Reality show
Reality show, Galleria Tiziana Di Caro, Salerno
Dal 29 Settembre 2012 al 7 Dicembre 2012
Salerno | Visualizza tutte le mostre a Salerno
Luogo: Galleria Tiziana Di Caro
Indirizzo: via delle Botteghelle 55
Orari: da martedì a sabato 15-20 e su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 089 9953141
E-Mail info: info@tizianadicaro.it
Sito ufficiale: http://www.tizianadicaro.it
Il progetto è stato pensato ed elaborato da Stanislao di Giugno e raccoglie opere di Bhakti Baxter, Raphael Danke, Stanislao di Giugno, Gabriel Hartley, Philipp Lachenmann, Nicola Pecoraro, Alfredo Pirri, Belén Rodríguez González, Caterina Silva, Ignacio Uriarte. Di ognuno di essi è stato scelto un lavoro che ha uno specifico legame con la realtà, la vera protagonista della mostra. Come osserva di Giugno, “Qualsiasi sia il punto di partenza degli artisti, l'idea è sempre di utilizzare materiali facilmente reperibili nella vita di tutti i giorni, in modo da attuare un détournement della realtà. La scelta degli artisti è assolutamente personale; non pretende di essere esaustiva e non indica una tendenza generalizzata, ma si concentra su un gruppo di lavori selezionati sulla base di un gusto personale e soggettivo”.
Il titolo “Reality Show” è preso in prestito dal linguaggio televisivo, ed è da intendersi nel suo significato letterale: una mostra strettamente connessa al mondo che ci circonda, che è oggetto di un'analisi fenomenologica, attraverso un metodo puramente descrittivo, ma non scientifico. Nei lavori selezionati si recepisce “ … una volontà di stravolgere i dati così come ci vengono sottoposti che trovo eccezionale, una volontà sicura di non voler accettare niente che sia considerato consueto e acquisito. Questo è un atteggiamento politico che non declama, che non sciocca, ma silenziosamente insinua un tarlo nella società forse più difficile da estirpare ...” [ S.d.G.]
Le opere presentate sono eterogenee: fotografie, sculture, collage, dipinti e anche i punti di vista con cui esse sono trattate sono differenti. Bhakti Baxter (Miami - USA, 1979) realizza una costruzione determinata da codici geometrici, che disorientano lo spettatore, trascinandolo in una dimensione al confine tra realtà e astrazione. Raphael Danke (Aachen – DE, 1972) analizza il limite, apparentemente invalicabile, tra la manifestazione del quotidiano e la relativa dimensione intangibile. Gabriel Hartley (Londra, UK, 1981) altera la dimensione spaziale, creando un cortocircuito tra la natura e l'artificio, mentre Philipp Lachenmann (Monaco – DE, 1963) esplora empiricamente la quotidianità, al fine di sondare il senso delle immagini in relazione al loro significato simbolico. Nicola Pecoraro (Roma – IT, 1978) trasforma la fisionomia dell'oggetto, generando una trasmutazione del suo stesso significato.
Alessandro Piangiamore (Enna – It, 1976) accosta un corallo ad una cartolina. Un oggetto è utilizzato a completamento di un paesaggio in un preciso equilibro tra natura ed artificio .
Belén Rodríguez González (Valladolid – ES, 1981) raccoglie frammenti di palstica colorata dalle spiaggedalle spiagge oggetti. Questi divengono soggetti di opere, immagini astratte ottenute attraverso un procedimento di scansione e stampa, in una forma di catalogazione al contempo insolita e scientifica. Caterina Silva (Roma – IT, 1983) osserva il mondo e lo riscrive attraverso una gestualità poetica e apparentemente accidentale. Ignacio Uriarte (Krefeld – DE, 1972) attua una variazione di significato utilizzando oggetti presi direttamente dalla realtà di tutti i giorni e ne cambia il significato. Stanislao di Giugno (Roma – IT, 1969) costruisce un impianto atto a distruggere alcuni dei simboli universalmente riconoscibili, appartenenti alla nostra cultura e alla nostra civiltà.
