Double-face. 7 Vizi per 7 Virtù
Double-face. 7 Vizi per 7 Virtù, Il Margutta RistorArte, Roma
Dal 18 December 2014 al 15 January 2015
Roma
Luogo: Il Margutta RistorArte
Indirizzo: via Margutta 118
Curatori: Francesca Barbi Marinetti
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 32650577
E-Mail info: info@ilmargutta.it
Sito ufficiale: http://www.ilmargutta.it
Sarà inaugurata giovedì 18 dicembre alle ore 19:00 presso gli spazi espositivi de Il Margutta RistorArte lamostra collettiva “Double-face. 7 Vizi per 7 Virtù” a cura di Francesca Barbi Marinetti e organizzata da Tina Vannini. Saranno quaranta gli artisti invitati ad esprimersi su quel confine instabile che passa tra Vizi e Virtù. La mostra sarà visitabile sino al 15 gennaio, ingresso libero.
Sulla differenza che corre tra consapevolezza etica e falso moralismo ci si interroga da che l’Uomo pensa. Per raccontarne lo stato attuale, l’arte di Andrea Ambrogio, Alessandra Amici, Giampaolo Atzeni, Francesco Bancheri, Lisa Barbera, Alessandro Baronio, Marina Bellini, Giorgio Bisanti, Alessio Bolognesi, Vito Bongiorno, Erica Briani, Brivido Pop, Alessandra Carloni, Daniele Carnovale, Cristiano Cascelli, Marco Colletti, Ferdinando Colloca, Daniele Contavalli, Gianpaolo Conti, Antonio Del Donno, Paola Delfino, Laura Della Gatta, Roberto di Costanzo, Fernando Di Nucci, Olympia Dotti, Marisa Falbo, Ornella Flora Curatolo, Ivan Fornari, Paola Grizi, Flavia Mantovan, Viviana Mauriello, Kristina Milakovic, Simone Mina, Stefano Mingione, Carlo Montesi, Pierino Pastore, Pietro Pierbò, Roberto Pinetta, Luca Sacchetti, Gerry Turano.
Neanche i sette vizi capitali sono più quelli di una volta. Una riflessione, e una provocazione, colta attraverso sensibilità e stili diversi con un vivace confronto e autoanalisi, connotato spesso da forti punte di ironia, su come i fondamenti storici della moralità si adeguino ai cambiamenti storici e di costume. È un invito a risvegliare il sentimento di Natale dai finti buonismi con una scossa di consapevolezza. “Tentazioni e corruzione non sono solo sui titoli dei giornali. Ognuno nel proprio angolo di vita può scegliere se essere nel bene o nel mene, se essere onesto o semplicemente vestire l’abito dell’apparentemente giusto. L’arte sa esprimere l’indicibile, sa svelare ciò che gli occhi insistono a non voler vedere” afferma la curatrice Francesca Barbi Marinetti.
“Vogliamo raccontare il Natale in maniera diversa, senza ipocrisie e falsità, che dica della società di oggi, causa ed effetto di un confine sempre meno netto tra bene e male – spiega Tina Vannini, organizzatrice dell’evento – La nostra mostra racconta un vizio e una virtù, fronte e retro di una opera realizzata appositamente per l’occasione da artisti e personaggi dello spettacolo. In questo caso anche la parte cattiva servirà a far del bene: il ricavato andrà interamente alla ONG Emergenza Sorrisi”.
Le opere d’arte, simili a medaglioni a due facce (double-face, come il concetto Vizio/Virtù), sono dipinte su entrambi i lati e allestite al posto delle decorazioni natalizie. Sulle pareti opinioni d’autore. Gli ovali sono una donazione degli artisti e oggetto d’asta: gli introiti saranno devoluti interamente alla ONG Emergenza Sorrisi, che da anni si prodiga nel curare i bambini affetti da palatoschisi e altre malattie invalidanti. Collegata alla mostra, durante il mese di gennaio, Il Margutta riproporrà la consueta Cena con Teatro la cui regia è affidata a Francesco Sala.
Sulla differenza che corre tra consapevolezza etica e falso moralismo ci si interroga da che l’Uomo pensa. Per raccontarne lo stato attuale, l’arte di Andrea Ambrogio, Alessandra Amici, Giampaolo Atzeni, Francesco Bancheri, Lisa Barbera, Alessandro Baronio, Marina Bellini, Giorgio Bisanti, Alessio Bolognesi, Vito Bongiorno, Erica Briani, Brivido Pop, Alessandra Carloni, Daniele Carnovale, Cristiano Cascelli, Marco Colletti, Ferdinando Colloca, Daniele Contavalli, Gianpaolo Conti, Antonio Del Donno, Paola Delfino, Laura Della Gatta, Roberto di Costanzo, Fernando Di Nucci, Olympia Dotti, Marisa Falbo, Ornella Flora Curatolo, Ivan Fornari, Paola Grizi, Flavia Mantovan, Viviana Mauriello, Kristina Milakovic, Simone Mina, Stefano Mingione, Carlo Montesi, Pierino Pastore, Pietro Pierbò, Roberto Pinetta, Luca Sacchetti, Gerry Turano.
Neanche i sette vizi capitali sono più quelli di una volta. Una riflessione, e una provocazione, colta attraverso sensibilità e stili diversi con un vivace confronto e autoanalisi, connotato spesso da forti punte di ironia, su come i fondamenti storici della moralità si adeguino ai cambiamenti storici e di costume. È un invito a risvegliare il sentimento di Natale dai finti buonismi con una scossa di consapevolezza. “Tentazioni e corruzione non sono solo sui titoli dei giornali. Ognuno nel proprio angolo di vita può scegliere se essere nel bene o nel mene, se essere onesto o semplicemente vestire l’abito dell’apparentemente giusto. L’arte sa esprimere l’indicibile, sa svelare ciò che gli occhi insistono a non voler vedere” afferma la curatrice Francesca Barbi Marinetti.
“Vogliamo raccontare il Natale in maniera diversa, senza ipocrisie e falsità, che dica della società di oggi, causa ed effetto di un confine sempre meno netto tra bene e male – spiega Tina Vannini, organizzatrice dell’evento – La nostra mostra racconta un vizio e una virtù, fronte e retro di una opera realizzata appositamente per l’occasione da artisti e personaggi dello spettacolo. In questo caso anche la parte cattiva servirà a far del bene: il ricavato andrà interamente alla ONG Emergenza Sorrisi”.
Le opere d’arte, simili a medaglioni a due facce (double-face, come il concetto Vizio/Virtù), sono dipinte su entrambi i lati e allestite al posto delle decorazioni natalizie. Sulle pareti opinioni d’autore. Gli ovali sono una donazione degli artisti e oggetto d’asta: gli introiti saranno devoluti interamente alla ONG Emergenza Sorrisi, che da anni si prodiga nel curare i bambini affetti da palatoschisi e altre malattie invalidanti. Collegata alla mostra, durante il mese di gennaio, Il Margutta riproporrà la consueta Cena con Teatro la cui regia è affidata a Francesco Sala.
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