Luigi Cervone. Klero Prometeico
Luigi Cervone, Klero Prometeico, Trittico, 2016, Olio e corda su tela, 140 x 80 cm
Dal 3 Dicembre 2016 al 18 Dicembre 2016
Luogo: ART G.A.P. Gallery
Indirizzo: via di San Francesco a Ripa 105/a
Orari: Dalla Domenica al Giovedì: 15:30 / 19:30 - Venerdì e Sabato: 15:30 / 21:30
Curatori: Cecilia Paolini
Enti promotori:
- ART G.A.P. Gallery
Costo del biglietto: GRATUITO
Telefono per prevendita: 069360201
Telefono per informazioni: 069360201
E-Mail info: eventi@artgap.it
Sito ufficiale: http://www.artgap.it
«Se l'uomo trovasse il coraggio di liberarsi dei vincoli imposti sul suo pensiero, riscoprirebbe un paio d'ali in luogo di mille catene», scrive Luigi Cervone commentando la sua opera Klero Prometeico, dalla quale tutta la mostra prende il nome.
Il mito del Titano Prometeo che donò il fuoco all’umanità, strumento fondamentale per il progresso della civiltà, rubandolo al dio Zeus, risulta attuale più che mai e Luigi Cervone lo mette in mostra, facendoci quasi avvertire sulla pelle la punizione del Dio greco che venne legato «con inestricabili lacci e con legami dolorosi» e condannato ad un immortale tormento.
Il mito narra che Epimeteo, fratello del Dio, chiamato a distribuire le facoltà naturali a tutti gli esseri viventi, si dimenticò proprio dell’uomo, unico essere dotato di ragione, e Prometeo, vedendo l’uomo nudo, scalzo, privo di giaciglio e di armi per la sopravvivenza, decise di rubare la scienza del fuoco di Efesto e la perizia tecnica di Atena, donandogliele di nascosto tradendo gli Dei.
Da questo preziosissimo dono derivò all’uomo abbondanza di risorse per la vita, ma la pena del furto colpì Prometeo, e di riflesso l’uomo divenne partecipe della sorte divina, ed unico fra gli esseri viventi ad avere fede, innalzando altari e statue in onore di quegli Dei che condannarono il suo Salvatore.
Prometeo, l’eroe benefattore dell’umanità, viene preso ad esempio da Luigi Cervone come simbolo di ribellione alle autorità e alle imposizioni, e di coraggio nei confronti di una falsa ideologia da cui l’uomo deve necessariamente sciogliersi per rendersi pienamente libero.
Il tratto netto e controllato nelle linee dei corpi dipinti dall’artista, rende perfettamente l’esplosione della forza che l’uomo esercita per liberarsi e sciogliersi dalla tela che sembra imprigionarlo. Il simbolo del fuoco, comune in tutte le opere, ci ricorda il grande dono del libero arbitrio, come piena consapevolezza e presa di coscienza di se stessi, come risveglio; e la possibilità della salvezza grazie all’altro grande dono che è il sentimento, che ci rende in grado di donarci incessantemente l’uno con l’altro e di non abbandonarci mai alla solitudine, concetto magistralmente espresso dall’artista nella scultura "La sola Anima".
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