Marc Asnin. Uncle Charlie
© Marc Asnin | Marc Asnin, Il crollo della borsa, l’attacco nucleare su Hiroshima, ma al 23 di via Troutman, si stava peggio
Dal 17 Ottobre 2014 al 26 Ottobre 2014
Luogo: Ex Chiesa dell’Angelo
Indirizzo: via Fanfulla 22
Orari: venerdì 17e 24 ottobre, ore 16,00-20,00 sabato e domenica 18, 19, 25 e 26 ottobre, ore 9,30-20
Costo del biglietto: intero € 7, scuole € 5
E-Mail info: info@festivaldellafotografiaetica.it
Sito ufficiale: http://www.festivaldellafotografiaetica.it
“La gente spesso mi chiede che cosa sia Uncle Charlie. Dopo trent’anni, si potrebbe pensare di poterlo riassumere facilmente. Ma questo libro è la vita, l’incomprensibile, cruda vita; la vita di un uomo, quella di mio zio, e nella vita non ci sono risposte facili o sintetiche. Si parla di sogni infranti, di delusioni, e dell’elasticità necessaria per trovare comunque schegge di felicità“.
Con queste parole Marc Asnin introduce Uncle Charlie (W. Eugene Smith Grant nel 1993), il lavoro sul fratello di sua madre, cui ha dedicato trent’anni e sul quale sono incentrate il libro e l’omonima mostra che viene presentata nell’ambito della V edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi.
Dopo una vita tormentata da un matrimonio con una donna alcolizzata e diabetica, cinque figli, un divorzio, una nuova relazione con un’altra donna dipendente dal crack e infine la perdita del lavoro, Marc Asnin, allora giovane fotografo, inizia a fotografare lo zio Charles. Un uomo che è difficile dire se sia ormai in preda alla pazzia o se sia solo stato segnato profondamente dalla vita, ma che di sicuro ha ormai perso la voglia di vivere. Quella di Uncle Charlie è la storia di un uomo depresso, rintanato e recluso in casa, che passa le sue giornate in soggiorno sul divano-letto in compagnia delle sue pistole e del ricordo terribile di un figlio morto di Aids. Uncle Charlie è la cronaca visiva di un isolamento nella povertà, di un universo racchiuso all’interno della mente nel torpore di una stanza buia, il diario di un’esistenza sfuggita mentre si guarda la strada dalla finestra.
Marc Asnin è un celebre fotografo documentarista che ha pubblicato su numerose testate, quali Life, Fortune, The New Yorker, The New York Times, Sunday Magazine, French Geo, La Repubblica, Le Monde e Stern. I suoi lavori sono stati esposti in musei e gallerie negli Stati Uniti e in Europa, tra i quali il MOMA, il Baltimore Museum of Art, il Moscow Museum of Modern Art, la Steve Kasher Gallery e la Blue Sky Gallery. Altri sono presenti in alcune collezioni permanenti, come quella del National Museum of American Art, dell’ International Center of Photography, del Museum of the City of New York, del Portland Museum of Art, del Zimmerli Art Museum e del Schomburg Center. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i più importanti: Robert F. Kennedy Journalism Award, W. Eugene Smith Grant per la fotografia umanitaria, Mother Jones Foundation per la fotografia documentaristica, National Endowment for the Arts Fellowship, New York Foundation for the Arts e the Alicia Patterson Fellowship. Il suo lavoro è inoltre apparso su libri quali Uncle Charlie (Contrasto 2012), The New York Times Magazine Photographs (Aperture 2011), After Weegee (Syracuse University Press 2011), New York 400 (Running Press, 2009), Blink (Phaidon Press, 1994) e Flesh & Blood (Picture Project 1992). Periodo: 17-19 e 24-26 ottobre 2014
venerdì 17e 24 ottobre, ore 16-20
sabato e domenica 18, 19, 25 e 26 ottobre, ore 9,30-20
Dopo una vita tormentata da un matrimonio con una donna alcolizzata e diabetica, cinque figli, un divorzio, una nuova relazione con un’altra donna dipendente dal crack e infine la perdita del lavoro, Marc Asnin, allora giovane fotografo, inizia a fotografare lo zio Charles. Un uomo che è difficile dire se sia ormai in preda alla pazzia o se sia solo stato segnato profondamente dalla vita, ma che di sicuro ha ormai perso la voglia di vivere. Quella di Uncle Charlie è la storia di un uomo depresso, rintanato e recluso in casa, che passa le sue giornate in soggiorno sul divano-letto in compagnia delle sue pistole e del ricordo terribile di un figlio morto di Aids. Uncle Charlie è la cronaca visiva di un isolamento nella povertà, di un universo racchiuso all’interno della mente nel torpore di una stanza buia, il diario di un’esistenza sfuggita mentre si guarda la strada dalla finestra.
Marc Asnin è un celebre fotografo documentarista che ha pubblicato su numerose testate, quali Life, Fortune, The New Yorker, The New York Times, Sunday Magazine, French Geo, La Repubblica, Le Monde e Stern. I suoi lavori sono stati esposti in musei e gallerie negli Stati Uniti e in Europa, tra i quali il MOMA, il Baltimore Museum of Art, il Moscow Museum of Modern Art, la Steve Kasher Gallery e la Blue Sky Gallery. Altri sono presenti in alcune collezioni permanenti, come quella del National Museum of American Art, dell’ International Center of Photography, del Museum of the City of New York, del Portland Museum of Art, del Zimmerli Art Museum e del Schomburg Center. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i più importanti: Robert F. Kennedy Journalism Award, W. Eugene Smith Grant per la fotografia umanitaria, Mother Jones Foundation per la fotografia documentaristica, National Endowment for the Arts Fellowship, New York Foundation for the Arts e the Alicia Patterson Fellowship. Il suo lavoro è inoltre apparso su libri quali Uncle Charlie (Contrasto 2012), The New York Times Magazine Photographs (Aperture 2011), After Weegee (Syracuse University Press 2011), New York 400 (Running Press, 2009), Blink (Phaidon Press, 1994) e Flesh & Blood (Picture Project 1992). Periodo: 17-19 e 24-26 ottobre 2014
venerdì 17e 24 ottobre, ore 16-20
sabato e domenica 18, 19, 25 e 26 ottobre, ore 9,30-20
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