"Afro, il colore"
Opera di Afro Basaldella
24/04/2003
Se fosse essenza, sarebbe colore puro. Se fosse sentimento, sarebbe passione. Se fosse un personaggio storico, sarebbe un rivoluzionario. Afro Basaldella è prima di tutto un grande artista e per ricordarlo e celebrarlo, a Palazzo Venezia, dal 10 aprile al 22 giugno 2003, c'è una mostra antologica dal titolo "Afro, il colore" dal Paesaggio all'Astrazione. La più ampia retrospettiva dedicata a uno dei più grandi astrattisti italiani raccoglie 130 opere che ripercorrono le fasi della sua produzione artistica, dalla figurazione degli anni '30 fino all'informale. Le opere, molte mai esposte a Roma, provengono da collezioni private, gallerie, musei italiani e internazionali, tra cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, il MART di Rovereto, il Centre Pompidou, il Mathildenhohe Institut.
Come spiega G. Mercurio, tra i curatori della mostra, l'elemento caratterizzante della stessa è la circolarità, infatti si apre e si chiude con un'opera del 1948. Elemento centrale della ricerca dell'artista è invece il colore. Spiega Giovanni Granzotto, membro del Comitato Scientifico, " ciò che si vuole mettere a fuoco è la rivoluzione del colore, non il racconto, ma la presenza della forma come vita, come momento vitale". Il colore nelle opere di Afro è immediato, non è lo strumento per rappresentare, ma la realtà stessa. Lo stesso artista diceva "non voglio rappresentare ma trasferire" sulla tela.
L'esposizione è divisa in varie sezioni. La prima presenta gli esordi degli anni trenta e quaranta, i dipinti del periodo della Scuola Romana quando Afro si avvicina al Neocubismo, le opere con il "Gruppo degli Otto", i cosiddetti astratto-concreti riuniti dal critico Lionello Venturi nel 1952 (c'è tra l'altro un ritratto di Turcato, uno degli otto), molte opere degli anni cinquanta soprattutto quelle dell'esperienza statunitense che lo mette in contatto con l'Informale. La seconda sezione, intitolata "Omaggio a Roma" presenta le opere ispirate ai paesaggi capitolini: sono paesaggi in cui lottano vivacemente figurazione e astrazione, in lontananza si indovinano i Fori Romani o Piazza del Popolo, avvicinandosi i tratti perdono di compattezza e la pennellata è già astratta. La terza, intitolata "Afro a New York", è dedicata al periodo trascorso negli Stati Uniti, ricco di rapporti con alcuni dei più importanti espressionisti astratti americani.
Afro strinse una particolare amicizia con De Kooning, testimoniata dall'esposizione della fitta corrispondenza tra i due artisti e di due acquerelli del 1960 che De Kooning dedicò ad Afro: "Senza Titolo" e "Souvenir". C'è spazio anche per una ricca documentazione fotografica su momenti della vita di Afro, segnata dagli incontri con gli artisti italiani e americani protagonisti della pittura del dopoguerra. Gli scatti sono di Penn, Gendel, Newmann, Zannier, Buratti.
"Afro, il colore" dal Paesaggio all'Astrazione
Palazzo Venezia, Via del Plebiscito 118
Tutti i giorni, dalle 9 alle 19 Chiuso il lunedi
Biglietto intero: 8 Euro; ridotto: 6 Euro
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