 2021 e sarà visitabile fino al 2 gennaio 2022. 

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