A Palazzo Falconieri dal 21 settembre al 19 novembre
Robert Capa in arrivo a Roma
Robert Capa, Soldato che cammina attraverso il campo in missione di ricognizione, vicino Troina, Sicilia, 4-5 agosto 1943
Samantha De Martin
11/09/2023
Roma - Henri Cartier-Bresson lo considerava uno degli “avventurieri etici”.
Ed in effetti l’empatia e l’umanità, il talento incandescente hanno caratterizzato tutte le attività di Robert Capa.
Una mostra, dal titolo Robert Capa, il fotorepoter, alla Galleria dell'Accademia d'Ungheria, a Roma, presso Palazzo Falconieri, dal 21 settembre al 19 novembre ricorda il celebre poeta dell’obiettivo a 110 anni dalla nascita.
Robert Capa, Pablo Picasso con Françoise Gilot e suo nipote Javier Vilato, sulla spiaggia, Golfe-Juan, Vallauris, Francia
Il percorso, a ingresso libero, organizzato in collaborazione con il Robert Capa Contemprary Photography Center di Budapest, rende omaggio all’uomo che conobbe cinque campi di battaglia e che diede nuova definizione alla metodologia della fotografia di guerra. Grazie alle fotografie acquistate nel 2008, il Robert Capa Contemprary Photography Center di Budapest è diventato uno dei centri di riferimento del patrimonio Capa insieme ai centri di New York e di Tokyo.
La serie intitolata Raccolta Master III (Master’s Set III) che documenta la vita del fotoreporter comprende 937 ingrandimenti realizzati negli anni Novanta. Queste fotografie sono state selezionate da Cornell Capa (fratello minore di Robert Capa) e dallo storico della fotografia Richard Whelan (monografista di Robert Capa) tra il 1990 e il 1992 tra quasi 70mila negativi lasciati da Capa.
La fama mondiale era arrivata con uno scatto realizzato durante la guerra civile spagnola, intitolato Morte di un miliziano lealista, fronte di Córdoba, Spagna nel 1936, periodo tra i più drammatici della sua esistenza, segnato dalla tragica perdita della compagna, la collega di origini polacche Gerda Taro. La foto del soldato, con addosso una camicia bianca, ripreso da Capa nell'attimo in cui appare colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti fu pubblicata per la prima volta sulla rivista francese Vu il 23 settembre del 1936, poi su Regards il mese successivo. Ma solo quando apparve su Life l'immagine - tra l’altro al centro di una lunga diatriba in merito alla presunta non autenticità - si diffuse in tutto il mondo.
Durante le battaglie e in momenti di vita quotidiana, da osservatore partecipe e infinitamente empatico, Capa immortalò soldati e partigiani. Scattava le fotografie da molto vicino. “Se le tue foto non sono abbastanza buone, non eri abbastanza vicino” scriveva.

Robert Capa, Morte di un miliziano lealista vicino a Espejo, fronte di Córdoba, Spagna, all'inizio di settembre 1936
L'esposizione a Palazzo Falconieri presenta 75 immagini della sua vita, dalla foto che cattura la conferenza di Trockij (una delle sue prime commissioni) a quella scattata durante la guerra d’Indocina. Gli scatti in mostra sono stati selezionati dalla collezione ungherese Robert Capa Master Collection, conservata nel Centro di Fotografia Contemporanea Robert Capa di Budapest.
La mostra si potrà visitare da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 19.30, sabato e domenica dalle 11 alle 19.30.
Ed in effetti l’empatia e l’umanità, il talento incandescente hanno caratterizzato tutte le attività di Robert Capa.
Una mostra, dal titolo Robert Capa, il fotorepoter, alla Galleria dell'Accademia d'Ungheria, a Roma, presso Palazzo Falconieri, dal 21 settembre al 19 novembre ricorda il celebre poeta dell’obiettivo a 110 anni dalla nascita.
Robert Capa, Pablo Picasso con Françoise Gilot e suo nipote Javier Vilato, sulla spiaggia, Golfe-Juan, Vallauris, Francia
Il percorso, a ingresso libero, organizzato in collaborazione con il Robert Capa Contemprary Photography Center di Budapest, rende omaggio all’uomo che conobbe cinque campi di battaglia e che diede nuova definizione alla metodologia della fotografia di guerra. Grazie alle fotografie acquistate nel 2008, il Robert Capa Contemprary Photography Center di Budapest è diventato uno dei centri di riferimento del patrimonio Capa insieme ai centri di New York e di Tokyo.
La serie intitolata Raccolta Master III (Master’s Set III) che documenta la vita del fotoreporter comprende 937 ingrandimenti realizzati negli anni Novanta. Queste fotografie sono state selezionate da Cornell Capa (fratello minore di Robert Capa) e dallo storico della fotografia Richard Whelan (monografista di Robert Capa) tra il 1990 e il 1992 tra quasi 70mila negativi lasciati da Capa.
La fama mondiale era arrivata con uno scatto realizzato durante la guerra civile spagnola, intitolato Morte di un miliziano lealista, fronte di Córdoba, Spagna nel 1936, periodo tra i più drammatici della sua esistenza, segnato dalla tragica perdita della compagna, la collega di origini polacche Gerda Taro. La foto del soldato, con addosso una camicia bianca, ripreso da Capa nell'attimo in cui appare colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti fu pubblicata per la prima volta sulla rivista francese Vu il 23 settembre del 1936, poi su Regards il mese successivo. Ma solo quando apparve su Life l'immagine - tra l’altro al centro di una lunga diatriba in merito alla presunta non autenticità - si diffuse in tutto il mondo.
Durante le battaglie e in momenti di vita quotidiana, da osservatore partecipe e infinitamente empatico, Capa immortalò soldati e partigiani. Scattava le fotografie da molto vicino. “Se le tue foto non sono abbastanza buone, non eri abbastanza vicino” scriveva.

Robert Capa, Morte di un miliziano lealista vicino a Espejo, fronte di Córdoba, Spagna, all'inizio di settembre 1936
L'esposizione a Palazzo Falconieri presenta 75 immagini della sua vita, dalla foto che cattura la conferenza di Trockij (una delle sue prime commissioni) a quella scattata durante la guerra d’Indocina. Gli scatti in mostra sono stati selezionati dalla collezione ungherese Robert Capa Master Collection, conservata nel Centro di Fotografia Contemporanea Robert Capa di Budapest.
La mostra si potrà visitare da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 19.30, sabato e domenica dalle 11 alle 19.30.
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