Nell’Anno Culturale Romania-Italia, una grande mostra rilegge l’opera dello scultore modernista tra avanguardia e radici.
Francesca Grego
formato sconosciuto
Approda a Roma il genio di Costantin Brancusi, il maestro modernista di origine rumena che nella Parigi delle avanguardie reinventò il linguaggio della scultura. L’appuntamento è ai Mercati di Traiano - Musei dei Fori Imperiali da domani, venerdì 20 febbraio, fino al prossimo 19 luglio, per rivivere la rivoluzione di Brancusi in occasione dei 150 anni dalla sua nascita. Promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia e realizzato con il sostegno dei Ministeri della Cultura e dei Ministeri degli Affari Esteri romeni e italiani, sotto l’Alto Patronato dei Presidenti dei due Paesi, Costantin Brancusi. Le Origini dell’Infinito è tra gli eventi di spicco del programma bilaterale dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026. Il percorso curato dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania Erwin Kessler rilegge l’arte dello scultore modernista mettendone in luce le composite radici culturali, per poi accompagnare il pubblico alla scoperta dei suoi esiti più audaci e originali.
Costantin Brancusi. Le Origini dell’Infinito. Mercati di Traiano - Musei dei Fori Imperiali I Courtesy Zetema
Punto di partenza del viaggio di Brancusi - e di quello dei visitatori - è la tradizione artistica dell’Oltenia, la sua terra natale. Nel lavoro del maestro, tecniche e motivi decorativi di questa regione della Romania si fonderanno con l’influenza della scultura romana in un progressivo cammino verso l’astratto, l’eterno, l’infinito, che li distillerà in forme sempre più pure ed essenziali. La mostra ricostruisce l’evoluzione dello scultore passo dopo passo, tra celebri capolavori e opere poco note capaci di svelare un Brancusi inaspettato. In principio c’è la tecnica dell’intaglio diretto, appresa dagli artigiani olteni, che consiste nell’inventare, scoprire e sviluppare la forma dell’opera direttamente dal blocco di legno o di pietra attraverso lo sforzo fisico e performativo dell’artista, che ne è l’autore concettuale e materiale in ogni fase: un metodo e una visione estetica che Brancusi trasmise ad Amedeo Modigliani, suo caro amico e collaboratore a Montmartre. Dalla tradizione dell’Oltenia arrivano anche simboli e motivi come la colonna torta e modulare - la celebre torsade - all’origine dell’emblematica Colonna senza fine, che i visitatori dei Mercati di Traiano potranno confrontare con esempi tradizionali olteni.
Costantin Brancusi. Le Origini dell’Infinito. Mercati di Traiano - Musei dei Fori Imperiali I Courtesy ZetemaL’altra fondamentale fonte di ispirazione dell’arte di Brancusi è la scultura romana, che l’artista studia a fondo negli anni della formazione e che lascerà un’impronta profonda sul suo lavoro. Nasce da qui, per esempio, l’esigenza di partire dalle forme realistiche di una figura per estrarne l’essenza eterna, astratta e perfetta. A raccontarlo in mostra è una parte non troppo nota della sua produzione, come la Testa di ragazzo, ispirata alle gallerie di ritratti romane, o Torso, una mezza coscia concepita come frammento di una presunta Venere antica, da ammirare accanto alla testa volutamente grezza o falsamente incompiuta di una Danaide. Brancusi indaga il mito e l’arcaico, sorgenti dell’essenza di cui è alla ricerca, ma non rinuncia al gioco, presentando talvolta le proprie opere come reperti archeologici.
Costantin Brancusi. Le Origini dell’Infinito. Mercati di Traiano - Musei dei Fori Imperiali I Courtesy ZetemaAi Mercati di Traiano la monumentale opera Preghiera rappresenta il ponte tra figura e astrazione, tra il simbolo e l’essenza: nella scultura modernista di Brancusi la perfezione formale del classicismo si fonderà con il simbolismo arcaico per dar vita alla sintesi potente e originale di capolavori come Mademoiselle Pogany, Prometeo o la Sedia della serie Tavola del Silenzio, segnando l’evoluzione dell’artista verso forme pure che respirano in un tempo e in uno spazio eterni.

Costantin Brancusi. Le Origini dell’Infinito. Mercati di Traiano - Musei dei Fori Imperiali I Courtesy Zetema
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