Logic Lane - Antonio Caronia
Dal 5 Giugno 2015 al 6 Giugno 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Accademia di Belle Arti di Brera
Indirizzo: via Brera 28
Telefono per informazioni: +39 02 86955252
E-Mail info: comunicazione@accademiadibrera.milano.it
Sito ufficiale: http://www.accademiadibrera.milano.it
I giorni 5 e 6 giugno 2015 si tengono a Milano presso l’Accademia di Brera due giornate di studi dedicate alla vita e al lavoro culturale di Antonio Caronia, matematico, letterato, saggista e mediattivista, destinate a riattualizzare il suo pensiero e i suoi temi di interesse per fornire a studenti, a ricercatori, alla comunità scientifica e, in generale, a chi abbia a cuore la performatività del pensiero critico, una serie di interventi accomunati dall’ambizione di fornire un’agenda di temi di riflessione che derivano dal periodo passato e si proiettano su quello a venire.
Il 30 gennaio 2015 sono trascorsi due anni dalla morte di Antonio Caronia, un autore che non ha lasciato un opus maius, che non occupava una cattedra prestigiosa dell’università italiana, che non pubblicava su riviste di prestigio accademico o semplicemente divulgative, che non aveva incarichi politici influenti. Tuttavia tutti coloro che lo hanno incontrato lo ricordano con affetto, una devozione misurata e tanta riconoscenza per la generosità di pensiero. Perché?
Perché il pensiero di Caronia era potente e articolato. Affondava le radici nel Ventesimo secolo per comprendere cosa, al termine di esso, stesse nascendo ed evolvendosi alla Deleuze: “non predire, ma essere attenti allo sconosciuto che bussa alla porta”. Aveva il rigore concettuale dell’accademico, a cui veniva abbinato il fervore pratico dell’attivista. Formava generazioni di studenti nei corsi triennali, specialistici e di dottorato delle accademie di belle arti, alla periferia dell’establishment culturale, punto di osservazione privilegiato per l’osservazione del cambiamento; traduceva e metteva in scena Ballard, e si occupava incessantemente di Dick; dava vigore alla scena artistico-mediale e hacker italiana, fornendo un contributo fondamentale alla strutturazione del loro piano concettuale; era in grado di convertire la teoria in prassi – che fosse prassi artistica, politica, educativa – e viceversa.
Le giornate di studi coinvolgono non solo studiosi e ricercatori, ma anche persone che a vario titolo hanno lavorato assieme ad Antonio e hanno voglia di proporre una riflessione che tenga conto anche di aspetti esistenziali e biografici.
(Amos Bianchi, Giovanni Leghissa)
Relatori:
Fabio Malagnini, Daniele Brolli, Giovanni Leghissa, Amos Bianchi, Domenico Gallo, Mauro Folci, Massimo Mazzone, Francesco Monico, Eleonora Fiorani, Franco Berardi, Simonetta Fadda, Loretta Borrelli, Francesca Alfano Miglietti, Giuliano Spagnul, Francesca Consonni, Tommaso Tozzi, Tatiana Bazzichelli, Alessandro Sansottera, Gabriela Galati, Massimo Canevacci, Maurizio Guerri, Giacomo Verde, Gabriele Perretta, Massimiliano Viel, Derrick De Kerckhove, Simone Guidi, Jaromil, Pier Luigi Capucci, Massimiliano Mazzotta, Patrizia Moschella, Massimiliano Guareschi, Paolo Atzori, Federica Timeto, Balsamo Chiara, Rinaldi Jacopo, Antonio Tursi.
Venerdì 5 ore 9,30 – 18
Sabato 6 ore 9 – 14
Comitato scientifico: Domenico Gallo, Mauro Folci, Francesco Monico, Giovanni Leghissa
Organizzazione: Amos Bianchi, Massimo Mazzone
Il 30 gennaio 2015 sono trascorsi due anni dalla morte di Antonio Caronia, un autore che non ha lasciato un opus maius, che non occupava una cattedra prestigiosa dell’università italiana, che non pubblicava su riviste di prestigio accademico o semplicemente divulgative, che non aveva incarichi politici influenti. Tuttavia tutti coloro che lo hanno incontrato lo ricordano con affetto, una devozione misurata e tanta riconoscenza per la generosità di pensiero. Perché?
Perché il pensiero di Caronia era potente e articolato. Affondava le radici nel Ventesimo secolo per comprendere cosa, al termine di esso, stesse nascendo ed evolvendosi alla Deleuze: “non predire, ma essere attenti allo sconosciuto che bussa alla porta”. Aveva il rigore concettuale dell’accademico, a cui veniva abbinato il fervore pratico dell’attivista. Formava generazioni di studenti nei corsi triennali, specialistici e di dottorato delle accademie di belle arti, alla periferia dell’establishment culturale, punto di osservazione privilegiato per l’osservazione del cambiamento; traduceva e metteva in scena Ballard, e si occupava incessantemente di Dick; dava vigore alla scena artistico-mediale e hacker italiana, fornendo un contributo fondamentale alla strutturazione del loro piano concettuale; era in grado di convertire la teoria in prassi – che fosse prassi artistica, politica, educativa – e viceversa.
Le giornate di studi coinvolgono non solo studiosi e ricercatori, ma anche persone che a vario titolo hanno lavorato assieme ad Antonio e hanno voglia di proporre una riflessione che tenga conto anche di aspetti esistenziali e biografici.
(Amos Bianchi, Giovanni Leghissa)
Relatori:
Fabio Malagnini, Daniele Brolli, Giovanni Leghissa, Amos Bianchi, Domenico Gallo, Mauro Folci, Massimo Mazzone, Francesco Monico, Eleonora Fiorani, Franco Berardi, Simonetta Fadda, Loretta Borrelli, Francesca Alfano Miglietti, Giuliano Spagnul, Francesca Consonni, Tommaso Tozzi, Tatiana Bazzichelli, Alessandro Sansottera, Gabriela Galati, Massimo Canevacci, Maurizio Guerri, Giacomo Verde, Gabriele Perretta, Massimiliano Viel, Derrick De Kerckhove, Simone Guidi, Jaromil, Pier Luigi Capucci, Massimiliano Mazzotta, Patrizia Moschella, Massimiliano Guareschi, Paolo Atzori, Federica Timeto, Balsamo Chiara, Rinaldi Jacopo, Antonio Tursi.
Venerdì 5 ore 9,30 – 18
Sabato 6 ore 9 – 14
Comitato scientifico: Domenico Gallo, Mauro Folci, Francesco Monico, Giovanni Leghissa
Organizzazione: Amos Bianchi, Massimo Mazzone
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