A maggio 2019 a Venezia
Baselitz e l'Italia: presto una grande mostra alle Gallerie dell'Accademia
Georg Baselitz, 2018. Foto: © Daniel Blau
Samantha De Martin
04/05/2018
Venezia - Per la prima mostra dedicata ad un artista vivente, le Gallerie dell’Accademia scelgono Georg Baselitz.
L’esposizione, a cura di Kosme de Barañano e concepita specificamente per il museo che accoglie la migliore collezione di arte veneta e veneziana, si preannuncia già come un viaggio a 360 gradi - attraverso dipinti, disegni e sculture - lungo i 60 anni della folgorante carriera dell’artista.
«Sono felice di essere stato invitato a presentare il mio lavoro alle Gallerie dell’Accademia a Venezia il prossimo anno. Conosco bene la città e il museo, ed è un piacere lavorare con Kosme de Barañano a un progetto fortemente originale» spiega lo scultore di Deutschbaselitz, classe 1938.
Reduce dalle recenti mostre alla Fondazione Beyeler e al Kunstmuseum di Basilea, l’artista celebre per la sua volontà di porre tutto in discussione - “Sono nato in un ordine distrutto, in un paesaggio distrutto, tra persone distrutte, in una società distrutta. Non ho voluto ristabilire un ordine. Sono stato forzato a mettere tutto in discussione, a ricominciare di nuovo” affermava in un’intervista - arriva a Venezia con la sua opera profondamente influenzata dall’incontro con la storia dell’arte italiana presente nelle Gallerie.
«Georg Baselitz - commenta Kosme de Barañano - è uno degli artisti più significativi della seconda parte del XX secolo e affronta il grande tema della pittura non riducendola alla sua essenza, ma piuttosto attaccandone la convenzione. Siamo entusiasti di collaborare di nuovo insieme. Baselitz ha uno stretto legame con l’Italia, l’ha visitata spesso in passato e vi ha stabilito uno studio da diverso tempo. La mostra rifletterà l’influsso che l’Italia ha avuto sul suo lavoro attraverso gli anni».
Leggi anche:
• Georg Baselitz: la Fondation Beyeler celebra i suoi 80 anni
• In mostra gli eroi provocatori di Baselitz
L’esposizione, a cura di Kosme de Barañano e concepita specificamente per il museo che accoglie la migliore collezione di arte veneta e veneziana, si preannuncia già come un viaggio a 360 gradi - attraverso dipinti, disegni e sculture - lungo i 60 anni della folgorante carriera dell’artista.
«Sono felice di essere stato invitato a presentare il mio lavoro alle Gallerie dell’Accademia a Venezia il prossimo anno. Conosco bene la città e il museo, ed è un piacere lavorare con Kosme de Barañano a un progetto fortemente originale» spiega lo scultore di Deutschbaselitz, classe 1938.
Reduce dalle recenti mostre alla Fondazione Beyeler e al Kunstmuseum di Basilea, l’artista celebre per la sua volontà di porre tutto in discussione - “Sono nato in un ordine distrutto, in un paesaggio distrutto, tra persone distrutte, in una società distrutta. Non ho voluto ristabilire un ordine. Sono stato forzato a mettere tutto in discussione, a ricominciare di nuovo” affermava in un’intervista - arriva a Venezia con la sua opera profondamente influenzata dall’incontro con la storia dell’arte italiana presente nelle Gallerie.
«Georg Baselitz - commenta Kosme de Barañano - è uno degli artisti più significativi della seconda parte del XX secolo e affronta il grande tema della pittura non riducendola alla sua essenza, ma piuttosto attaccandone la convenzione. Siamo entusiasti di collaborare di nuovo insieme. Baselitz ha uno stretto legame con l’Italia, l’ha visitata spesso in passato e vi ha stabilito uno studio da diverso tempo. La mostra rifletterà l’influsso che l’Italia ha avuto sul suo lavoro attraverso gli anni».
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