Silvestro Lega. Storia di un’anima. Scoperte e rivelazioni
Silvestro Lega, Tiziano e Irene di Spolimbergo, 1859. Collezione Palazzo Foresti, Carpi
Dal 4 Luglio 2015 al 1 Novembre 2015
Viareggio | Lucca | Visualizza tutte le mostre a Lucca
Luogo: Centro Matteucci per l’Arte Moderna
Indirizzo: via D’Annunzio 28
Curatori: Giuliano Matteucci, Silvio Balloni
Enti promotori:
- Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
- Museo Civico di Prato
- Comune di Peschiera del Garda
Costo del biglietto: intero € 9, ridotto € 7
Telefono per informazioni: +39 0584 430614
E-Mail info: info@centromatteucciartemoderna.it
Sito ufficiale: http://www.centromatteucciartemoderna.it
In mostra 20 capolavori di Lega mai visti, ritrovati attraverso 30 anni di ricerche in archivi e case private.
I Ritratti Fabroni, finalmente individuati.
Rivive così la mostra di Modigliana del 1926
“Lega. Storia di un’anima. Scoperte e rivelazioni”, evento proposto dalla Fondazione Matteucci per l’Arte Moderna (Viareggio, dal 4 luglio al primo novembre) è una straordinaria operazione culturale oltre che una importantissima mostra.
In essa infatti Giuliano Matteucci, che ne è il curatore con Silvio Balloni, svela una precisa selezione di opere di Lega, tutte documentatissime, che proprio in questo contesto vengono ufficialmente aggiunte al catalogo generale del grande macchiaiolo. Alcune decisamente clamorose, rappresentano il frutto di indagini condotte lungo diversi anni, stimolate da ricerche in archivi pubblici e privati, in Italia e all’estero.
La pubblicazione del catalogo generale di Silvestro Lega risale al 1987 ed è ancora oggi il documento di riferimento per il mondo dell’arte.
In questi trent’anni, Lega è stato oggetto di un gran numero d’iniziative che ne hanno messo in luce il ruolo di grande protagonista nel panorama dell’arte italiana dell’Ottocento. Non ultima la mostra del 2013 promossa dal Museo d’Orsay all’Orangerie nella quale la pittura di Lega ha primeggiato con capolavori come La visita, Il canto di uno stornello, Un dopo pranzo, suscitando entusiasmo e ammirazione nel pubblico e nella critica internazionale.
Se, dunque, la complessa e raffinata personalità dell’artista può dirsi definita, non poche lacune permangono all’interno del corpus, causa il significativo numero di dipinti dispersi o ancora da identificare.
Straordinario quanto fortuito è il ritrovamento di uno dei nuclei fondamentali dell’attività giovanile: i Ritratti Fabbroni, esponenti di una delle molte famiglie di grande sostegno al pittore nella fase più critica della sua vita.
Attorno all’affascinante e struggente storia che aleggia su quei dipinti, veri e propri brani di un romanzo intimo e raccolto dipanatosi nella cornice del palazzo di Tredozio, ruota la mostra Lega. Storia di un’anima. Aggiunte al catalogo .
Il ritrovamento e la esposizione, in prima contemporanea, di quei magnifici Ritratti consente, evento nell’evento, di riunire, a quasi un secolo dalla retrospettiva di Modigliana del 1926, il contenuto della mostra che la città natale dedicò a Lega.
La presentazione dell’importante ciclo offre anche l’opportunità di scoprire una cospicua serie di altre opere di Lega rintracciate negli ultimi anni.
Tra le novità eclatanti, Tiziano e Irene di Spilimbergo, ricordato dallo stesso Lega come uno dei lavori più rappresentativi del periodo accademico, Visita alla balia, nella versione presentata a Parma e a Torino nel 1870, che precede l’altra di Palazzo Pitti, Il cuoco, inviato all’Esposizione Universale di Parigi del 1878, la redazione intermedia de La lezione, la grande tela donata nel 1898 dalla Regina Margherita di Savoia al Municipio di Peschiera del Garda, il cosiddetto Cofanetto Tommasi, dono del pittore al giovane allievo Angiolo Tommasi e alla moglie Adele, in occasione della nascita del primogenito Ugo.
Queste preziose testimonianze sono accompagnate spesso da opere di confronto, con motivi ad esse direttamente correlati o affini.
E’ il caso degli studi preparatori di Tra i fiori del giardino, L’educazione al lavoro, L’elemosina e La lezione che, collocati accanto alla redazione finale, ne attestano il meditato ed analitico processo creativo.
Il percorso suddiviso in sezioni cronologico-tematiche tende, seppure in termini riassuntivi, a ricomporre nell’evidente omogeneità lo straordinario spaccato della vicenda umana e artistica del pittore.
