Paladino
Mimmo Paladino, Senza titolo (Scudo), 2005
Dal 15 May 2026 al 26 July 2026
Milano
Luogo: Palazzo Citterio | Sala Stirling
Indirizzo: Via Brera 12
Orari: da giovedì a domenica 14.00-19.00
Curatori: Lorenzo Madaro
Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 8
Sito ufficiale: http://palazzocitterio.org
Dopo la personale di Palazzo Reale del 2011, Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) torna in un’istituzione pubblica milanese con un progetto, curato da Lorenzo Madaro, realizzato in collaborazione con l’Archivio Paladino appositamente pensato per la Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano.
Dal 15 maggio al 26 luglio 2026, la mostra, dal titolo Paladino, presenta sei scudi monumentali che occupano lo spazio, creando un possibile labirinto di forme e immagini che appaiono e scompaiono sulla superficie materica delle sculture. Al loro interno, questi scudi accolgono segni, tracce, teste, numeri, forme arcaiche che evidenziano il rapporto dell’artista – tra i protagonisti della scena italiana e internazionale sin dai primi Ottanta – con una cultura mediterranea costantemente ripensata in un alfabeto di immagini su cui lavora da quel decennio.
Il percorso espositivo propone, inoltre, una selezione ragionata di grandi disegni del 1973, quando Paladino, all’epoca venticinquenne, inizia a sperimentare nuove possibilità di ricerca, guardando al disegno e al colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale all’epoca ancora in auge.
La mostra è accompagnata da un volume che ripercorre altresì la storia dei lavori monumentali dell’artista che, come accade con gli scudi, lo vede da diversi decenni attivo in un dialogo serrato con l’architettura, intesa come parte integrante di una ricerca sui volumi e il rapporto con lo spettatore.
La mostra e il catalogo sono realizzati in stretto dialogo con l’artista e il suo Archivio.
Dal 15 maggio al 26 luglio 2026, la mostra, dal titolo Paladino, presenta sei scudi monumentali che occupano lo spazio, creando un possibile labirinto di forme e immagini che appaiono e scompaiono sulla superficie materica delle sculture. Al loro interno, questi scudi accolgono segni, tracce, teste, numeri, forme arcaiche che evidenziano il rapporto dell’artista – tra i protagonisti della scena italiana e internazionale sin dai primi Ottanta – con una cultura mediterranea costantemente ripensata in un alfabeto di immagini su cui lavora da quel decennio.
Il percorso espositivo propone, inoltre, una selezione ragionata di grandi disegni del 1973, quando Paladino, all’epoca venticinquenne, inizia a sperimentare nuove possibilità di ricerca, guardando al disegno e al colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale all’epoca ancora in auge.
La mostra è accompagnata da un volume che ripercorre altresì la storia dei lavori monumentali dell’artista che, come accade con gli scudi, lo vede da diversi decenni attivo in un dialogo serrato con l’architettura, intesa come parte integrante di una ricerca sui volumi e il rapporto con lo spettatore.
La mostra e il catalogo sono realizzati in stretto dialogo con l’artista e il suo Archivio.
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