Dopo il restyling firmato Lissoni, la preziosa collezione di arte moderna torna a dialogare con l'edificio progettato per lei all'inizio del Novecento. A partire dal Ritratto di signora di Klimt.
Francesca Grego
formato sconosciuto
Gustav Klimt, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso, Federico Zandomeneghi, Felice Casorati: sono alcuni degli “inquilini” della Galleria Ricci Oddi, e da oggi hanno una casa nuova di zecca. Tra i primi e rari musei costruiti in Italia nel Novecento appositamente per ospitare una collezione d’arte moderna, oggi la Galleria si presenta al pubblico dopo importanti lavori di riqualificazione e riallestimento che valorizzano l'architettura anni Trenta dell’architetto Giulio Ulisse Arata. Realizzato da Piero Lissoni con Antonella De Martino e Gianni Fiore di Lissoni & Partners, l’intervento ha interessato l’intera superficie museale, comprensiva di mille metri quadrati e 22 sale, con il contributo di 24 sostenitori tra aziende, associazioni di categoria e privati cittadini del territorio piacentino. “Valorizzare l'importanza della raccolta dando respiro alle opere, restituire bellezza e armonia alla stupenda architettura di Giulio Ulisse Arata così da far emergere quel serrato dialogo tra collezione ed edificio, che è uno dei punti di forza della Ricci Oddi: sono queste le due linee guida principali che hanno orientato il lavoro condotto in questi mesi”, sottolinea Lucia Pini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi: “Ora la Galleria accoglie finalmente il pubblico in ambienti all'altezza delle intenzioni del fondatore e offre strumenti di comprensione della raccolta in grado di arricchirne l'esperienza di visita”.
Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza ©️ outThere collectiveNegli anni Venti il collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi decide di trasformare la propria raccolta d’arte privata in un museo aperto al pubblico. Dopo aver cercato invano la sede adatta, commissiona all’architetto neo-eclettico Giulio Arata il progetto del nuovo edificio, che costruisce a proprie spese su un terreno messo gratuitamente a disposizione dal Comune di Piacenza e inaugura nel 1931. Trovano così una collocazione definitiva centinaia di opere datate tra l’Ottocento e il Novecento e collezionate con una predilezione per i paesaggi e i dipinti di figura. Dalle primissime acquisizioni messe a segno da Ricci Oddi tra il 1898 e il 1899 - Pecore Tosate di Francesco Filippini e Dopo Novara di Gaetano Previati - la collezione ha continuato ad arricchirsi, arrivando a contare oggi un patrimonio di 1184 opere, a fronte delle 546 presenti alla morte del fondatore. Tra i capolavori rappresentativi della Galleria spicca il Ritratto di Signora di Gustav Klimt del 1916-17, al centro di una vicenda che ha segnato profondamente la storia del museo: la scoperta del sottostante Ritratto di ragazza, il furto del quadro nel 1997 e infine il misterioso ritrovamento nel 2019 per mano di un giardiniere, in un’intercapedine del muro esterno della stessa Galleria.
Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza ©️ outThere collectiveL’attuale rinnovamento del museo ha preso forma a partire da un’approfondita analisi storica e architettonica dell’edificio di Arata, con l’obiettivo di restituire coerenza agli spazi attraverso un linguaggio essenziale e contemporaneo, liberandoli dall’eredità di interventi posticci susseguitisi nel corso dei decenni. Una palette cromatica neutra ed equilibrata, nuovi infissi interni, grafiche, apparati informativi e un sistema discreto e flessibile per l’esposizione dei dipinti fanno da contraltare al restauro degli arredi originali, probabilmente realizzati su disegno dello stesso Arata. “La Galleria era già perfetta prima, in particolare questa idea del panopticon è molto speciale per un museo”, ha osservato Piero Lissoni: “Io ho semplicemente cercato di riportarla al suo stato originale, niente di più, niente di meno”. Per celebrare il nuovo corso il museo sarà aperto al pubblico gratuitamente fino a domenica 3 maggio, compresa la giornata di venerdì 1° maggio: un invito ad ammirare la sua preziosa collezione di arte moderna nell’edificio progettato quasi cent’anni fa per accoglierla e valorizzarla al meglio.

Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza ©️ outThere collective
Leggi anche:
•
Oltre le nuvole, l'impalpabile legame tra l'arte e il cielo•
Gabriele Dadati e il Klimt ritrovato. La vera storia del Ritratto di signora