La realizzazione della mostra è resa possibile grazie ai prestiti di prestigiose collezioni private e d’importanti istituzioni pubbliche tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Civico di Prato, il Comune di Peschiera del Garda.
Orario:
Da martedì a venerdì: 17-23, sabato e domenica:10-13/17-23, lunedì chiuso.
Dall’8 settembre a 1 novembre, da martedì a venerdì: 15.30-19.30, sabato e domenica 10-13/15.30-19.30, lunedì chiuso.
I Ritratti Fabroni, finalmente individuati.
Rivive così la mostra di Modigliana del 1926
“Lega. Storia di un’anima. Scoperte e rivelazioni”, evento proposto dalla Fondazione Matteucci per l’Arte Moderna (Viareggio, dal 4 luglio al primo novembre) è una straordinaria operazione culturale oltre che una importantissima mostra.
In essa infatti Giuliano Matteucci, che ne è il curatore con Silvio Balloni, svela una precisa selezione di opere di Lega, tutte documentatissime, che proprio in questo contesto vengono ufficialmente aggiunte al catalogo generale del grande macchiaiolo. Alcune decisamente clamorose, rappresentano il frutto di indagini condotte lungo diversi anni, stimolate da ricerche in archivi pubblici e privati, in Italia e all’estero.
La pubblicazione del catalogo generale di Silvestro Lega risale al 1987 ed è ancora oggi il documento di riferimento per il mondo dell’arte.
In questi trent’anni, Lega è stato oggetto di un gran numero d’iniziative che ne hanno messo in luce il ruolo di grande protagonista nel panorama dell’arte italiana dell’Ottocento. Non ultima la mostra del 2013 promossa dal Museo d’Orsay all’Orangerie nella quale la pittura di Lega ha primeggiato con capolavori come La visita, Il canto di uno stornello, Un dopo pranzo, suscitando entusiasmo e ammirazione nel pubblico e nella critica internazionale.
Se, dunque, la complessa e raffinata personalità dell’artista può dirsi definita, non poche lacune permangono all’interno del corpus, causa il significativo numero di dipinti dispersi o ancora da identificare.
Straordinario quanto fortuito è il ritrovamento di uno dei nuclei fondamentali dell’attività giovanile: i Ritratti Fabbroni, esponenti di una delle molte famiglie di grande sostegno al pittore nella fase più critica della sua vita.
Attorno all’affascinante e struggente storia che aleggia su quei dipinti, veri e propri brani di un romanzo intimo e raccolto dipanatosi nella cornice del palazzo di Tredozio, ruota la mostra Lega. Storia di un’anima. Aggiunte al catalogo .
Il ritrovamento e la esposizione, in prima contemporanea, di quei magnifici Ritratti consente, evento nell’evento, di riunire, a quasi un secolo dalla retrospettiva di Modigliana del 1926, il contenuto della mostra che la città natale dedicò a Lega.
La presentazione dell’importante ciclo offre anche l’opportunità di scoprire una cospicua serie di altre opere di Lega rintracciate negli ultimi anni.
Tra le novità eclatanti, Tiziano e Irene di Spilimbergo, ricordato dallo stesso Lega come uno dei lavori più rappresentativi del periodo accademico, Visita alla balia, nella versione presentata a Parma e a Torino nel 1870, che precede l’altra di Palazzo Pitti, Il cuoco, inviato all’Esposizione Universale di Parigi del 1878, la redazione intermedia de La lezione, la grande tela donata nel 1898 dalla Regina Margherita di Savoia al Municipio di Peschiera del Garda, il cosiddetto Cofanetto Tommasi, dono del pittore al giovane allievo Angiolo Tommasi e alla moglie Adele, in occasione della nascita del primogenito Ugo.
Queste preziose testimonianze sono accompagnate spesso da opere di confronto, con motivi ad esse direttamente correlati o affini.
E’ il caso degli studi preparatori di Tra i fiori del giardino, L’educazione al lavoro, L’elemosina e La lezione che, collocati accanto alla redazione finale, ne attestano il meditato ed analitico processo creativo.
Il percorso suddiviso in sezioni cronologico-tematiche tende, seppure in termini riassuntivi, a ricomporre nell’evidente omogeneità lo straordinario spaccato della vicenda umana e artistica del pittore.
La realizzazione della mostra è resa possibile grazie ai prestiti di prestigiose collezioni private e d’importanti istituzioni pubbliche tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Civico di Prato, il Comune di Peschiera del Garda.
Orario:
Da martedì a venerdì: 17-23, sabato e domenica:10-13/17-23, lunedì chiuso.
Dall’8 settembre a 1 novembre, da martedì a venerdì: 15.30-19.30, sabato e domenica 10-13/15.30-19.30, lunedì chiuso.
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