Il trittico di Spinello Aretino. Il racconto di un restauro

Spinello Aretino, Trittico della Madonna in trono e santi, 1391, courtesy © Galleria dell'Accademia, Firenze

 

Dal 23 February 2026 al 10 May 2026

Firenze

Luogo: Galleria dell'Accademia

Indirizzo: Via Ricasoli, 58/60, 50129 Firenze

Orari: Mar - Dom 8.15 - 18.50 | Lunedì chiuso

Costo del biglietto: € 24 | € 6

Telefono per informazioni: +39 055 0987100

E-Mail info: ga-afi.info@cultura.gov.it

Sito ufficiale: http://https://www.galleriaaccademiafirenze.it


Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello presentano il restauro del trittico di Spinello Aretino Madonna con Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo, Giovanni Battista, Andrea, Matteo, e i Profeti Geremia e Mosè. L’opera torna a splendere alla Galleria dell’Accademia di Firenze dopo un importante intervento avviato nel 2024 ed è oggi al centro di un’esposizione dedicata, visitabile dal 24 febbraio all’10 maggio 2026.

L’allestimento creato per il ritorno nelle sale della Galleria dell’Accademia del trittico di Spinello Aretino – sottolinea il Direttore Generale Andreina Contessa – nasce dall’idea di valorizzare non solo la qualità straordinaria dell’opera e la sua importanza nell’evoluzione della pittura toscana a cavallo tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, ma soprattutto di mettere in luce il lavoro invisibile che si svolge quotidianamente dietro le quinte di un museo e che vogliamo condividere con il pubblico.

Un lavoro fatto di collaborazione e di studio, finalizzato alla cura del patrimonio delle nostre collezioni, che rappresenta uno degli obiettivi che mi sono posta alla guida di questa nuova istituzione museale. Con questa esposizione, che documenta le varie fasi dell’intervento di restauro, vogliamo coinvolgere sempre di più i visitatori, cercando di sensibilizzare verso un turismo più consapevole.

L’esposizione dedicata al restauro del trittico di Spinello Aretino – a cura delle funzionarie della Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello, Elvira Altiero, storica dell’arte, ed Eleonora Pucci, restauratrice – è corredata da un video che racconta la storia conservativa del dipinto e le diverse fasi dell’intervento, con il supporto di testi e immagini di approfondimento. Il progetto di allestimento è a cura degli architetti Claudia Gerola, Barbara Francalanci e Roberto Lembo. Il restauro è stato eseguito da Andrea e Lucia Dori, l’intervento sul supporto ligneo si deve a Roberto Buda, le indagini sono state realizzate da Ottaviano Caruso; tutte le operazioni si sono svolte sotto la direzione di Elvira Altiero ed Eleonora Pucci.

Spinello di Luca, noto come Spinello Aretino in quanto originario di Arezzo, fu tra i protagonisti della pittura toscana tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento. Realizzò tavole d’altare e importanti cicli di affreschi, contribuendo al rinnovamento del linguaggio figurativo del suo tempo.

Il trittico, un dipinto su tavola a fondo oro, firmato e datato 1391, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca: i santi raffigurati nei pannelli laterali rendono omaggio a sant’Andrea, titolare della chiesa, e ai nomi del donatore e dei suoi fratelli. Fu realizzato da Spinello in un periodo di frequenti spostamenti dell’artista tra le città di Lucca, Pisa e Firenze e costituisce un punto fermo per la ricostruzione della carriera del pittore.

Nel 1850 il trittico di Spinello Aretino rischiò di essere esportato all’estero a seguito di una vendita illecita, vendita bloccata tempestivamente dal governo toscano che ne sancì la definitiva assegnazione alla Galleria dell’Accademia di Firenze.

Prima dell’attuale intervento, il dipinto presentava un aspetto profondamente alterato a causa delle molteplici vicissitudini attraversate nel corso dei secoli. Depositi superficiali, stuccature debordanti e degradate, mancanze, fenditure del supporto ligneo, strati di vernice e colle ossidate, estese ridipinture interferivano pesantemente sulla sua leggibilità.

Le indagini diagnostiche preliminari hanno consentito di distinguere gli interventi successivi dalle parti originali, individuare il disegno preparatorio e ottenere informazioni sui materiali e sui pigmenti impiegati dall’artista.

Il restauro ha avuto come obiettivo il recupero delle parti originali e il ripristino dell’equilibrio e della continuità visiva del trittico, migliorando la percezione estetica e la fruizione dell’opera, nel rispetto dei principi di reversibilità e riconoscibilità dell’intervento, con integrazioni riconoscibili da vicino, ma discrete nella visione d’insieme.

La fase più importante e delicata è stata quella della pulitura. Le operazioni si sono svolte in maniera graduale, decidendo via via il livello ottimale, affrontando prima la pulitura superficiale dalle polveri e particellato, proseguendo con la solubilizzazione delle colle e delle vernici. La rimozione delle ridipinture alterate, che compromettevano fortemente la leggibilità dell’opera ha permesso di riscoprire il blu originale del manto della Madonna, a base di azzurrite e oltremare naturale.

Il lavoro sul supporto ligneo è consistito nell’asportazione delle vecchie traverse frutto di un restauro precedente, nell’allineamento delle assi e nell’applicazione su ciascun pannello di nuove traverse in legno di castagno, ancorate con meccanismi elastici tramite delle molle coniche.

L’intervento ha restituito piena brillantezza alle cromie, riportando in evidenza i delicati passaggi di luce, il ritmo elegante dei panneggi e la resa degli incarnati, modellati con sottili pennellate di carattere grafico. Ne emerge con rinnovata chiarezza l’elevata qualità dell’opera, testimonianza preziosa dell’attività di Spinello Aretino a Lucca.

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