A Roma dal 18 aprile al 16 maggio

Elica Balla e l'arte in tempo di guerra. Una mostra alla Casa della Memoria e della Storia

Elica Balla, Autoritratto, 1945. Courtesy Zetema
 

Samantha De Martin

18/04/2019

Roma - Il freddo, la fame, il coprifuoco alle cinque del pomeriggio, gli aeroplani sulla città nera, e ancora l’arresto del padre, Giacomo Balla, scambiato per una spia mentre era intento a dipingere nel Parco di Veio, nei pressi di Grottarossa.
Le memorie di Elica Balla, fortemente legate al tempo dell’occupazione nazista di Roma, si intrecciano alle opere e alle testimonianze che riguardano la bella e talentuosa figlia del maestro futurista, protagonista di una mostra in corso fino al 16 maggio alla Casa della Memoria e della Storia.
Elica Balla, l’arte in tempo di guerra, a cura di Bianca Cimiotta Lami e Simone Aleandri, racconta la vita familiare e l’attività artistica di casa Balla attraverso i dipinti inediti e gli scritti di Elica, la minore delle due figlie del maestro.

Autrice della preziosa biografia Con Balla, pubblicata in tre volumi tra il 1984 e il il 1986, i cui brani accompagnano il corposo nucleo iconografico di dipinti e di disegni a relativi agli anni della guerra, Elica racconta di rastrellamenti, strade deserte, linee telefoniche intasate, spari, paura.
E ancora aneddoti, barzellette, memorie accompagnano le opere in mostra. Tra queste è esposto in mostra un quadro misterioso sul cui retro emerge una pittura coperta da uno strato di vernice rossa con firma e datazione dell'opera dipinta sul lato opposto. Il dipinto, di incerta attribuzione, che ritrae un uomo mentre scrive a macchina con un curioso gioco di sovrapposizione delle dita, è stato parzialmente svelato in sede di restauro ed è visibile su entrambi i lati grazie ad una struttura apposita.
Frequentato da una moltitudine di artisti, ai quali il quadro si potrebbe attribuire, il variopinto ambiente di Casa Balla dialoga con l’intero percorso espositivo.

Negli anni della guerra, le due figlie, Elica e Luce, pur non rinunciando alla pittura all'aperto si dedicarono a un costante ed intimo lavoro di reciproci ritratti e autoritratti. A queste opere la mostra dedica uno spazio speciale. Accanto all’Autoritratto della giovane artista, si potranno ammirare La campagna romana nei pressi di Sutri, i ritratti di Abrà e di Giacomo Balla, Coprifuoco, dipinto da Luce, e il ritratto di Elica realizzato da Giacomo.
Non mancano la piccola sedia e lo scrittoio adoperati dalle due sorelle, realizzati con cassette della frutta assemblate e dipinte a macchie di leopardo, secondo il gusto coloniale dell'epoca.
L’esposizione, a ingresso libero, si potrà visitare dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 20.

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