L'intero patrimonio esposto a Palazzo della Marra.
Barletta rende omaggio a De Nittis
Colazione in giardino
L.S.
29/07/2013
Alla presenza del ministro Massimo Bray è stata inaugurata a Barletta la mostra “La collezione de Nittis: un dono alla città”. L’evento, fortemente voluto dal Comune, rappresenta una sorta di risarcimento al tributo antologico celebrato a Padova e Parigi e mai realizzato nella città d’origine dell’artista. L’occasione più adatta arriva a cento anni esatti dalla donazione dei lavori del maestro che la moglie, Léontine Gruvelle, attraverso il suo testamento, destinò al Municipio di Barletta.
La mostra, curata da Christine Farese Sperken, docente di storia dell' arte contemporanea all'Università di Bari, va ad occupare le sale del primo piano di Palazzo Della Marra, spazio generalmente dedicato ad esposizioni temporanee, dove in questa circostanza vanno a collocarsi olii, acquerelli, pastelli, disegni e incisioni, accanto al noto taccuino di De Nittis, debitamente accompagnati dalla storia della collezione e dalla spiegazione delle tecniche e delle fasi che caratterizzarono la ricerca artistica di De Nittis.
Il percorso si protende poi fino al secondo piano, che dal 2006 ospita permanente la Pinacoteca De Nittis.
Con l’obiettivo di valorizzare l’intero patrimonio, accanto ai capolavori più noti vengono presentati al pubblico dipinti più intimi e ritratti di famiglia, normalmente custoditi nei depositi.
Secondo il ministro Bray si tratta di ''un’iniziativa grandissima, un avvenimento importante perché la cultura e il turismo sono le leve per fare ripartire il Paese. C'è moltissimo da fare per recuperare il passato e proiettarci nel futuro''.
La mostra, curata da Christine Farese Sperken, docente di storia dell' arte contemporanea all'Università di Bari, va ad occupare le sale del primo piano di Palazzo Della Marra, spazio generalmente dedicato ad esposizioni temporanee, dove in questa circostanza vanno a collocarsi olii, acquerelli, pastelli, disegni e incisioni, accanto al noto taccuino di De Nittis, debitamente accompagnati dalla storia della collezione e dalla spiegazione delle tecniche e delle fasi che caratterizzarono la ricerca artistica di De Nittis.
Il percorso si protende poi fino al secondo piano, che dal 2006 ospita permanente la Pinacoteca De Nittis.
Con l’obiettivo di valorizzare l’intero patrimonio, accanto ai capolavori più noti vengono presentati al pubblico dipinti più intimi e ritratti di famiglia, normalmente custoditi nei depositi.
Secondo il ministro Bray si tratta di ''un’iniziativa grandissima, un avvenimento importante perché la cultura e il turismo sono le leve per fare ripartire il Paese. C'è moltissimo da fare per recuperare il passato e proiettarci nel futuro''.
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