Antonio Scordia. Un omaggio
© Archivio Scordia | Antonio Scordia, Estate barocca, 1967. Olio su tela, 155x195 cm. I Ph. Paolo Scordia
Dal 6 Febbraio 2026 al 9 Marzo 2026
Luogo: Mucciaccia Gallery p
Indirizzo: Via Laurina 31
Orari: dal lunedì al venerdì 10.30 – 19.00, sabato 11.00 – 19.00, domenica chiuso
Curatori: Giovanna Caterina de Feo
Telefono per informazioni: +39 06 7978 3647
E-Mail info: roma@mucciaccia.com
Sito ufficiale: http://www.mucciaccia.com
Dal 7 febbraio al 9 marzo 2026 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma, in via Laurina 31, la mostra Antonio Scordia. Un omaggio, a cura di Giovanna Caterina de Feo, curatrice anche della mostra dedicata a Scordia in corso fino al 29 marzo al Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia a Roma.
Le 21 opere esposte, distribuite sui due piani della galleria, raccontano la parabola artistica di Antonio Scordia (1918–1988), figura centrale ma oggi poco conosciuta della pittura italiana del secondo Novecento.
Nato in Argentina da famiglia italiana e formatosi a Roma, città che scelse come luogo definitivo di vita e lavoro, Scordia sviluppò una ricerca coerente e autonoma, attraversando il figurativo e l’astrazione senza mai perdere il legame con l’esperienza concreta dell’esistere.
La sua pittura nasce dall’osservazione della realtà quotidiana, ma non si limita a rappresentarla: la trasforma in spazio interiore, in immagine mentale e poetica. Il passaggio progressivo dalla figura alla forma astratta non è una rottura, ma una continuità: per Scordia il reale resta sempre il punto di partenza, filtrato dalla memoria, dall’immaginazione e dal sentimento.
Al centro della sua poetica, alcuni temi costanti come il rapporto tra visibile e invisibile, tra mondo esterno e vita interiore; l’idea che il “privato” possa farsi universale e sociale; la fiducia nell’immaginazione come strumento di conoscenza; l’importanza della forma e della chiarezza del linguaggio pittorico.
Le sue opere, spesso caratterizzate da campiture di colore luminoso e da forme sospese, evocano spazi profondi e silenziosi, in equilibrio tra riconoscibilità e astrazione. Una pittura lirica e meditativa, che riflette sulla condizione umana senza ricorrere al racconto, ma attraverso il ritmo delle forme e dei colori.
La mostra intende restituire l’essenza della ricerca di Scordia: quella di un artista che ha attraversato le principali trasformazioni dell’arte del suo tempo mantenendo uno sguardo personale, discreto e rigoroso, e che ha fatto della pittura un modo per indagare, con misura e libertà, quelli che egli stesso definiva i “segni dell’esistere”.
Le 21 opere esposte, distribuite sui due piani della galleria, raccontano la parabola artistica di Antonio Scordia (1918–1988), figura centrale ma oggi poco conosciuta della pittura italiana del secondo Novecento.
Nato in Argentina da famiglia italiana e formatosi a Roma, città che scelse come luogo definitivo di vita e lavoro, Scordia sviluppò una ricerca coerente e autonoma, attraversando il figurativo e l’astrazione senza mai perdere il legame con l’esperienza concreta dell’esistere.
La sua pittura nasce dall’osservazione della realtà quotidiana, ma non si limita a rappresentarla: la trasforma in spazio interiore, in immagine mentale e poetica. Il passaggio progressivo dalla figura alla forma astratta non è una rottura, ma una continuità: per Scordia il reale resta sempre il punto di partenza, filtrato dalla memoria, dall’immaginazione e dal sentimento.
Al centro della sua poetica, alcuni temi costanti come il rapporto tra visibile e invisibile, tra mondo esterno e vita interiore; l’idea che il “privato” possa farsi universale e sociale; la fiducia nell’immaginazione come strumento di conoscenza; l’importanza della forma e della chiarezza del linguaggio pittorico.
Le sue opere, spesso caratterizzate da campiture di colore luminoso e da forme sospese, evocano spazi profondi e silenziosi, in equilibrio tra riconoscibilità e astrazione. Una pittura lirica e meditativa, che riflette sulla condizione umana senza ricorrere al racconto, ma attraverso il ritmo delle forme e dei colori.
La mostra intende restituire l’essenza della ricerca di Scordia: quella di un artista che ha attraversato le principali trasformazioni dell’arte del suo tempo mantenendo uno sguardo personale, discreto e rigoroso, e che ha fatto della pittura un modo per indagare, con misura e libertà, quelli che egli stesso definiva i “segni dell’esistere”.
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