Henri Foucault. Corpi splendenti
Henri Foucault, Chevelure, 2016. Fotogramma e spilli in acciaio inox, cm. 97x72
Dal 13 Aprile 2019 al 2 Giugno 2019
Ferrara | Visualizza tutte le mostre a Ferrara
Luogo: Palazzo dei Diamanti
Indirizzo: corso Ercole I d'Este 21
Orari: tutti i giorni 9-19
Curatori: Dominique Païni
Telefono per informazioni: +39 0532 244949
E-Mail info: diamanti@comune.fe.it
Sito ufficiale: http://www.palazzodiamanti.it
Corpi splendenti porta a Palazzo dei Diamanti le opere di Henri Foucault, affermato scultore e fotografo francese.
La mostra, curata da Dominique Païni, si pone in dialogo con Boldini e la moda, l’esposizione dedicata al pittore ferrarese che è stato uno dei più celebri ritrattisti della Belle Époque. Il progetto rientra infatti nella programmazione della rassegna d’arte contemporanea Offside, ideata da Maria Luisa Pacelli, che mette in relazione il lavoro di artisti contemporanei con l’opera di maestri del passato per offrire uno sguardo attuale su temi e movimenti storicizzati.
Henri Foucault riflette sulla luce e sulla relazione tra superficie e materia, fondendo linguaggi espressivi diversi. Egli infatti interroga la scultura a partire dal mezzo in apparenza ad essa più lontano: la fotografia. L’immagine fotografica nasce quando la luce colpisce una superficie e, al contrario delle arti plastiche, il supporto sul quale essa si fissa è quasi ininfluente. Ed è proprio a partire dalla traccia luminosa che Foucault si dedica alla ricostruzione del modellato, del volume.
Abolendo ogni intento aneddotico, l’artista si concentra sul suo soggetto prediletto, il corpo femminile, che diviene una forma pura, una sorta di planimetria che non ha nulla di decorativo. Solo in un secondo momento Foucault interviene sul fotogramma e decora le immagini con materiali tratti dalla couture, come cristalli Swarovski o punte di spillo.
I Corpi splendenti nascono, quindi, dal paziente lavoro con cui l’artista veste con una miriade di frammenti scintillanti diafane silhouette femminili, che diventano volume, materia. In contrasto con l’atto scultoreo per eccellenza – la sottrazione –, Foucault dà forma all’atto fotografico grazie agli elementi aggiunti alla pellicola: ciò che brilla e luccica crea volumi mutevoli, variazioni cristalline, palpitazioni della carne rivelate grazie alla luce.
Il suo processo creativo ha una tangenza ideale con la pittura di Boldini, impegnato anch’egli a plasmare le pose delle sue “divine” e a creare una relazione dinamica con lo spazio e lo spettatore, attraverso la raffigurazione di sete scintillanti, di vortici di colore, di vibranti pennellate in cui i corpi sembrano scomparire.
Tra le opere in mostra a Ferrara, è presente anche una produzione originale ispirata ad un dipinto di Boldini esposto a Palazzo
dei Diamanti, l’Amazzone (c. 1879-80, Milano, Galleria d’Arte Moderna), un quadro la cui composizione ha una valenza quasi fotografica, “congelata” rispetto ad altre opere del ferrarese in cui il movimento sembra essere inarrestabile. Ed è proprio questa fissità ad avvicinare il lavoro certosino di Foucault al turbolento pennello di Boldini: per entrambi in ultima analisi il corpo non ha più confini, liberato in un caso dalla luce, nell’altro dal movimento.
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