Tre dipinti dell’Archivio di Stato di Bologna. Presentazione dell’intervento di restauro
Giuseppe Varotti, Madonna Assunta
Dal 5 Ottobre 2014 al 5 Ottobre 2014
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Archivio di Stato di Bologna
Indirizzo: piazza de' Celestini 4
Orari: h 17
Enti promotori:
- Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo
Telefono per informazioni: +39 051 223891 051 239590
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.archiviodistatobologna.it
Domenica 5 ottobre alle ore 17, in occasione della Domenica di carta – La voce della storia, giornata di apertura straordinaria degli archivi e delle biblioteche promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, all’Archivio di Stato di Bologna verranno presentati tre pregevoli dipinti restaurati nell’ambito del progetto “Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche” della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Interverranno
Marco Cammelli, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Angelo Mazza, coordinatore del progetto “Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche” della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Emanuela Fiori, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici di Bologna Ferrara Forlì-Cesena Ravenna e Rimini
Manuela Mattioli, restauratrice
Massimo Giansante, Archivio di Stato di Bologna
I tre dipinti, di proprietà dell’Archivio di Stato risultano registrati nell’inventario dei beni patrimoniali dell’Istituto. Si può supporre che essi siano arrivati in seguito alle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, ma la loro provenienza non è ancora certa.
I dipinti erano conservati in parte negli uffici e in parte nei depositi dell’Istituto e fino ad oggi non erano mai stati esposti al pubblico. Ora, al termine del restauro, saranno collocati in sala di studio e saranno così visibili a tutti.
I dipinti raffiguranti la Madonna Assunta e San Giovanni Nepomuceno sono stati attribuiti al pittore bolognese Giuseppe Varotti (1715 – 1780). Il terzo, raffigurante San Petronio, pur essendo di pregevole fattura, non è ancora stato attribuito.
Sarà proprio su quest’ultimo che si soffermerà l’attenzione del dott. Massimo Giansante, archivista di Stato, in occasione del suo intervento domenica 5 ottobre.
Il dott. Massimo Giansante ci spiegherà come questa immagine, molto rara nel contesto dell'iconografia petroniana, accosti un elemento storico, la figura di san Petronio, ed uno totalmente falso, il privilegio teodosiano, il che autorizza la sua esposizione nel luogo deputato allo studio scientifico dei documenti. Racconterà quindi brevemente la storia del privilegio, del suo inserimento nella memoria ufficiale della città e della sua fortuna critica, arrivando alla demolizione definitiva di Muratori. Il tutto per dimostrare che al momento di realizzare l'immagine il nostro ignoto pittore lo faceva con l'assoluta certezza di proporre al suo pubblico un falso, che nel Settecento tale era considerato anche dai più devoti cultori del santo patrono.
Il 5 ottobre, presso l’Archivio di Stato di Bologna sarà inoltre possibile visitare la mostra “Un affascinante labirinto. Storia per immagini dell’Archivio di Stato di Bologna”, allestita nell’atrio della sala di studio.
La mostra racconta, attraverso documenti e immagini, i 140 anni di vita dell’Istituto, con una particolare attenzione per le persone che ne hanno fatto e ne fanno a vario titolo parte: direttori, archivisti, assistenti, fotografi e restauratori, ma anche ricercatori e studiosi.
Interverranno
Marco Cammelli, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Angelo Mazza, coordinatore del progetto “Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche” della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Emanuela Fiori, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici di Bologna Ferrara Forlì-Cesena Ravenna e Rimini
Manuela Mattioli, restauratrice
Massimo Giansante, Archivio di Stato di Bologna
I tre dipinti, di proprietà dell’Archivio di Stato risultano registrati nell’inventario dei beni patrimoniali dell’Istituto. Si può supporre che essi siano arrivati in seguito alle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, ma la loro provenienza non è ancora certa.
I dipinti erano conservati in parte negli uffici e in parte nei depositi dell’Istituto e fino ad oggi non erano mai stati esposti al pubblico. Ora, al termine del restauro, saranno collocati in sala di studio e saranno così visibili a tutti.
I dipinti raffiguranti la Madonna Assunta e San Giovanni Nepomuceno sono stati attribuiti al pittore bolognese Giuseppe Varotti (1715 – 1780). Il terzo, raffigurante San Petronio, pur essendo di pregevole fattura, non è ancora stato attribuito.
Sarà proprio su quest’ultimo che si soffermerà l’attenzione del dott. Massimo Giansante, archivista di Stato, in occasione del suo intervento domenica 5 ottobre.
Il dott. Massimo Giansante ci spiegherà come questa immagine, molto rara nel contesto dell'iconografia petroniana, accosti un elemento storico, la figura di san Petronio, ed uno totalmente falso, il privilegio teodosiano, il che autorizza la sua esposizione nel luogo deputato allo studio scientifico dei documenti. Racconterà quindi brevemente la storia del privilegio, del suo inserimento nella memoria ufficiale della città e della sua fortuna critica, arrivando alla demolizione definitiva di Muratori. Il tutto per dimostrare che al momento di realizzare l'immagine il nostro ignoto pittore lo faceva con l'assoluta certezza di proporre al suo pubblico un falso, che nel Settecento tale era considerato anche dai più devoti cultori del santo patrono.
Il 5 ottobre, presso l’Archivio di Stato di Bologna sarà inoltre possibile visitare la mostra “Un affascinante labirinto. Storia per immagini dell’Archivio di Stato di Bologna”, allestita nell’atrio della sala di studio.
La mostra racconta, attraverso documenti e immagini, i 140 anni di vita dell’Istituto, con una particolare attenzione per le persone che ne hanno fatto e ne fanno a vario titolo parte: direttori, archivisti, assistenti, fotografi e restauratori, ma anche ricercatori e studiosi.
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