Dall'8 aprile al 15 novembre
Capolavori veneti della collezione Cini in mostra a San Vio
Giovanni Antonio Guardi, Venezia trionfante, 1757 ca., Olio su tela, 150 x 198 cm | Courtesy of Fondazione Cini, Venezia
L. Sanfelice
31/03/2016
Venezia - La stagione espositiva della Galleria di Palazzo Cini a San Vio inaugura la nuova stagione con un prezioso omaggio a Vittorio Cini, il grade mecenate che un tempo abitò la casa-museo.

In mostra i dipinti della scuola veneta
Per la prima volta, al secondo piano del palazzo verrà riunita e mostrata al pubblico la costola della vasta collezione dedicata ai dipinti veneti. Una raccolta che dal Trecento al Settecento ha saputo assicurarsi la presenza dei nomi più rappresentativi della scuola veneta e dalla quale verranno estratti una trentina di capolavori capaci di esprimere il gusto di Cini collezionista.
Il percorso intitolato "Capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini" e costruito dall'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Cini oltre ad offrire al pubblico la possibilità di ammirare una delle collezioni di arte antica qualitativamente più importanti dello scorso secolo, rappresenta un'opportunità di studio e approfondimento per gli specialisti che potranno osservare alcuni dei dipinti per la prima volta.
Capolavori dal Trecento al Settecento
A rendere testimonianza della pittura del Trecento e del primo Quattrocento è chiamata una schiera di artisti che conta Guglielmo Veneziano, Nicolò di Pietro, il Maestro dell’Incoronazione e Michele Giambono, esponente quest'ultimo del tardo gotico a Venezia.
Il Rinascimento è invece introdotto dalla "Madonna Speyer" di Carlo Crivelli, esposta insieme a opere di Cima da Conegliano, Bernardo Parentino, Giovanni Mansueti e soprattutto Bartolomeo Montagna che firma la "Madonna con il Bambino e i Santi Giovanni Battista e Francesco", opera rara e di rara bellezza considerata tra i capolavori della pittura dell'epoca che da sola vale il biglietto di ingresso.
La ritrattistica veneta del Cinquecento, sintetizzata in un nucleo di figure maschili, guadagna una sezione a sè in cui spicca il "Ritratto di gentiluomo" di Lorenzo Lotto e uno spazio autonomo è anche assegnato al "San Giorgio che uccide il drago", attribuito a Tiziano al termine di una diatriba critica che ha coinvolto prima i nomi di Palma il Vecchio e Giorgione.
Ciò che tutti attendono con trepidazione è però il Settecento che si scatena in un diluvio di inestimabili pezzi del secolo d'oro eseguiti da Canaletto, Tiepolo, Francesco e Antonio Guardi, autore quest'ultimo delle tre grandi tele che originariamente decoravano uno dei soffitti di Palazzo Zulian e che tornano a mostrarsi ponendo fine ad una lunga assenza.
Vedi anche anche:
- Palazzo Cini, la Galleria. Capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini. Crivelli, Tiziano, Lotto, Canaletto, Guardi, Tiepolo
- In mostra a Venezia capolavori della Collezione Vittorio Cini
- Guida d'arte di Venezia

In mostra i dipinti della scuola veneta
Per la prima volta, al secondo piano del palazzo verrà riunita e mostrata al pubblico la costola della vasta collezione dedicata ai dipinti veneti. Una raccolta che dal Trecento al Settecento ha saputo assicurarsi la presenza dei nomi più rappresentativi della scuola veneta e dalla quale verranno estratti una trentina di capolavori capaci di esprimere il gusto di Cini collezionista.
Il percorso intitolato "Capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini" e costruito dall'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Cini oltre ad offrire al pubblico la possibilità di ammirare una delle collezioni di arte antica qualitativamente più importanti dello scorso secolo, rappresenta un'opportunità di studio e approfondimento per gli specialisti che potranno osservare alcuni dei dipinti per la prima volta.
Capolavori dal Trecento al Settecento
A rendere testimonianza della pittura del Trecento e del primo Quattrocento è chiamata una schiera di artisti che conta Guglielmo Veneziano, Nicolò di Pietro, il Maestro dell’Incoronazione e Michele Giambono, esponente quest'ultimo del tardo gotico a Venezia.
Il Rinascimento è invece introdotto dalla "Madonna Speyer" di Carlo Crivelli, esposta insieme a opere di Cima da Conegliano, Bernardo Parentino, Giovanni Mansueti e soprattutto Bartolomeo Montagna che firma la "Madonna con il Bambino e i Santi Giovanni Battista e Francesco", opera rara e di rara bellezza considerata tra i capolavori della pittura dell'epoca che da sola vale il biglietto di ingresso.
La ritrattistica veneta del Cinquecento, sintetizzata in un nucleo di figure maschili, guadagna una sezione a sè in cui spicca il "Ritratto di gentiluomo" di Lorenzo Lotto e uno spazio autonomo è anche assegnato al "San Giorgio che uccide il drago", attribuito a Tiziano al termine di una diatriba critica che ha coinvolto prima i nomi di Palma il Vecchio e Giorgione.
Ciò che tutti attendono con trepidazione è però il Settecento che si scatena in un diluvio di inestimabili pezzi del secolo d'oro eseguiti da Canaletto, Tiepolo, Francesco e Antonio Guardi, autore quest'ultimo delle tre grandi tele che originariamente decoravano uno dei soffitti di Palazzo Zulian e che tornano a mostrarsi ponendo fine ad una lunga assenza.
Vedi anche anche:
- Palazzo Cini, la Galleria. Capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini. Crivelli, Tiziano, Lotto, Canaletto, Guardi, Tiepolo
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