In continuità con il progetto espositivo "Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale", la mostra allarga lo sguardo al tema della natura nella sua totalità
Samantha De Martin
formato sconosciuto
Dopo il successo di pubblico di Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale, una natura ancora più rigogliosa si accinge a colorare gli spazi del Chiostro del Bramante.
Il nuovo capitolo, in programma da sabato 14 marzo a domenica 6 settembre si chiama Flowers. Meravigliosa Natura, ed è presentato, sebbene in maniera indipendente, in accordo con la Kunsthalle di Monaco e Suzanne Landau.
Costruito in continuità con Flowers, il percorso evolve e amplia lo sguardo. Se nel primo capitolo il fulcro della riflessione era il fiore in quanto elemento simbolico, politico e poetico, nella nuova mostra lo sguardo si allarga alla natura nella sua totalità, intesa come universo organico e mutevole nel quale forme vegetali e animali, elementi marini e specie diverse dialogano in un equilibrio dinamico. Ad accrescere i contenuti saranno ulteriori prestiti provenienti da collezioni italiane, dalla Biblioteca Casanatense alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e dal Museo Civico di Zoologia di Roma.
Il percorso espositivo sarà articolato in tre macro-sezioni - Arte ed ecologia, Arte e scienza, Arte e politica - in un dialogo serrato tra opere antiche e contemporanee, e sarà costruito su un continuo gioco di rimandi e connessioni.
Protagonisti saranno artisti nazionali e internazionali con lavori che spaziano dal Seicento a oggi, includendo contributi realizzati con l’intelligenza artificiale. I visitatori riconosceranno alcuni highlights del primo capitolo, come le installazioni site-specific di Austin Young e Zadok Ben-David.
Grazie ai prestiti del Museo Civico di Zoologia di Roma e della Sovrintendenza Capitolina sarà presente nel percorso il diorama dedicato agli Oceani e alla Foresta Bavarese, in dialogo con Enter the Plastocene di Tamiko Thiel e Sunday’s lunch 02 di Eugenio Tibaldi e con le opere del XVII e XVIII secolo di Margherita Caffi e Pietro Neri Scacciati. Un nucleo inedito di lavori dell'artista israeliano Zadok Ben-David allargherà la riflessione alla biodiversità, alla fragilità degli ecosistemi e alla responsabilità collettiva.