Alessandra Sanvito. Paesaggi immaginari
Alessandra Sanvito, Opera n.29, 2020, t.m. su mdf, cm. 50x70
Dal 20 Febbraio 2021 al 1 Marzo 2021
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Vi.P. Gallery Milano Milano
Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 4
Orari: lunedì e dal mercoledì al sabato 15,30-18,30; domenica 11-13 e 14-19. Chiuso il martedì
Curatori: Virgilio Patarini
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 3392939712
E-Mail info: galleria.zamenhof@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.zamenhofart.it
Si inaugura sabato 20 febbraio 2021, alle ore 16,00, alla Vi.P. Gallery di Milano, in Alzaia Naviglio Grande, 4, la mostra personale della pittrice Alessandra Sanvitointitolata “Paesaggi immaginari”, che presenta una ventina di lavori dell’artista friulana.
La mostra è a cura di Virgilio Patarini e sarà visitabile, da sabato 20 febbraio fino al 1 marzo. Fatte salve, ovviamente, eventuali restrizioni, a seguito dell’emergenza sanitaria. In caso di zona rossa o lockdown la mostra verrà sospesa e riaperta al termine delle eventuali ulteriori restrizioni.
Alessandra Sanvito è una artista informale, tuttavia nelle sue opere astratte alcuni principi seguiti nel processo compositivo possono indurre il fruitore a interpretare i suoi quadri come paesaggi. Innanzitutto l’utilizzo della sezione aurea per dividere lo spazio secondo linee orizzontali parallele, la più alta delle quali spesso può ricordare proprio la linea dell’orizzonte. Poi anche le ampie campiture cromatiche sembrano talvolta alludere ad ampie distese di campi. Da questo punto di vista, se quello che osserviamo fossero davvero paesaggi, si tratterebbe di paesaggi “scabri ed essenziali”: brulle brughiere, tundre desolate e deserte. Nessun albero, nessuna casa, nessuna presenza umana o animale.
Altro aspetto rilevante è il processo di stratificazione della materia colore, stratificazione che procede dal fondo alla superficie, così come lungo le linee orizzontali, di cui si intuisce spesso la presenza soggiacente a causa dell’uso frequente di graffiature ed abrasioni.
In questo modo l’essenzialità delle composizioni viene compensata dalla ricchezza e dalle vibrazioni della stratificazione cromatica capace di dettare un tono dominante, un’atmosfera.
La mostra è a cura di Virgilio Patarini e sarà visitabile, da sabato 20 febbraio fino al 1 marzo. Fatte salve, ovviamente, eventuali restrizioni, a seguito dell’emergenza sanitaria. In caso di zona rossa o lockdown la mostra verrà sospesa e riaperta al termine delle eventuali ulteriori restrizioni.
Alessandra Sanvito è una artista informale, tuttavia nelle sue opere astratte alcuni principi seguiti nel processo compositivo possono indurre il fruitore a interpretare i suoi quadri come paesaggi. Innanzitutto l’utilizzo della sezione aurea per dividere lo spazio secondo linee orizzontali parallele, la più alta delle quali spesso può ricordare proprio la linea dell’orizzonte. Poi anche le ampie campiture cromatiche sembrano talvolta alludere ad ampie distese di campi. Da questo punto di vista, se quello che osserviamo fossero davvero paesaggi, si tratterebbe di paesaggi “scabri ed essenziali”: brulle brughiere, tundre desolate e deserte. Nessun albero, nessuna casa, nessuna presenza umana o animale.
Altro aspetto rilevante è il processo di stratificazione della materia colore, stratificazione che procede dal fondo alla superficie, così come lungo le linee orizzontali, di cui si intuisce spesso la presenza soggiacente a causa dell’uso frequente di graffiature ed abrasioni.
In questo modo l’essenzialità delle composizioni viene compensata dalla ricchezza e dalle vibrazioni della stratificazione cromatica capace di dettare un tono dominante, un’atmosfera.
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