Rewind: arte e musica unite nell'omaggio alla chitarra rock di Hendrix e Lennon
03/11/2012
Bologna - Immagini e suoni, mondo dell’arte e mondo della musica si riuniscono per una mostra curata da Luca Beatrice, "Rewind. 50 anni di Fender in Italia" che rende omaggio alla chitarra che è l'emblema stesso del rock, quella suonata da Jimi Hendrix a Woodstock e prediletta da George Harrison e John Lennon, da Curt Cobain dei Nirvana, John Frusciante, Frank Zappa fino ad arrivare a Mark Knopfler dei Dire Straits e Bruce Spreengsteen. L’estate scorsa la mitica Fender aveva debuttato in borsa, al New York Stock Exchange, ora è protagonista di questa mostra che la celebra anche per il suo inconfondibile design e come simbolo di uno stile di vita, proiettandola in primo piano sullo sfondo dell’ultimo mezzo secolo di cultura visiva e musicale.
Ventuno artisti internazionali sono stati chiamati a dare, nelle sale nelle sale del Museo Internazionale della Musica di Bologna, la loro personale interpretazione della Fender, ognuno col proprio stile e il proprio linguaggio, dalla pittura all’installazione, dalla street painting alla sound art.
Sottofondo sonoro sarà una microstoria della musica italiana che va dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri raccontata non in sequenza cronologica ma stilistica. In esposizione anche tanta fotografia con una serie di scatti di Guido Harari, Efrem Raimondi, Caterina Farassino e Paolo Proserpio, che comporranno una storia per immagini a partire da quel 1962 che segnò la prima apparizione della Fender in Italia.
N.S.
Ventuno artisti internazionali sono stati chiamati a dare, nelle sale nelle sale del Museo Internazionale della Musica di Bologna, la loro personale interpretazione della Fender, ognuno col proprio stile e il proprio linguaggio, dalla pittura all’installazione, dalla street painting alla sound art.
Sottofondo sonoro sarà una microstoria della musica italiana che va dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri raccontata non in sequenza cronologica ma stilistica. In esposizione anche tanta fotografia con una serie di scatti di Guido Harari, Efrem Raimondi, Caterina Farassino e Paolo Proserpio, che comporranno una storia per immagini a partire da quel 1962 che segnò la prima apparizione della Fender in Italia.
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