La sintesi del contenuto e delle motivazioni sviluppate dagli artisti in relazione all'idea proposta da Stanislao di Giugno è ben argomentata da Alfredo Pirri, anch'egli invitato a contribuire al progetto: “L'arte è il motore di cambiamento della realtà. Sono per un'arte che da una parte evapora dalle cose e dall'altra riprecipita sulla terra come una fonte battesimale”.
Si ringraziano gli artisti e Norma Mangione Gallery, Torino, Federica Schiavo Gallery, Roma, Galleria S.A.L.E.S., Roma, Furini Arte Contemporanea, Roma, Galleria Gentili, Prato, Giacomo Guidi Arte Contemporanea, Roma, Magazzino d'Arte Contemporanea, Roma.
Il titolo “Reality Show” è preso in prestito dal linguaggio televisivo, ed è da intendersi nel suo significato letterale: una mostra strettamente connessa al mondo che ci circonda, che è oggetto di un'analisi fenomenologica, attraverso un metodo puramente descrittivo, ma non scientifico. Nei lavori selezionati si recepisce “ … una volontà di stravolgere i dati così come ci vengono sottoposti che trovo eccezionale, una volontà sicura di non voler accettare niente che sia considerato consueto e acquisito. Questo è un atteggiamento politico che non declama, che non sciocca, ma silenziosamente insinua un tarlo nella società forse più difficile da estirpare ...” [ S.d.G.]
Le opere presentate sono eterogenee: fotografie, sculture, collage, dipinti e anche i punti di vista con cui esse sono trattate sono differenti. Bhakti Baxter (Miami - USA, 1979) realizza una costruzione determinata da codici geometrici, che disorientano lo spettatore, trascinandolo in una dimensione al confine tra realtà e astrazione. Raphael Danke (Aachen – DE, 1972) analizza il limite, apparentemente invalicabile, tra la manifestazione del quotidiano e la relativa dimensione intangibile. Gabriel Hartley (Londra, UK, 1981) altera la dimensione spaziale, creando un cortocircuito tra la natura e l'artificio, mentre Philipp Lachenmann (Monaco – DE, 1963) esplora empiricamente la quotidianità, al fine di sondare il senso delle immagini in relazione al loro significato simbolico. Nicola Pecoraro (Roma – IT, 1978) trasforma la fisionomia dell'oggetto, generando una trasmutazione del suo stesso significato.
Alessandro Piangiamore (Enna – It, 1976) accosta un corallo ad una cartolina. Un oggetto è utilizzato a completamento di un paesaggio in un preciso equilibro tra natura ed artificio .
Belén Rodríguez González (Valladolid – ES, 1981) raccoglie frammenti di palstica colorata dalle spiaggedalle spiagge oggetti. Questi divengono soggetti di opere, immagini astratte ottenute attraverso un procedimento di scansione e stampa, in una forma di catalogazione al contempo insolita e scientifica. Caterina Silva (Roma – IT, 1983) osserva il mondo e lo riscrive attraverso una gestualità poetica e apparentemente accidentale. Ignacio Uriarte (Krefeld – DE, 1972) attua una variazione di significato utilizzando oggetti presi direttamente dalla realtà di tutti i giorni e ne cambia il significato. Stanislao di Giugno (Roma – IT, 1969) costruisce un impianto atto a distruggere alcuni dei simboli universalmente riconoscibili, appartenenti alla nostra cultura e alla nostra civiltà.
La sintesi del contenuto e delle motivazioni sviluppate dagli artisti in relazione all'idea proposta da Stanislao di Giugno è ben argomentata da Alfredo Pirri, anch'egli invitato a contribuire al progetto: “L'arte è il motore di cambiamento della realtà. Sono per un'arte che da una parte evapora dalle cose e dall'altra riprecipita sulla terra come una fonte battesimale”.
Si ringraziano gli artisti e Norma Mangione Gallery, Torino, Federica Schiavo Gallery, Roma, Galleria S.A.L.E.S., Roma, Furini Arte Contemporanea, Roma, Galleria Gentili, Prato, Giacomo Guidi Arte Contemporanea, Roma, Magazzino d'Arte Contemporanea, Roma.
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