Autopsia della scultura romana 1900-2015. Prima parte
Gaetano Martinez, San Sebastiano, 1937
Dal 8 December 2014 al 15 January 2015
Roma
Luogo: Monserrato Arte ‘900
Indirizzo: via di Monserrato 14
Orari: da lunedì a venerdì 16-20; sabato 10-13
Curatori: Vincenzo Mazzarella
Telefono per informazioni: +39 348 2833034
E-Mail info: monserratoarte900@gmail.com
Sarà inaugurata il prossimo 8 dicembre presso la galleria Monserrato Arte ‘900 di Roma l’esposizione “Autopsia della scultura romana 1900-2015. Prima parte” ideata e curata da Vincenzo Mazzarella.
Come suggerisce il titolo, la mostra, oltre a presentare una “dissezione” delle varie correnti artistiche che hanno avuto fervore a Roma dai primi anni del Novecento; vuole essere il primo appuntamento, lungo un anno, che la galleria Monserrato Arte ‘900 propone sulla “scultura romana” con l’obiettivo di creare una ricognizione del lavoro di celebri artisti -scultori e ceramisti- e di maestri ancora poco noti al grande pubblico; nessuno nato a Roma, ma tutti operanti nella città eterna dal 1900 al 2015.
La prima di questa serie di mostre raggruppa artisti eterogenei: da Hendrik Christian Andersen, che quasi nulla vendette in vita, ma a Roma, dove visse e operò a lungo -presente con un museo monografico- è ricordato in questa rassegna con uno straordinario gruppo Nudo Femminile danzante con putto del 1911-13 a Il Buon Pastore del 1950ca ceramica riflessata in oro di Enzo Assenza, a Amleto Cataldi, con un corpus di ben quattro sculture, oltre al marmo Ritratto della marchesa Flaminia Capranica del Grillo anche Figura femminile, Giove e Marte queste tre ultime provenienti dalla villa di Armando Brasini. Arturo Dazzi con un rigoroso busto di marmo di donna del periodo secessionista dialoga con una Danzatrice del 1914, nota scultura di Nicola D’Antino che anticipa alcuni stilemi che saranno propri dell’Art déco. Lorenzo Guerrini con una serie di medaglie astratte è in rapporto con il genio della più importante ceramista vivente Nedda Guidi.
Oltre ad artisti celebri come Arturo Martini con il suo Vittoria (Dio e Patria) del 1934 la mostra, come si è detto, vuole individuare figure eccentriche poco frequentate come Ferruccio Vecchi con un suo possente gesso Cosciente e subcosciente del 1940 a artisti raffinati quali Attilio Torresini con la Dormiente,una terracottadel 1926, opera famosissima e Fausto Melotti, legatissimo a Roma, con un piccolo gioiello, Angelo ceramica del 1951, quasi uno smalto di Limoges.
Uno straordinario San Sebastiano del 1937 di Gaetano Martinez è posto in confronto con un grande gesso patinato del 1928 Pomona di Attilio Selva; chiude un piccolo gioiello di Mario Rutelli con il suo Ritratto di uomo del 1910 con dedica ad personam.
Come suggerisce il titolo, la mostra, oltre a presentare una “dissezione” delle varie correnti artistiche che hanno avuto fervore a Roma dai primi anni del Novecento; vuole essere il primo appuntamento, lungo un anno, che la galleria Monserrato Arte ‘900 propone sulla “scultura romana” con l’obiettivo di creare una ricognizione del lavoro di celebri artisti -scultori e ceramisti- e di maestri ancora poco noti al grande pubblico; nessuno nato a Roma, ma tutti operanti nella città eterna dal 1900 al 2015.
La prima di questa serie di mostre raggruppa artisti eterogenei: da Hendrik Christian Andersen, che quasi nulla vendette in vita, ma a Roma, dove visse e operò a lungo -presente con un museo monografico- è ricordato in questa rassegna con uno straordinario gruppo Nudo Femminile danzante con putto del 1911-13 a Il Buon Pastore del 1950ca ceramica riflessata in oro di Enzo Assenza, a Amleto Cataldi, con un corpus di ben quattro sculture, oltre al marmo Ritratto della marchesa Flaminia Capranica del Grillo anche Figura femminile, Giove e Marte queste tre ultime provenienti dalla villa di Armando Brasini. Arturo Dazzi con un rigoroso busto di marmo di donna del periodo secessionista dialoga con una Danzatrice del 1914, nota scultura di Nicola D’Antino che anticipa alcuni stilemi che saranno propri dell’Art déco. Lorenzo Guerrini con una serie di medaglie astratte è in rapporto con il genio della più importante ceramista vivente Nedda Guidi.
Oltre ad artisti celebri come Arturo Martini con il suo Vittoria (Dio e Patria) del 1934 la mostra, come si è detto, vuole individuare figure eccentriche poco frequentate come Ferruccio Vecchi con un suo possente gesso Cosciente e subcosciente del 1940 a artisti raffinati quali Attilio Torresini con la Dormiente,una terracottadel 1926, opera famosissima e Fausto Melotti, legatissimo a Roma, con un piccolo gioiello, Angelo ceramica del 1951, quasi uno smalto di Limoges.
Uno straordinario San Sebastiano del 1937 di Gaetano Martinez è posto in confronto con un grande gesso patinato del 1928 Pomona di Attilio Selva; chiude un piccolo gioiello di Mario Rutelli con il suo Ritratto di uomo del 1910 con dedica ad personam.
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